fifa 21 recensione ps4

Un anno importante questo per FIFA 21, chiamato a dimostrare la sua solidità in un momento di passaggio tra le generazioni. La nostra recensione della versione PS4 non può che tener conto di quello che è stato il 2020 per il titolo di EA Sports. 365 giorni in cui si sono alternati i numerosi problemi al gameplay, a quelli legati all’infrastruttura di rete che supporta il gaming competitivo. E poi, ciliegina sulla torta, è arrivato il Covid-19. Della serie “piove sul bagnato”.

A volte, però, il destino è beffardo. Konami decide di prendersi una pausa e puntare tutto sulla next gen. In un attimo PES scompare temporaneamente dalla scena, lasciando sguarnito il ruolo di competitor. La software house giapponese, con questa mossa lancia un messaggio importante: torneremo più forti che mai. La scelta di sviluppare la nemesi di FIFA 21 sfruttando la potenza dell’Unreal Engine 5.0 ha già fatto capire quale sarà il terreno di scontro tra i due titoli.

fifa 21 recensione ps4

Quest’anno, quindi, EA Sports può fare il bello e il cattivo tempo. Il problema è che la seconda opzione non è ammessa in alcun modo. Quello che abbiamo visto, però, ci ha fatto capire una cosa molto importante. La passata stagione è servita da esempio, eccome. Il gameplay di FIFA 21 non ha subito un restyle “violento”, bensì ha proseguito la scia della passata stagione. Le manovre lente e ragionate, in compenso, sono condite con animazioni e movimenti molto simili alla realtà. I giocatori si muovono in maniera “quasi naturale”, con consapevolezza del campo e del gioco.

In tema di modalità torna VOLTA Football, reduce da un ottimo debutto. Carriera e Pro Club rispondono “presente” all’appello, anche se lasciati un po’ a corto di upgrade. Ovviamente il celebre FUT non poteva che mancare alla festa, in qualità di osservato speciale. Il nostro solito “sproloquio” iniziale termina qui. Vi lasciamo, quindi, in compagnia della recensione di FIFA 21, giocato nella sua versione per console PS4.

Mea culpa

Non è facile per nessuno ammettere i propri errori, specie se quel qualcuno è un colosso quotato in borsa. FIFA 21 è quello che possiamo definire il “gioco del riscatto”. Come vi anticipavamo all’inizio della nostra recensione, il 2020 per EA Sports non è stato proprio dei migliori. Probabilmente il peggiore della sua storia recente. Tanti, troppi problemi che hanno interessato il gameplay, sia standalone che online. Il tempo in cui si accusavano i giocatori per colpa di impostazioni e linee internet poco performanti è finito.

Messa sul banco degli imputati, la software house ha ammesso i suoi errori e chiesto aiuto alla community.  Si, avete capito bene. Tutti i fan e i gamer appassionati del famoso simulatore calcistico sono stati chiamati ad inviare quanti più feedback possibili. Il risultato ha qualcosa di incredibile. Sono nati dei gruppi studio in cui si studiano i fenomeni della latenza e dell’input lag, in modo da migliorare la reattività e l’esperienza finale.

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L’infrastruttura client-server è inserita in un contesto di continuo miglioramento. L’analisi del livello di congestione di rete, adesso, viene monitorato costantemente in modo da capire se vi sono problemi nel routing del traffico. Nuovi server geografici sono stati installati e altrettanti verranno attivati in tutto il mondo. Insomma, non è mai troppo tardi.
Ed ecco quello che è stato il cammino di sviluppo di FIFA 21, reso ancor più difficile dalla devastante pandemia da Covid-19.

Ancora una volta EA Sports ha rimesso mano al gameplay, anche se questa volta in maniera meno incisiva. FIFA 20 ha tirato il freno mano, rallentando drasticamente le manovre di gioco diventate troppo veloci e confusionarie. In linea con gli attuali standard calcistici, le azioni adesso sono ragionate e si ha il tempo per costruire delle tattiche di gioco in grado di sfruttare tutti gli 11 giocatori in campo.

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Questo non significa che bisogna addormentarsi con la palla tra i piedi, anzi tutt’altro. Se da una parte i “rush” fanno ormai parte di un lontano passato, trovare ora gli spazi per gli inserimenti non sarà una passeggiata. Ogni giocatore in campo ha adesso una maggiore consapevolezza del proprio ruolo e capisce quali movimenti sono utili e quali no. Quest’anno il più forte e chi sa prevedere il gioco avversario.

E questo riguarda sia il comparto offensivo che difensivo. Sebbene possa sembrare una banalità, questo aspetto rappresenta una vera rivoluzione per FIFA.

Tutto un discorso di personalità

La consapevolezza del proprio posto e del proprio ruolo rappresenta la vera svolta nel gameplay di FIFA 21. La scorsa edizione ci aveva provato senza riuscirci. Rallentando solo il gioco, purtroppo, si presentavano delle situazioni imbarazzanti. Scontri in area che finivano “in barzelletta”, con difensori e attaccanti che si scontravano senza evitare il contrasto. La musica, finalmente, è cambiata.

Le manovre di attacco e difesa possono contare su giocatori “intelligenti”. Quest’ultimo aggettivo, però, ha una grande “però”. Perdonateci la ripetizione ma questo passaggio è fondamentale per capire come costruire la squadra. Il potenziale di ogni giocatore su FIFA 21 viene indicato con dei numeri. Ognuno rappresenta un’area particolare: velocità, tiro, difesa, fisico, passaggio, dribbling. Queste, a loro volta, contengono delle voci descrittive, utili per indicare aspetti caratteristici.

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Ve n’è uno, però, che mai come quest’anno sembra avere un’importanza quasi fondamentale: la visione. Non è facile descrivere il significato di questo termine, anche se il tutto è riassumibile con il concetto di personalità. Ogni giocatore ne ha una, sia esso virtuale che reale. La visione, quindi, rappresenta in che modo si analizzano e interpretano determinate situazioni.

Quest’anno, poi, con l’introduzione di due nuove stats, il posizionamento in attacco e in difesa, questa funziona da vero e proprio modificatore in stile “RPG”. Può sembrare un emerita “baggianata” ma questa invenzione fa scoprire dei giocatori a cui non daresti nemmeno “un soldo”. Ovviamente i valori di queste voci non restano fini a se stessi. In campo il loro significato si vede e come. Se un giocatore ha visione, posizionamento in attacco e velocità intorno all’80, cercherà di muoversi nello spazio lasciato libero dai difensori, insinuandosi tra le linee. Se finisce in fuori gioco, rientrerà all’altezza dell’ultimo uomo, pronto a lanciarsi per un filtrante alto.

Da controller possiamo guidare i movimenti dei giocatori gestiti da AI. Una volta impostato il tipo di azione, con la levetta analogica destra indicheremo in che direzione il nostro compagno deve andare per ricevere il pallone. Il concetto di “compagno di gioco” controllato da AI in FIFA 21 è stato esteso,inoltre, a ben 5 giocatori. Mica male vero?

Latenza e reattività, due pesanti sentenze

Vi sarete accorti che fino adesso, nella nostra recensione PS4 di FIFA 21, abbiamo solo ed esclusivamente parlato di gameplay. Normale, anche perché mai come quest’anno tutto ruota attorno ad esso. Di base, a livello di modalità, non ci sono introduzioni o pesanti stravolgimenti (anche se qualche grande escluso lo abbiamo). Ci siamo voluti concentrare molto sui miglioramenti che EA Sports ha apportato alla componente principale del gioco, anche in virtù dei problemi che hanno afflitto, negli ultimi anni, il famoso simulatore calcistico: latenza e reattività.

Sebbene questi due termini possano essere sconosciuti a chi ne capisce poco di informatica, sono ben noti a tutti i giocatori di FIFA 21. Questi diabolici gemelli, lo scorso anno, hanno rovinato un’intera stagione calcistica virtuale. Partite ingiocabili, disconnessioni frequenti, server “in crash”, squadre bloccate e situazioni, in generale, paradossali. Purtroppo la colpa non è da addossare a solo FIFA 20. I problemi hanno delle radici che provengono dal passato.

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Il numero di player di FIFA negli ultimi anni è aumentato esponenzialmente. La dimensione competitiva del gioco ha funzionato da calamita, attirando a se molti nuovi talenti. Il problema è che l’infrastruttura client/server del gioco non ha saputo interpretare il trend, non prevedendo una distribuzione dei server adeguata. E si sa, il butterfly effect è sempre in agguato. Prima o poi il tributo da pagare arriva, ed è arrivato con tutti gli interessi.

Sulle note di quello che assomigliava a un requiem, si è capito che con FIFA 21 qualcosa bisognava fare e anche in fretta. La community, giustamente, non voleva solo delle risposte, ma anche delle garanzie. Garanzie che sono arrivate con l’installazione di nuovi server su base regionale e l’avvio di sessioni di test per studiare la reattività in gioco. Ci è voluto un po’ per farlo capire agli sviluppatori di EA Sports che qualcosa non andava. Tutto e bene quello che finisce bene, almeno per ora.

Cosa manca ancora?

FIFA 21 ripropone, in termini di modalità di gioco, gli stessi contenuti dello scorso anno. Dopo il successo della passata stagione, non poteva che esserci anche quest’anno VOLTA Football. La nuova frizzante versione del tanto amato FIFA Street, torna in questa nuova stagione, carico di buone intenzioni. L’idea è quella di confermarsi come vera e propria alternativa al classico gioco da calcio.

Nuovi stadi, nuove mosse e tante inedite personalizzazioni sono stati introdotti in questa spettacolare modalità. Ormai la “nicchia” si è creata. Era inevitabile. In molti compreranno FIFA 21 solo per giocare a VOLTA ma questo non è un male. Non si può, però, escludere che, in un futuro prossimo e non troppo lontano, EA Sports decida di emulare le sue gesta passate, regalando un titolo dedicato e non condiviso. La next-gen, in questo senso, potrebbe fungere da fonte di ispirazione.

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VOLTA Football guarda al competitivo, con la possibilità di giocare in co-op. Questa nuova funzionalità, introdotta anche in FUT, fa capire come in FIFA 21 la condivisione dell’esperienza sia molto importante. Ironia della sorte, la modalità Pro Club che fa di questo aspetto il suo punto di forza, quest’anno resta a secco di upgrade. Vi lasciamo immaginare come la community abbia reagito a questa scelta di EA Sports.

Il perché non lo sappiamo, anche se non ci lascia stupiti. Quando si fanno delle scelte si ragiona per causa di forza maggiore o per precise esigenze progettuali. Quest’anno la prima delle due è quella più gettonata visti i rinvii di numerosi giochi (FIFA 21 compreso). La modalita Carriera, invece, nonostante le migliorie apportate, non riesce ancora a spiccare il volo. Anche quest’anno si dovrà giocare standalone, senza alcuna possibilità di entrare in un contesto competitivo online.

È un vero peccato, anche perché uno pseudo-manageriale competitivo sarebbe un qualcosa di assolutamente unico per il mondo console. Dobbiamo arrivare a FIFA Manager 14 per vedere un qualcosa di simile. Probabilmente un investimento del genere potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, offuscando la notorietà della modalità FUT.

Quest’anno FIFA Ultimate Team porta con sé una novità molto importante, con la possibilità di affrontare l’intera stagione competitiva in co-op. Un gran bel passo avanti, ma che non fa dimenticare in alcun modo i problemi della passata stagione. Per quello che abbiamo visto i miglioramenti ci sono stati, anche se parlare adesso, a “server” vuoti, ha poco senso. Le partite giocate viaggiavano ad una latenza di circa 10/12 ms su una 20MB di ADSL. Numeri “magici” se pensiamo allo scorso anno.

https://youtu.be/aEQu_9W_cVE

Il commento

Che dire, ci siamo divertiti ma non siamo entusiasti. Il gameplay di FIFA 21 è stato rivisto, anche se non drasticamente. Per quello che abbiamo visto, i controlli sembrano molto più reattivi, sia in standalone che online. La lezione l’ha imparata EA Sports, anche se la sensazione che abbia investito tutto sulle console di nuova generazione c’è. Graficamente, infatti, non è nulla di eccezionale. Sicuramente il bello lo vedremo a novembre. 

A livello di modalità si apre uno spartiacque tra miglioramenti e volute dimenticanze. Nella prima categoria rientrano VOLTA Football, in primo piano, seguita da FUT e la Carriera. PRO Club è il grande escluso, facendo infuriare tutti quelli che “vivono” su questa modalità. La coperta, si sa, non riesce a coprire tutti. 

Rispetto allo scorso anno non vediamo un nuovo gioco. Sembra come se fosse un upgrade mirato. Questa non è in alcun modo un “voler essere una critica”, ma non stiamo nemmeno applaudendo. Che questo sia l’anno di passaggio tra le generazioni lo sappiamo. La scelta, però, di puntare tutto sulla next-gen e sulle nuove feature disponibili, relega l’attuale generazione al ruolo di “sfigato”. Un vero peccato, anche perchè vista la carenza di disponibilità di PS5 e Xbox Series X e il COVID che sembra ormai, e purtroppo, una costante della nostra vita, in pochi potranno apprezzare il vero FIFA 21.