Electronic Arts e DICE hanno annunciato oggi, in un nuovo trailer, che l’Open Beta di Battlefield 2042 sarà disponibile a partire dal prossimo 8 ottobre perXbox One, Xbox Series X and S, PlayStation 4, PlayStation 5 and PC; i membri di EA Play e tutti coloro che pre-ordinano il gioco possono ottenere l’accesso con due giorni di anticipo il 6 ottobre. Tutti i giocatori possono pre-scaricarlo a partire dal 5 ottobre.
L’Open Beta di Battlefield 2042 presenterà l’iconica esperienza Conquista sulla mappa Orbitale, precedentemente mostrata nel trailer di reveal del gioco. Chi giocherà da PC e console next-gen potrà sperimentare le nuove ed epiche battaglie a 128 giocatori (64 giocatori su PlayStation 4 e Xbox One) attraverso la modalità di gioco Conquista, su larga scala, e potrà combattere per il controllo dei punti chiave degli obiettivi sulla mappa.
Durante la Beta, i partecipanti avranno l’opportunità di immergersi nella Guerra Totale iconica del franchise, come uno dei quattro unici specialisti ciascuno dotato di un proprio stile individuale, specialità e tratti. I giocatori possono calarsi nei panni di Boris, un ingegnere russo dotato di un SG-36; Casper, un sudafricano esperto di mimetizzazione e attacchi a lungo raggio; Falck, un abile medico tedesco specializzato nel supporto; e Mackay, un escursionista canadese e nomade che è dotato di una pistola a rampino.
Ambientata a Kourou, nella Guyana francese, la mappa Orbitale di Battlefield 2042 permette ai giocatori di sperimentare una corsa contro il tempo in condizioni ostili mentre combattono intorno al sito di un imminente lancio di un razzo. I settori che si trovano in questa mappa includono l’Edificio di assemblaggio, la Piattaforma di lancio e la passerella che li collega. Durante una partita di Conquista, i giocatori sperimenteranno le mappe dinamiche di Battlefield, caratterizzate da una sequenza di lancio automatico per il razzo, un attraversamento con la zipline attraverso torri di fulmini, combattimenti con veicoli in condizioni atmosferiche avverse, compreso un inaspettato tornado che altera il flusso della battaglia, e molto altro ancora.
Inoltre, la serie dei blog, Battlefield Briefing, continua fino all’inizio della Open Beta, con il nuovo blog degli sviluppatori Progressione e Oggetti cosmetici online sul sito ufficiale del gioco. Questo post approfondisce il sistema di progressione di Battlefield 2042, il ritorno dei Ribbons e altre caratteristiche come la Maestria e la Carta Giocatore, la cross progression e le opzioni cosmetiche per gli Specialisti. Ci sono anche commenti degli sviluppatori con il Level Designer Kalle Nystrom e il Lead Level Designer Shashank Uchil.
Battlefield 2042 è disponibile ora per il pre-ordine e sarà lanciato nei negozi e online il 19 novembre al prezzo di 59,99 euro per PC, 69,99 euro per Xbox® One, PlayStation®4 e 79,99 euro per Xbox® Series X e S e PlayStation®5.
Si torna in campo con FIFA 22, il titolo della nostra recensioneper console PS5. Un anno importante EA Sports, il primo da quando le console di nuova generazione sono entrate in attività. La chiamata alle armi è stata subito accolta, con l’introduzione del Hypermotion Technology. Il nome, già da solo, basta per accendere gli animi dei giocatori. Tutto parte dall’evoluzione intelligente del concetto di motion capture, quello che serviva a rendere più umani i movimenti dei giocatori.
Le speciali tute X-Sense hanno fatto il resto, passando dalle sole animazioni alla costruzione delle manovre in campo. Il tutto aiutato da un algoritmo di machine learning, in grado di riprodurre normali situazioni di gioco. Occorre vedere come queste nuove logiche di gameplay si comporteranno in modalità competitiva, con FUT e Weekend League che aspettano alla porta. Ragionamenti, questi, che avranno un senso solo quando la stagione di FIFA 22 raggiungerà la sua base d’utenza massima.
Il resto delle modalità non subiscono scossoni, ad esclusione dell’esplosivo VOLTA Football. La dichiarazione d’indipedenza è stata proclamata. Scordatevi quella simulazione “adattata” in FIFA 22. L’arcade regnerà incontrastato, con tanto di introduzione di super tiri e iper velocità. La direzione tracciata è piuttosto cristallina, con i giocatori che, per forza di cose, inizieranno a prendere sul serio questa modalità.
La dimensione artistica del gioco ci aiuta a respirare meglio i momenti del giorno partita. Luci e suoni, grazie all’aiuto della potenza delle console di nuova generazione, creano un contesto emozionale che ci trascinano “di forza” in campo. Il tifo segue le prestazioni della squadra, con le animazioni del pubblico che incitano le nostre prestazioni in campo, anche nei momenti di estrema difficolta. We never walk alone, insomma. Vi lasciamo,quindi, alla nostra recensione di FIFA 22, nella sua versione per console PS5.
Prime impressioni: la rivoluzione si chiama Hypermotion Technology
EA Sports è chiamata a una riscossa, visto e considerato quanto successo nelle ultime due passate edizioni. Il gameplay iniziava a perdere acqua da tutte le parti, richiedendo un intervento deciso ed efficace. Il colosso americano, dopo aver raccolto i vari e numerosi feedback pervenuti dalla community – il gran vero punto di forza di questa serie – è andato di reverse engineering, modificando il cuore del suo simulatore.
Quello che oggi conosciamo come Hypermotion Technology altri non è che è una rielaborazione di alcune dinamiche base che punta tutto sul gioco di squadra, aiutato da algoritmi di machine learning. Può sembrare una cosa piuttosto sempliciotta, visto che, di fatto, tutti conosciamo il vero significato del gioco del calcio. Calarlo, però, in un videogioco non è una cosa del tutto semplice, visto e considerato che il franchise ci prova da oltre 25 anni.
In questi anni, numerosi sono stati gli investimenti sul fronte motion capture, ricercando una fluidità dei movimenti al pari di quella dei giocatori reali. Ed è proprio ereditando questo lavoro che è stato possibile, oggi, attraverso delle speciali tute chiamate X-Sense, arrivare all’implementazione di questa tecnologia. Il risultato – visibile sin da subito – lo si vede, non solo nei movimenti con palla al piede, ma anche nelle fasi di gioco passivo.
Tutta la squadra si muove intorno al pallone, esulando dai discorsi di tattica e impostazioni di gioco. Ci si accorge del grande passo avanti fatto in questi termini quando si è alla ricerca di un compagno libero. Le soluzioni di passaggio diventano numerose, anche se dall’altra parte vi è un pressing offensivo che offre pochi margini per ragionare. I compagni interagiscono all’interno della squadra, chiamano la palla, invitano al passaggio, facendo capire la direzione che prenderanno prima dello scatto. Le intenzioni, insomma, arrivano prima dei movimenti. E tutto questo crea una cosa che già da un po’ mancava in FIFA: il fattore immersione.
La voglia di cambiare c’è e si intuisce sin dai primi istanti. Al primo lancio, si viene proiettati all’interno di una sessione introduttiva che ricorda tantissimo il The Journey di Alex Hunter. Qui gli sviluppatori presentano quali sono i cambiamenti importanti presenti in questa nuova edizione del simulatore calcistico. Spicca, senz’altro, la difesa tattica, con la possibilità di switchare tra i giocatori della linea difensiva in maniera veloce, agile e puntuale. Menzione d’onore la meritano, sicuramente, i movimenti filtranti che, da quest’anno, sono pilotabili per direzione e intensità. In fase d’attacco è stato rivisto il tandem con il compagno di squadra, con gli 1-2 che diventano più tattici e ragionati.
A livello di modalità non si assiste a un grandissimo stravolgimento. Ci sono le stesse cose, presentate in maniera più organizzata. VOLTA Football chiama a gran voce una sua indipendenza. La modalità più frizzante del noto simulatore calcistico sembra, quest’anno, aver trovato una sua dimensione, in grado di sfumare le dinamiche simulative in favore di una mentalità più arcade. È ovvio che il pubblico di riferimento sarà diverso da quello di FIFA Ultimate Team, PRO Clubs e Carriera. Ma l’intenzione è questa, con una scelta che, a nostro avviso, appare corretta.
Contesto di gioco: il pericolo di un’offerta “troppo” differenziata
FIFA 22 è divenuto un contenitore di numerose modalità di gioco. EA Sports, già da qualche anno, ad esclusione di VOLTA Football, non ne ha inserite di nuove. Ha preferito, invece, concentrarsi su quelle che ha, ma senza adottare dei grossi stravolgimenti rispetto la sua offerta. La Carrieraonline, giusto per fare un esempio, è un qualcosa che tarda ad arrivare già da diverso tempo, lasciando presagire una precisa volontà in questo ritardo.
Ogni anno il colosso americano pone in essere delle scelte. È come se facesse una classifica di rendimento, decidendo dove e come concentrare gli sforzi progettuali per l’edizione che verrà. Il biennio 2019/2020 è stato infausto per tutti gli addetti ai lavori. FIFA 21, infatti, è stato proposto come una nuova iterazione della serie ma, a conti fatti, è come se fosse stato un FIFA 20.5. Lo capiamo, vista l’attuale situazione pandemica, ma avremmo preferito una scelta alla Konami. Un season update sarebbe andato più che bene.
Ed ecco che arriva il 2021, un anno che urla a gran voce la riscossa di questo franchise, che inizia pericolosamente a restare troppo fermo sui suoi passi. Le scelte progettuali, quest’anno, sono ricadute su gameplay, FUT e VOLTA, lasciando degli interventi marginali al PRO Club e Carriera. Questo lo si capiva già nel corso dell’evento dello scorso luglio, in occasione della presentazione in anteprima di FIFA 22.
Ci troviamo assolutamente d’accordo sulla prima scelta. Il gameplay, infatti, aveva bisogno di un intervento pesante che è finalmente arrivato. Pad alla mano, le differenze si vedono e si percepiscono in ogni situazione di gioco. FUT e VOLTAportano i denari nelle casse di EA Sports. Una decisione che, quindi, punta a degli interessi commerciali prima ancora che ludici. Non dimentichiamo che il modello di fruizione del noto simulatore calcistico è quello di un GAAS (Game As A Service), dove ad ogni modalità viene assegnato un rendimento economico. Capite bene, quindi, il perché non voler investire troppo su Carriera e Pro Club. Forse perché già così rendono abbastanza bene? La risposta arriverà da noi, dai giocatori.
Gameplay: ben (ri)trovato gioco di squadra
L’osservato speciale in FIFA 22 è quindi il gameplay. Un termine che, per il simulatore calcistico di EA Sports, vuol dire tutto. Sbagliare qualcosa in termini di dinamiche di gioco, controlli e reattività rischia di mandare a monte una stagione. In passato ne abbiamo avuto degli esempi piuttosto importanti. Basta vedere quello che è successo con FIFA 20 e FIFA 21, che ha costretto gli sviluppatori a un numero di patch che è entrato nella storia, ma che di fatto non potevano stravolgere un’architettura nata già con dei problemi congeniti. Quest’anno la sfida è ardua, con l’introduzione dell’Hyper Motion Technology.
L’abbiamo visto in azione per la prima volta nel corso della beta esclusiva provata nel mese di luglio. Già in quell’occasione abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano il significato di questo cambiamento, che mette al centro del simulatore il concetto stesso di gioco di squadra. Tutta la formazione, suddivisa per comparti, partecipa attivamente all’azione di gioco al di là della tattica impostata. I compagni osservano la posizione della sfera in campo, si propongono e chiamano i passaggi. L’intelligenza artificiale, pilotata da un algoritmo di machine learning, fa sì che i giocatori non selezionati propongano delle soluzioni di gioco intelligenti, in grado di analizzare il contesto e le situazioni in campo.
Il tutto aiuta a creare un’atmosfera reale, al pari di una vera partita di calcio. Anche la rotazione della sfera, in FIFA 22, assume delle connotazioni sempre più vicine alla realtà, rendendo le trame di gioco divertenti e coinvolgenti. I contatti in campo, inoltre, sono divenuti più “umani”. Parametri come fisico ed elevazione definiscono un vantaggio importante che si riverbera con animazioni realistiche per intensità e svolgimento.
L’inserimento della spizzata di testa o della parata con la mano di richiamo, mostrano solo un piccolo assaggio di quali siano le reali intenzioni degli sviluppatori. Ovviamente, come ogni videogioco che si rispetti, ci sono dei pro ma anche contro. Il gameplay ragionato – introdotto in FIFA 20 per stoppare le folli rushate sui campi – quest’anno sembra rallentare ulteriormente il passo. Questo rende le manovre più lente (forse anche troppo lente, ndr), e costringe a dei ragionamenti veloci con palla al piede.
La decisione, a nostro avviso, è stata presa per enfatizzare lo sprint esplosivo, un’aggiunta all’attuale scatto in velocità. Lo possiamo definire una mossa abilità base, questa, ma che crea vantaggi importanti solo con alcuni giocatori. Il mercato, per quel poco che abbiamo visto, l’ha subito intuito. Tutti i giocatori con parametri di accelerazione velocità alti, infatti, hanno visto un’impennata delle loro quotazioni. Ci aspettiamo dei nerf nel corso della stagione.
Dimensione artistica: respirare il giorno partita
Ed eccoci arrivati al momento in cui ci lasciamo andare nei nostri “art attack”. In termini di dimensione artistica, il buon FIFA 22 ha fatto molto bene i compiti a casa, anche se l’ago della bilancia verte sul discorso framerate. Il salto enorme lo potremmo avere con il passaggio ai 120fps, ma non sembra ancora scoccata quell’ora. Al momento in cui scriviamo, lasciando aperta una finestra verso il futuro, si viaggia a 60fps con una risoluzione che sembra girare intorno ai 4K.
Sul fronte ray tracing l’impressione è che la soluzione sia la stessa adottata per F1 2021, con i replay che accolgono la potenza della luce. Normale, e in un certo modo fisiologico, visto che quelle che contano sono fluidità e reattività quando si vuole portare un risultato utile a casa. L’occhio, per quanto vuole la sua parte, passa in secondo piano. Noi però, che abbiamo un debole per questo aspetto, siamo riusciti a catturare qualche azione di gioco più da vicino. Strizziamo l’occhio verso il lato artistico di un videogioco, e se ne abbiamo la possibilità tendiamo ad evidenziare questo aspetto rispetto al lavoro svolto dagli sviluppatori.
L’illuminazione del terreno di gioco è migliorata. Possiamo apprezzare meglio questo upgrade anche grazie alla nuova inquadratura televisiva, in grado di presentare le azioni di gioco con un angolo di visione ampio e ottimale. Almeno due zone del campo sono sempre sotto controllo, con la possibilità di vedere meglio i movimenti dei compagni. L’occhio cade, inevitabilmente, anche sul pubblico, che viene definito il cd. “dodicesimo uomo in campo”.
Vogliamo concludere proprio con loro la nostra recensione di FIFA 22. Premesso che tutto quello che diremo è frutto della nostra esperienza di gioco “cuffia-munita”, ascoltare il tifo in campo è stupendo. È come se seguisse il gioco, con momenti di gioia e di disappunto in grado di far vivere ogni secondo del giorno partita. D’altronde, il calcio, che sia reale o virtuale, è un insieme di emozioni eterogenee, tutte che nascono attorno ad una palla.
In conclusione
La nuova edizione di FIFA 22 arriva con delle vere novità. Quelle che lasciano il segno in quanto sono tangibili sin dal primo istante di gioco. L’Hypermotion Technology è la celebrazione perfetta di un concetto che giace nelle fondamenta del calcio: il gioco di squadra. Magari fa “più figo” parlare di algoritmi di machine learning e comportamento adattivo in campo, visto che quello che abbiamo appena detto può sembrare una cosa piuttosto scontata. Tutt’altro.
La sessione di beta privata dello scorso luglio ci ha fatto, in un certo modo, già arrivare preparati. Ci mancavano le altre modalità, tra cui, però, solo VOLTA Football riceve un vero e proprio scossone generazionale. Carriera e Pro Club viaggiano ancora di retaggio, scelta che inizia a farsi sentire in modo sempre più pressante. Chi vi scrive è un “malato” di FUT e Weekend League, ed era (stra)convinto che il “grosso” dei miglioramenti avrebbe interessato il comparto gameplay. Cosa che, di fatto, è accaduta.
Il potenziale della nuova generazione di console aiuta, per forza di cose, ad esprimere al meglio la dimensione artistica di FIFA 22. Su PS5 la differenza la fa più l’Audio 3D che il DualSense, facendoci ascoltare tutte le emozioni in campo e fuori da esso. Il resto è sempre e solo FIFA.
MSI, produttore leader nell’ambito delle soluzioni tecnologiche per il business, la progettazione e il gaming, annuncia Creator Z16 Hiroshi Fujiwara Limited Edition, che è allo stesso tempo il primo e l’unico laptop che il famoso marchio di streetwear giapponese Fragment Design abbia mai contribuito a creare.
Fondata dal padrino dello street fashion Hiroshi Fujiwara, Fragment Design considera il co-branding un elemento strategico importante, che le consente di trasfondere elementi di street culture e subculture in diversi settori e che l’ha già portata a stringere partnership con Maserati, LOUIS VUITTON, NIKE, TAG Heuer, BVLGARI, e molti altri brand famosi in tutto il mondo. Dalla collaborazione con MSI nasce MSI Creator Z16 Hiroshi Fujiwara limited edition, un notebook unico che segna anche il debutto dell’iconico marchio di street fashion giapponese nel modo dell’high tech.
La partnership tra MSI e Fragment Design fonde i canoni estetici delle due aziende in un capolavoro di stile. Già al primo sguardo appare chiaro come il notebook si faccia interprete del concetto di “Black on Black”, coniugando il nero translucido dei due loghi, sapientemente incisi con tecnologia laser, allo Stellar Black dello chassis in alluminio del laptop. Il famoso logo di Fragment Design con i fulmini, che domina la cover del laptop, simboleggia l’audacia dell’Azienda giapponese nel creare nuovi esempi di street fashion in diversi settori.
L’abbinamento dei due marchi viene poi ripreso in basso a destra sulla tastiera e nella parte sottostante, rafforzando in modo impeccabile l’identità visuale. La bellezza di questo nuovo nato si mostra, inoltre, nella piacevole texture con effetto seta ottenuta attraverso una fresatura CNC effettuata ad arte, che contribuisce a conferire un aspetto straordinariamente elegante, valorizzato dall’esclusivo tocco di stile di Hiroshi Fujiwara.
Oltre che dal punto di vista del design, MSI ha dato il suo contributo per rendere questo laptop una vera bellezza tecnologica, equipaggiandolo con potenti processori fino a Intel i9 di 11a generazione e GPU NVIDIA RTX serie 30, un display 16:10 Golden ratio MiniLED con tecnologia AUO AmLED, una tastiera MiniLED retroilluminata e sistema MSI-Center basato su AI, che assicurano il miglior equilibrio sia a livello hardware sia software.
MSI Creator Z16 Hiroshi Fujiwara Limited Edition è stato realizzato in appena 3.000 pezzi, che saranno acquistabili a partire da Ottobre in diversi paesi del mondo, tra cui l’Italia.
Eidos-Montréal ha pubblicato due nuovi video narrati dal Senior Gameplay Director Patrick Fortier e ricchi di approfondimenti su Marvel’s Guardians of the Galaxy. Nel primo, Fortier spiega come sfruttare efficacemente le varie abilità dei Guardiani in combattimento, mentre il secondo aiuta i giocatori a guidare al meglio i propri compagni durante le fasi di esplorazione.
Le personalità distinte dei Guardiani giocano un ruolo fondamentale anche durante i combattimenti, con abilità e specialità uniche che i giocatori dovranno imparare a sfruttare alla perfezione, impiegando le tattiche e le strategie più appropriate, se vogliono sperare di sopravvivere ai tantissimi nemici che incontreranno vagando per il cosmo. Rocket è lo specialista in esplosioni multi-target del gruppo, Groot funge da difensore e guaritore, Drax è una palla da demolizione ambulante, Gamora infligge danni terrificanti a bersagli singoli e Star-Lord, ovviamente, è il loro “cosiddetto” leader versatile.
I giocatori di Marvel’s Guardians of the Galaxy, però, non dovranno imparare a guidare i Guardiani solo in combattimento. Come spiegato nel secondo video, avranno anche il compito di mantenere i propri compagni sulla giusta strada mentre esplorano una pletora di leggendarie località dell’universo Marvel a bordo della Milano. Prendere decisioni (e affrontarne le conseguenze) è fondamentale per un vero leader, ed è un aspetto altrettanto fondamentale per quanto riguarda tantissimi dettagli dell’esperienza di Marvel’s Guardians of the Galaxy: nelle conversazioni, nella distribuzione dei punti abilità, nella scelta tra costumi fedeli ai fumetti o completamente originali, e in un’infinità altri casi.
Questa settimana l’Oktoberfest arriva su Black Ops Cold War, Warzone e Call of Duty: Mobile. Indossa il tuo lederhosen, l’Oktoberfest Bundle è arrivato. Birra e tanta allegria saranno protagonisti in Call of Duty, con il Tracer Pack: OktoberfestStore Bundle disponibile ora. Dalla Skin Operatore “Lederhosen” per Beck a due armi Blueprint con il nuovo effetto Birra Tracer Fire, questo Bundle renderà unica la tua prossima partita Multiplayer, Zombies, o Warzone.
Inoltre, per la prima volta in un Bundle, puoi guadagnare COD Points completando specifiche sfide legate a questo pacchetto.
Oggetti:
“Lederhosen” Beck Skin
“Kölsh” Beer Tracer Assault Rifle Blueprint
“Hefeweizen” SMG Blueprint
“Keg Tap” Ballistic Knife
“Prost!” Animated Calling Card
“Tankard” Charm
“Zum Wohl!” Emblem
“Happy Hour” Watch
Call of Duty: Mobile
L’Oktoberfest è arrivato anche in COD Mobile e si presenta sia nel primo sorteggio fortunato della Stagione 8: 2° anniversario, sia in un evento celebrativo in-game! L’Oktoberfest Lucky Draw viene fornito con un’arma leggendaria unica e dal design suggestivo, la R9-0 – Hopper. Inoltre, come parte di questo evento, ti aggiudicherai la nuova variante operatore Artery – Maiden of Death e molti altri oggetti!
Si torna ad investigare con Life is Strange: True Colors, il titolo di questa nostra recensione per console PS5. L’IP, ideata da Dontnod Entertainment ma di proprietà di Square Enix, passa nelle mani di Deck Nine Games, gli stessi di Life Is Strange: Before the Storm. Questa volta, in un certo senso, giocano in casa, costruendo una storia che si svolgein Colorado, nella città immaginaria di Haven Springs. Il compito, che sono chiamati ad assolvere, è piuttosto impegnativo. Non più personaggi ereditati dal precedente lavoro svolto dai colleghi e, soprattutto, non più episodi.
Non vi sono connessioni con i precedenti capitoli della serie, ad esclusione di Steph, unico personaggio che troveremo anche in Life is Strange: True Colors. Per il resto è tutto nuovo, con una nuova location da esplorare e misteri da risolvere. La vena investigativa del gameplay non cambia, anche se questa volta la protagonista è coinvolta in un dramma personale.
Il povero fratello di Alex Chen, Gabe, muore in circostanze misteriose. Tutto lascia pensare ad un tragico incidente, ma la ragazza non ci sta e vuole andare fino in fondo e scoprire la verità. Anche lei, come i precedenti personaggi della serie, ha dei poteri innati. Il suo dono – che lei definisce, invece, come una maledizione – le permette di entrare in empatia con l’ambiente circostante. Il rischio è quello di rimanere intrappolati nel micromondo emozionale con cui viene a contatto, sino a trasformare la propria personalità.
La dimensione artistica è al pari di un dipinto. L’Unreal Engine, in coppia con il ray tracing, ci regala un paesaggio da cartolina, che rende più in orari diurni che notturni. Gli sviluppatori, per far apprezzare al meglio le luci e i suoni che animano Haven Springs, ci danno la possibilità di sfruttare i cd. “momenti zen”. Un modo, questo, per staccare la spina e uscire dal quotidiano. Un po’ quello che ci ha permesso di fare Life is Strange: True Colors, con il racconto di questa esperienza che vive nella nostra recensione per console PS5.
Prime impressioni: Un contagio di emozioni
Il paragone con i precedenti capitoli della serie sono piuttosto ovvi, evitarli è impossibile. La cosa che più ha stimolato il nostro interesse è stata la scelta di abbandonare il format episodico, e proporre, quindi, un’avventura unica “tutta d’un sorso”. Sia ben chiaro, non siamo degli amanti dei videogiochi in pillole. Una produzione videoludica richiede tempo e risorse che non si presentano come immediati. Il tutto rischia di far perdere quel filo conduttore, oltre che arrivare in un momento dove l’interesse dei giocatori verte su altro.
Il modello di fruzione del videogioco è lo stesso di quello visto sinora con i precedenti capitoli. Dontnod Entertainment si concentrava moltissimo sui personaggi e sulle loro storie, creando un contesto che si svelava con il tempo. Deck Nine Games, invece, costruisce l’alone di mistero aiutandosi con il contesto di gioco, presentando subito tutti i personaggi ma celando le loro reali intenzioni ed emozioni.
Ed è qui che entra in gioco Alex. Con il suo potere è in grado di scoprire il passato e il presente, ipotizzando un possibile scenario futuro. Il suo legame empatico viaggia a livelli di intensità, con i colori che definiscono la tipologia delle emozioni. Rosso per la rabbia, viola per la paura e così via. Il feedback aptico, su PS5, aiuta a percepire meglio le emozioni, avvisando il giocatore quando c’è qualcosa che merita la nostra attenzione.
Il sistema delle scelte è ancora più presente. Alla fine di ogni capitolo, infatti, vi è un resoconto rispetto alle nostre decisioni, che lascia intuire una molteplicità di finali, e quindi la possibilità di rigiocarlo con un interesse sempre vivo. Cercate solo di farvi guidare – almeno nel corso della prima run – dalle vostre emozioni. Le scelte devono essere prese con la consapevolezza che non esiste mai quella giusta a priori.
Contesto di gioco: Haven Springs come Twin Peaks
La cittadina di Haven Springs ospita il contesto narrativo degli eventi di Life is Strange: True Colors. Il ricordo, almeno per chi vi scrive, è andato subito a Twin Peaks. Laura Palmer come Gabe Chen, con un colpevole nascosto nell’ombra. Saranno le sole emozioni che consentiranno alla sorella Alex di svelare che cosa sia realmente accaduto in quella notte, e chi lo vuole far assomigliare a un incidente a tutti i costi.
Il primo capitolo sembra l’idillio del posto perfetto. Tutti carini, gentili e disponibili, creando il classico quadretto di città perfetta. Ma ogni luogo nasconde dei segreti e misteri, e gli abitanti di Haven Springs di scheletri nell’armadio ne hanno parecchi. Nei successivi 4 capitoli, quel bel quadretto iniziale, pieno di colori accessi, diventa sempre più cupo, con la tela che perde progressivamente la vivacità iniziale.
Di fatto il tutto sembra diventare claustrofobico e oppressivo, con la diffidenza che aumenta sempre di più. L’unica arma che può sfruttare la ragazza è il suo dono empatico, estraendo il peggio dalle persone al fine di creare una zona di comfort entro cui muoversi e confidarsi. Alex, in questo viaggio, non sarà sola. Al suo fianco trova delle figure che sostituiscono il defunto Gabe, anche se non riescono a colmare il vuoto che vive nel suo cuore.
Resta il fatto che Life is Strange: True Colors arriva in un momento storico molto particolare, dove la distanza conta più di un sentimento. Per carità, l’emergenza impone delle regole che non incitano il contatto umano. La giovane Alex, però, ci ricorda che per percepire gli stati d’animo non c’è bisogno di oltrepassare il metro di tolleranza. Basta solo entrare in empatia con chi ci sta di fronte, per porgergli una mano o se serve dirgli una parola di conforto. Certi super poteri, in fin dei conti, li abbiamo tutti. Basta solo avere il coraggio e la voglia di utilizzarli.
Gameplay: Formula vincente non si cambia
Il gameplay di Life is Strange: True Colors segue, ormai, una formula collaudata nel tempo. Abbiamo davanti un titolo che fa della narrativa il suo asse portante. Tutto ruota attorno a questo aspetto, dai personaggi sino ad agli elementi di contesto. Registi e protagonisti, su un palcoscenico dove siamo noi gli artefici del nostro destino. A differenza della serie Man of Medan, Alex non viene giudicata in base alle sue scelte. Quello che conta sono solo la storia e le scelte che abbiamo fatto nel corso del capitolo.
Le decisioni prese non sono tutte uguali. Ce ne accorgiamo di questo a seconda delle grafiche che appaiono in video. Quando arriva il momento topico – quello da cui possono nascere delle emozioni che diventano fondamentali nel corso della storia – si è davanti ad un aut aut. Lo abbiamo detto in precedenza: scordatevi il concetto di “scelta giusta”. Il destino vi mette davanti delle strade da intraprendere. Quello che fate è sì frutto delle vostre scelte, che, per forza di cose, sono figlie del momento.
L’aria di casa spinge Deck Nine Games a puntare l’obiettivo agli elementi di contesto. L’elemento investigativo è più spiccato in questo ultimo arrivato della serie, invitando il giocatore ad un’esplorazione mirata e non più “spintanea”. Tutto gira attorno alla citta di Haven Springs, con i movimenti della protagonista che vengono guidati da quello che le succede intorno. In un certo modo, però, il contesto ci invita a prenderci delle pause, godendosi il panorama o ascoltando un LP in un negozio di musica.
Una nota di demerito arriva dal level design che limita, in alcune occasioni, la nostra voglia di curiosità. Il design dei luoghi fornisce l’illusione della libertà di movimenti, anche se il più delle volte la povera Alex corre contro un muro invisibile perché non è ancora il momento, per esempio, di salire quella particolare scala. È un errore di concetto, che in un certo modo stride con il credo del gameplay.
Dimensione artistica: Un quadro bagnato dal sole
Ed eccoci al momento che definiamo il più importante della nostra esperienza con Life is Strange: True Colors. Non si spendono mai abbastanza parole per celebrare il talento artistico delle software house impegnate nella costruzione di un videogioco. Cerchiamo, nel nostro piccolo, di farlo quanto più possibile, come in questo caso di specie.
Quando qualcosa si sente vicino – e in un certo modo “di famiglia” – il lavoro che ne consegue è, per forza di cose, influenzato. Succede con Haven Springs. Ci vuole poco per accorgersi di come ogni dettaglio di contesto, partendo dalle strade sino ad arrivare all’ecosistema circostante, è stato costruito da chi quei posti li conosce piuttosto bene. E, ovviamente, li adora. Viene quasi voglia di trasferirsi ai piedi delle montagne del Colorado, e lasciarsi tutti i problemi alle spalle, come ha fatto la giovane Alex Chen.
L’ossimoro, a livello di design, lo si avverte con i personaggi, talvolta un po’ dozzinali a livello estetico. Basta vedere la risoluzione degli elementi grafici dell’abbigliamento, oppure la scelta discutibile sulle acconciature. Dettagli che vengono, però, oscurati dall’immensità del lavoro svolto in termini di animazioni facciali. Le espressioni arrivano prima delle emozioni, con un doppiaggio in grado di enfatizzare ogni singolo momento del gioco.
La ciliegina sulla torta si mostra con il ray tracing, anche se alcune volte ci si abbandona ad un suo abuso che rende poco verosimili alcune situazioni. I riflessi di luce sugli occhiali di Alex, per esempio, il più delle volte si presentano innaturali rispetto al contesto. Al contrario, da il meglio di sé nei momenti esplorativi e, soprattutto, nelle cutscene. Momenti che porteremo, per sempre, nel nostro cuore.
In conclusione
Di titoli simili a Life is Strange: True Colors ce ne sono diversi. Basta pensare alla serie The Dark Pictures, con i vari Man of Medan, Little Hope e il prossimo House of Ashes. Segnaliamo anche, per dovere di cronaca, Twin Mirrors, sviluppato da Dontnod Entertainment, genitori biologici della serie Life is Strange. Eppure, c’è qualcosa di diverso quando si è davanti a un nuovo capitolo di questa serie. È inspiegabile, quasi a livello metafisico, e semplicemente emozionale.
Sono le emozioni, infatti, le vere protagoniste di questa nuova avventura, che dimostra come il franchise sia maturato al punto da divenire una vera e propria istituzione quando si parla di videogiochi narrativi. La formula del gameplay non cambia molto. Le decisioni da prendere sono il core del sistema di gioco, con il finale che, per forza di cose, ne risente. I 5 capitoli immergono il giocatore nella storia di Alex, creando un legame empatico con la protagonista. Ironia della sorte, è proprio questo il potere che lei utilizza per aiutare le persone e, a tempo debito, svelare il mistero che si cela dietro la morte di suo fratello.
Life is Strange: True Colors non cambia molto sul versante gameplay, proponendo delle leggere variazioni rispetto all’eccellente lavoro svolto sinora dai cedenti Dontnod Entertainment. Deck Nine Games spinge, invece, sul fronte artistico. La cura delle espressioni facciali è inedita, dimostrando un salto di qualità enorme sotto questo aspetto. I personaggi assumono delle connotazioni sempre più umane, enfatizzando, così, le loro emozioni. Sul fronte design, i personaggi si presentano talvolta dozzinali nel loro stile. Per carità, è una precisa scelta degli sviluppatori, ma l’asticella si è alzata. La sfida è lanciata, ma le competenze non mancano.
Warner Bros. Games e DC hanno svelato la key art ufficiale di Suicide Squad: Kill the Justice League, lo sparatutto d’avventura e azione che promette di rivoluzionare i lsuo genere, con i supercriminali DC Harley Quinn, Deadshot, Captain Boomerang e King Shark.
Sviluppato da Rocksteady Studios, creatori della celebre serie di Batman: Arkham, Suicide Squad: Kill the Justice League combina il gameplay incentrato sui personaggi tipico dello studio con dinamiche da action shooter in terza persona per creare un’esperienza di gioco mai vista prima. Ambientata nel dettagliatissimo mondo aperto di Metropolis, la storia originale del titolo segue i quattro membri della Suicide Squad mentre si imbarcano in una missione impossibile per salvare la Terra e uccidere i più grandi supereroi DC del pianeta.
Ricorda di sintonizzarti su DC FanDome, l’esperienza definitiva per i fan DC, sabato 16 ottobre alle 19:00 per scoprire in prima persona le ultime novità su Suicide Squad: Kill the Justice League.
Konami Digital Entertainment, B.V. ha rivelato durante il Nintendo Direct di questa settimana che Castlevania Advance Collection è ora disponibile per Nintendo Switch™, PlayStation 4, Xbox One e PC via Steam. La collezione ripropone alcuni dei titoli più amati e apprezzati del franchise Castlevania: Castlevania: Circle of the Moon, Castlevania: Harmony of Dissonance e Castlevania: Aria of Sorrow. Inoltre, la collezione contiene uno speciale quarto titolo bonus: il gioco del 1995 per SNES Castlevania: Vampire’s Kiss (conosciuto in America anche come ‘Dracula X’).
Il team Konami Digital Entertainment che ha sviluppato Castlevania Advance Collection commenta: “Volevamo offrire a tutti la possibilità di vivere l’esperienza Castlevania – in particolare i titoli azione/avventura della serie perché sono capolavori senza tempo. Abbiamo realizzato che alcuni di questi titoli potevano essere giocati sulle attuali console e così abbiamo iniziato a lavorare sulla Castlevania Advance Collection. Abbiamo inoltre deciso di fare un lancio multipiattaforma per permettere al maggior numero di persone possibile di godere di queste opere.
La serie Castlevania celebra quest’anno il 35esimo anniversario, traguardo raggiunto grazie all’amore dei fan e alla passione di tutte le persone coinvolte nella creazione dei molti titoli del franchise. Siamo onorati di aver avuto la possibilità di lavorare a questa serie e continueremo a impegnarci per rendere Castlevania ancora più grande. Grazie a tutti per il vostro continuo supporto!”.
Oltre all’accesso a questi quattro classici senza tempo, Castlevania Advance Collection offre ai giocatori nuove caratteristiche che migliorano l’esperienza di gioco. Per gli amanti della musica, i giocatori avranno accesso immediato alle iconiche colonne sonore di ogni gioco, incluse le tracce nascoste, per un totale di 71 brani. I giocatori potranno creare le proprie playlist e ascoltare così i loro brani preferiti. Attraverso la galleria in-game, i giocatori potranno visualizzare contenuti dietro le quinte, come schizzi preparatori e disegni work-in-progress. Immagini mai mostrate prima e package design scannerizzati faranno, infine, la gioia dei fan di lunga data.
Per i completisti, Castlevania Advance Collection presenta un’enciclopedia di dati relativa ai quattro titoli, incluse informazioni su nemici, equipaggiamenti, oggetti e molto altro. Per assicurarsi di non perdere scontri o aree nascoste, i giocatori potranno registrare, rigiocare e rivedere il proprio gameplay ogni volta che lo vorranno. Infine, M2 Co., Ltd., è stata coinvolta per fornire un’emulazione di altissimo livello, assicurando la migliore ricreazione possibile di questi classici. Che si tratti di fan incalliti o di giocatori nuovi al franchise, tutti ameranno queste caratteristiche e scopriranno qualcosa di nuovo su Castlevania!
Castlevania Advance Collection è disponibile ora su Nintendo Switch™, PlayStation®4, Xbox One e PC via Steam, al prezzo di €19.99, solo formato digitale. La collezione è anche compatibile con PlayStation®5 e Xbox Series X|S.
Castlevania Advance Collection Games
Castlevania: Circle of the Moon segue le vicende di Nathan Graves, un’apprendista cacciatori di vampiri che si addentra nel castello di Dracula con il suo Mentore per impedire il temuto ritorno del Conte orchestrato da Camilla.
Castlevania: Harmony of Dissonance vede Juste Belmont, nipote del leggendario cacciatore di vampiri Simon Belmont, scontrarsi nuovamente con Dracula. Questo titolo introduce molte caratteristiche inedite al franchise, come la modalità ‘Boss Rush’ e il sistema ‘Spell Fusion’.
Castlevania: Aria of Sorrow narra la storia di Soma Cruz, giovane studentessa in Giappone per studio, che è in qualche modo coinvolta nell’eterno ciclo di reincarnazione del Signore Oscuro. Che ruolo ha Soma in tutto questo? Riuscirà a tornare nel suo mondo?
Castlevania: Vampire’s Kiss è la rivisitazione del gioco cult Castlevania: Rondo of Blood ed è considerato uno dei titoli Castlevania più impegnativi mai creati. Il Conte Dracula torna ancora una volta dalla morte per far risorgere le forze dell’oscurità. Richter Belmont, erede delle famiglia Belmont, parte alla volta del Castello di Dracula per sconfiggere il Signore Oscuro.
Velan Studio e EA Originals hanno annunciato i dettagli della Stagione 3 di Knockout City, che darà modo ai dodgebrawlers di sperimentare nuove playlist ed eventi, una nuova mappa dinamica, veicoli Equipaggio e contratti Equipaggio e molte altre ricompense a partire da Martedì 5 Ottobre alle ore 14:00 CEST.
Knockout City Season 3 – H@CKeD porterà i giocatori nel cortile dismesso di una prigione al largo della costa chiamato Lockdown Throwdown: qui i dodgebrawlers dovranno attraversare il loro mondo in cui è entrato Z3R0, un occhio che vede tutto e monitora la televisione, i tabelloni e persino l’abbigliamento dei Brawler. La nuova stagione dà ai giocatori la possibilità di scoprire chi o che cosa sia Z3R0. La Stagione 3 introdurrà inoltre il Brawl Pass, che permetterà ai giocatori di salire di livello o di sbloccare elementi esclusivi da sfoggiare sul campo.
Il nuovo contenuto di gioco della Stagione 3 di Knockout City include:
4 Nuovissime Playlist ed Eventi – Per tutta la stagione i dodgebrawler scopriranno nuove modalità e colpi di scena su quelle già esistenti- Questi eventi assegneranno Holobux, XP o addirittura biglietti che potranno essere usati per acquistare cosmetici nello shop dell’evento.
Nuovi contratti settimanali con 18 nuovi ed esclusivi Premi Cosmetici per la crew – I giocatori possono esplorare i nuovi Cosmetici destinati alla Crew: i Clacson della Crew, un set di clacson unici e selvaggi che suonano mentre il tuo veicolo slitta in vista nella cinematica Match Intro. In più, sono previsti nuovi Contratti Settimanali Brawl Pass, nuovi Livelli di Allenamento e nuovi Livelli di Contratto sono dietro ogni angolo.
Una nuova mappa: Lockdown Throwdown – Questo carcere abbandonato ha ancora online tutti i suoi sistemi di sicurezza! Riflettori Droni pattugliano la prigione, e tutti i brawler catturati nel loro percorso attiveranno una Torretta di Sicurezza che si apriranno per sparare una Cage Ball verso il giocatore. Questo meccanismo può essere utilizzato per ottenere un vantaggio su un avversario (fuori) o per essere intenzionalmente avvistato nel tentativo di catturare la Cage Ball da utilizzare contro la squadra avversaria.
Il Brawl-Pass tutto nuovo – A partire dalla Stagione 3, Street Rank non sarà l’unico modo per salire di livello e sbloccare cosmetici esclusivi da sfoggiare in campo! Viene introdotto il Brawl Pass! Il Brawl Pass ha 100 livelli con ricompense uniche da conteggiare lungo la strada. I livelli si sbloccano quando si finiscono le partite, si guadagnano XP e si completano i Contratti di Brawl Pass. Ogni settimana vedrai 6 nuovi contratti settimanali Brawl Pass su cui potrai tenere traccia dei progressi mentre giochi, e salire di livello garantirà nuovi esclusivi Cosmetici, Veicoli per la Crew, Energy Drink, Chip di Stile, Holobux e altro!
Nuovi Contenuti Aggiuntivi – Un nuovo energy drink, voci dei giocatori, location Chonky, pacchetti, articoli da negozio e altro ancora.
I nuovi veicoli destinati alla Crew per la Stagione 3 includono anche moto, disponibili in stili diversi:
SEGA e Ryu Ga Gotoku Studio hanno lanciato oggi il loro thriller action noir Lost Judgment in tutto il mondo per PlayStation 5, Xbox Series X|S, PlayStation 4 e Xbox One. È disponibile un aggiornamento digitale gratuito per le versioni PlayStation 4 e Xbox One per l’aggiornamento a PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Dallo studio che ha prodotto la serie Yakuza, Lost Judgment intreccia elementi di investigazione, narrativa oscura e combattimenti action, facendo scivolare i giocatori nelle scarpe da ginnastica di Takayuki Yagami, un investigatore privato che difende coloro che la legge non riesce a proteggere.
Sfrutta l’arsenale di trucchi da investigatore privato di Yagami per raccogliere indizi con gadget hi-tech per rintracciare sospetti in città.
Combattimento libero
Padroneggia i tre stili di arti marziali unici di Yagami per superare qualsiasi situazione, dalle imboscate di gruppo alle eliminazioni di un singolo bersaglio. Personalizza ulteriormente ogni stile attraverso lo skill tree.
Agisci sotto copertura
Agisci sotto copertura in un liceo locale come consulente di un club per arrivare alla radice di un misterioso aumento della delinquenza in relazione al caso. Unisciti al Dance Club, dove manterrai il ritmo; al Robotics Club, per costruire lo Yagami-bot; allenati in una palestra di boxe, per attaccare e muoversi contro avversari agguerriti, e, infine una gang di motociclisti, dove le corse clandestine sono l’unico modo per guadagnarsi il rispetto.
Frequenta la strada
Mentre esplori le città aperte di Kamurocho e Ijincho alla ricerca di indizi per il caso, prenditi una pausa e scopri la cultura unica di ciascuna di esse attraverso bar e altri locali notturni. Potrebbe valere la pena affrontare un caso secondario per prestare le tue abilità investigative ai residenti bisognosi: non si sa mai cosa potresti ottenere.
Edizioni disponibili di Lost Judgment
Standard Edition (in versione fisica e digitale) include il gioco Lost Judgment.
Digital Deluxe Edition (versione digitale) include il gioco e due pack di contenuti: il Detective Essentials Pack, lo School Stories Expansion Pack (disponibile dal 26 ottobre)
Digital Ultimate Edition (versione digitale) include tutti i contenuti della Digital Deluxe Edition e The Kaito Files, un’espansione della storia indipendente con Kaito come personaggio giocabile in un nuovo scenario. Disponibile nella primavera 2022.
Contenuti aggiuntivi acquistabili separatamente di Lost Judgment
Season Pass che include il Detective Essentials Pack (disponibile ora), lo School Stories ExpansionPack (disponibile il 26 Ottobre, 2021) e The Kaito Files (disponibile nella primavera 2022).