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Milan Games Week 2018: ecco le date ufficiali

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Milan Games Week, la più importante manifestazione italiana dedicata al mondo dei videogiochi, premiata ai Best Event Awards 2017 come “Miglior Evento Pubblico”, tornerà a Milano per la sua ottava edizione da venerdì 5 a domenica 7 ottobre 2018 a Fiera Milano Rho.

Promossa da AESVI, l’Associazione che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, e organizzata da Campus Fandango Club, gruppo che opera nell’ambito dell’event management con particolare esperienza nella gestione di grandi eventi, Milan Games Week si è affermata negli ultimi anni come punto di riferimento per gli amanti dei videogiochi in Italia registrando edizione dopo edizione nuovi record di presenze. In quella conclusasi il 1° ottobre scorso sono stati quasi 148.000 i visitatori provenienti da tutta Italia e oltre 700 i giornalisti e blogger accreditati.

Milan Games Week 2018

Milan Games Week 2018 riconferma Fiera Milano Rho come location ideale per la sua capacità di accogliere adeguatamente tutto il pubblico dell’evento, offrendo un’esperienza sempre più godibile e unica. Negli spazi rinnovati e ampliati del polo fieristico di Rho i visitatori potranno vivere a pieno le numerose iniziative messe in campo dagli organizzatori per animare la tre giorni videoludica.

In attesa di svelare nel corso dei prossimi mesi tutte le novità dell’ottava edizione del consumer show, Milan Games Week 2018 conferma un importante focus dedicato alle anteprime dei titoli più attesi, alle presenze di ospiti e guru del settore, al mondo eSports e a tutti quegli ingredienti che nel corso degli anni hanno reso l’evento un appuntamento imperdibile per il grande pubblico. L’obiettivo è dare un respiro sempre più internazionale all’evento videoludico più importante d’Italia.

Tutti i dettagli dell’edizione 2018 saranno consultabili sul sito ufficiale della manifestazione

www.milangamesweek.it

Monster of The Deep: Final Fantasy XV

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L’universo in continua espansione di Final Fantasy XV getta l’amo nel mondo della realtà virtuale con la pubblicazione di Monster of The Deep: Final Fantasy XV una nuovissima esperienza in realtà virtuale per il sistema PlayStation VR. Basato sul mini-gioco di pesca incluso in Final Fantasy XV questo nuovo contenuto scaricabile invita i giocatori a partire per una spedizione di pesca con il principe Noctis, i suoi fedeli compagni Ignis, Prompto e Gladio e altri volti familiari tra le ambientazioni pittoresche del mondo di Eos.

I giocatori potranno immergersi nella modalità storia per uno scontro inebriante contro una minaccia che si nasconde nelle profondità o rilassarsi con i paesaggi e i suoni di Eos grazie ad una serie di sfide proposte dalla modalità pesca libera. Con 13 canne da pesca diverse da usare, 61 esche tra cui scegliere e più di 100 specie di pesci da catturare, i giocatori dovranno mettercela tutta per diventare i pescatori migliori di Eos.

Atomega si espande con nuovi contenuti

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Ubisoft annuncia che Atomega, il recente FPS multiplayer online sviluppato dallo studio Ubisoft di Reflections, riceverà una serie di nuovi contenuti dal 20 novembre.

Dopo il lancio, l’esperienza originale è stata arricchita con quattro nuove varianti per le arene, ognuna delle quali introduce nuove tattiche, che saranno fondamentali per dominare le partite.

  • Tempio – Alcuni massi cadono dal cielo mentre le arene si scontrano, portando la battaglia corpo a corpo all’interno e intorno al tempio centrale.
  • Vuoto – Una torre-labirinto di neon futuristici sospesa sull’abisso. Un assalto rischioso verso il centro può portare a grandi risultati per chi sarà tanto audace da provarci.
  • Ascesa – Un Olimpo dorato dallo schema intricato. Le strutture a più livelli creano il costante dilemma se conservare il vantaggio di una posizione elevata o scendere per combattere direttamente.
  • Limbo – Alcuni passaggi conducono a una sorta di arena centrale, che coinvolge i giocatori in intensi scontri ravvicinati. Solo i più potenti avranno successo dominando i propri avversari e mantenendo il controllo dell’area centrale.

Oltre alle nuove mappe, la principale novità nell’esperienza di gioco è il sistema delle Nemesi. Se un giocatore avversario ti attacca ripetutamente, diventerà la tua Nemesi. In questo modo, avrà un particolare indicatore che ti consentirà di monitorare i suoi movimenti sulla mappa. Sfrutta questa visibilità a tuo vantaggio per evitarlo, oppure eliminarlo e reclamare la tua vendetta per ottenere dei punti aggiuntivi.

Atomega è un FPS multiplayer online lanciato su Steam il 19 settembre. Nel gioco, acquisire MASS è fondamentale per diventare più potenti e sconfiggere i propri avversari. I giocatori si sfideranno in una frenetica battaglia per la supremazia attraverso alcuni intensi round di 10 minuti, che possono riunire fino a 8 giocatori.

 

SEGA annuncia A Total War Saga: Thrones of Britannia

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SEGA Europe Ltd. ha annunciato oggi il nuovo capitolo strategico a sfondo storico Thrones of Britannia, il primo titolo della nuova serie ‘A Total War  Saga‘ ideato da Creative Assembly. A Total War Saga: Thrones of Britannia.

L’anno è l’878 d.C., ed è appena terminata l’invasione dei Vichinghi dalla Gran Bretagna. I grandi condottieri vichinghi hanno piantato bene le loro radici, ma gli ambiziosi sovrani dell’Inghilterra, dell’Irlanda, della Scozia e del Galles covano aspirazioni proprie – tra cui il grande re Alfred di Wessex. La Britannia è una fornace di possibilità, da cui si forgerà il modello della moderna Gran Bretagna, attraverso la mappa dettagliatissima della campagna di Total War.

“Il nostro obiettivo con Total War Sagas è quello di esplorare i punti di snodo in luoghi e tempi distinti nella storia”, ha dichiarato il director della serie, Mike Simpson. “A differenza dei nostri titoli di ambientazione storica, stiamo setacciando al microscopio aree geografiche ben precise, stabilendo delle mappe delle campagne di battaglia dettagliate con un forte interesse culturale e un gusto particolare in cui i giocatori possano immergersi. Questo andrà ad arricchire e completare i nostri titoli più rinomati”.

A Total War Saga: Thrones of Britannia sarà disponibile per PC nel 2018, guarda il trailer di presentazione: 

Per essere a conoscenza di tutte le novità in merito a questo titolo e agli altri della serie di Total War, iscriviti al Canale YouTube di Total War per scoprire i nuovi video di gameplay.

Ubisoft annuncia il Free Weekend di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege

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Tom Clancy’s Rainbow Six Siege sarà giocabile gratuitamente dal 16 al 19 novembre. I giocatori interessati potranno unirsi agli oltre 20 milioni di utenti della community di Rainbow Six Siege su PlayStation 4, Xbox One e Windows PC tramite Uplay e Steam.

Il gioco sarà anche scontato fino al 50% dal 16 al 27 novembre. Chi proverà il gioco durante il weekend gratuito potrà conservare i propri progressi e continuare senza interruzioni.

I nuovi contenuti dell’Anno 2, Stagione 4, Operazione White Noise, saranno disponibili su un Technical Test Server (PC) il 20 novembre.

L’Operazione White Noise include una nuova mappa ambientata in una torre d’osservazione che svetta sulla skyline di Seoul, in Corea del Sud. Inoltre, tre nuovi operatori si uniranno al Team Rainbow, tra cui due membri del 707° Special Mission Battalion della Corea del Sud e un nuovo operatore polacco dell’Unità GROM.

Maggiori dettagli sull’Operazione White Noise saranno svelati durante la finale della Pro League il 19 novembre. Per scoprire in anteprima il gameplay dell’Operazione White Noise, basterà seguire la diretta in streaming alle 18:00 su https://www.twitch.tv/rainbow6

Destiny 2 – Espansione I: La Maledizione di Osiride, livestram

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Il primo dei tre Livestream di Destiny 2 – Espansione I: La Maledizione di Osiride debutterà domani, mercoledì 15 novembre, alle 20.00 ore italiane sul  canale Twitch di Bungie.

Il livestream sarà incentrato sui nuovi luoghi che visiterai, i nuovi personaggi che incontrerai e i nemici contro cui dovrai combattere.

PES 2018: il Data Pack 2.0

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Konami Digital Entertainment B.V. ha annunciato oggi che il Data Pack 2.0 per PES 2018 sarà disponibile dal 16 novembre in digital download gratuito per le piattaforme PlayStation 4, Xbox One , PlayStation 3, Xbox360  e Steam PC.

Il Data Pack 2.0 vedrà la presenza di: più di 1000 foto aggiornate dei giocatori, nuovi team con licenza ufficiale, versioni aggiornate dei visi dei giocatori, due stadi aggiuntivi e diversi modelli di nuovi scarpini da gioco. PES 2018 si arricchisce, inoltre, anche della presenza di David Beckham, la stella del calcio inglese e internazionale è pronta a fare il suo esordio, come Leggenda, in myClub.

La presenza di David Beckham nel roster di Leggende di myClub rispecchia il claim di PES 2018 “Dove nascono le Leggende” e sottolinea l‘impegno costante di KONAMI per migliorare costantemente il gioco.

Il Data Pack 2.0 espande la lista di licenze disponibile per offrire ai giocatori di PES la migliore esperienza di gioco possibile e include due nuovi stadi, l’Emirates Stadium dell‘Arsenal e l’Estadio Nacional de Chile.

Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds, la recensione

Il colpo di scena finale di Horizon Zero Dawn aveva suscitato non poche perplessità e un pizzico di preoccupazione: il quasi immediato annuncio di un futuro DLC lasciava supporre una qualche forma di “cut content preventivo”, pensato per ridurre al minimo i rischi di perdita di una nuova, ambiziosa IP. Fortunatamente, The Frozen Wilds si è rivelato tutt’altro.

Il primo e unico contenuto aggiuntivo di Horizon Zero Dawn riesce infatti a integrarsi perfettamente sia nel gameplay che nella narrativa del titolo principale, alzando l’asticella del livello qualitativo-produttivo senza risultare un corpo estraneo.

Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds

The Frozen Wilds offre un approfondimento su cultura e tradizioni delle tribù Banuk e un’intera area giocabile aggiuntiva, collegata della preesistente mappa del mondo. Il livello di sfida è mediamente alto anche a difficoltà standard ed è consigliabile approcciarvisi dopo aver raggiunto almeno il livello 40, tuttavia nulla proibisce ai giocatori la possibilità di vivere questo DLC come una sfida e lanciarsi nella mischia anche prima delle battute finali della campagna principale.

La narrazione di The Frozen Wilds è legata a doppio filo a quella di Horizon Zero Dawn e lascia molti spunti per interessanti speculazioni circa le domande ancora irrisolte, senza però fornire particolari rivelazioni, in assenza delle quali il titolo principale potesse risultare monco o manchevole. Si è ancora ben lontani da una profondità e coerenza “da saga”, ma le basi poste da Guerrilla Games sono davvero intriganti e invogliano alla scoperta.

The Frozen Wilds migliora notevolmente una dei limiti del gioco base, ovvero la legnosità delle animazioni di dialogo. Le interazioni dra Aloy e i vari comprimari sono adesso molto più dinamiche e caratterizzano meravigliosamente anche personaggi del tutto secondari. Non sono comunque presenti chissà quali approfondimenti psicologici e la maggior parte di essi rimarranno semplici comparse ben realizzate, ma nella loro semplicità non vi è un singolo NPC che risulti sgradevole o incoerente con l’ambiente e la situazione in cui lo si incontra.

Horizon Zero Dawn: The Frozen WildsThe Frozen Wilds

The Frozen Wilds offre un level cap aumentato e due nuove Skin Chain da cui attivare abilità, alcune molto utili, come la possibilità di raccogliere risorse anche mentre si cavalca una macchina, altre praticamente superflue, come il recupero di un quantitativo irrisorio di denaro nel caso in cui si scegliesse di “riciclare” una risorsa.

Sono recuperabili, previo acquisto in game o conclusione di quest secondarie, anche nuovi abiti (esteticamente molto belli), versioni più potenti degli equipaggiamenti già presenti, tre nuove armi e un potenziamento della lancia, che consente al giocatore di personalizzarne l’efficacia tramite slot, proprio come il restante armamentario della protagonista.

Sono anche stati aggiunti alcuni collezionabili, da recuperare sia all’interno della nuova area di gioco che della mappa esplorabile in precedenza.

The Frozen Wilds

E, a proposito di ambientazioni, The Frozen Wilds riesce a stupire anche in questo campo, con scenari mozzafiato e insospettabilmente diversificati, nonostante il bioma prettamente innevato e roccioso.

Fanno la loro apparizione anche nuove macchine da combattere e controllare per quanto, con il livello qualitativo assai elevato di questo contenuto aggiuntivo, ci si sarebbe potuti aspettare maggiore varietà. La realizzazione, sia in design che in animazioni e combattimento, conferma comunque il detto “meglio pochi ma buoni”.

The Frozen Wilds non è un tassello mancante di Horizon Zero Dawn, bensì una magnifica cornice: dimostra la competenza e la dedizione di Guerrilla Games nei confronti della loro nuova IP, come anche la capacità di comprendere i propri errori e imparare da essi, migliorando un passo per volta.

The Frozen Wilds

Con un più che positivo rapporto quantità, qualità e prezzo, si tratta senza dubbio di un acquisto consigliatissimo per chi ha apprezzato il gioco base, mentre gli altri giocatori interessati all’avventura di Aloy a questo punto dovrebbero prendere in considerazione la Complete Edition del titolo, poichè l’aggiunta di The Frozen Wilds non fa che migliorare l’esperienza sotto ogni aspetto.

DOOM su Nintendo Switch da oggi disponibile

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Bethesda Softworks, una società di ZeniMax Media, ha annunciato che DOOM, l’acclamatissimo sparatutto in prima persona che ha definito un genere, è da oggi disponibile per Nintendo Switch. Considerato uno dei giochi più influenti mai realizzati, DOOM si ripropone come un moderno sparatutto, impegnativo, brutalmente divertente e giocabile ovunque grazie a Nintendo Switch.

“Siamo felici di accogliere nuovamente i fan di Nintendo nel mondo di DOOM,” ha dichiarato Marty Stratton, produttore esecutivo di id Software. “Il gioco ruota intorno ad armi potenti, demoni pazzeschi e una dinamica di gioco veloce e senza sosta: tutte cose che senza dubbio i giocatori su Switch apprezzeranno.”
 
Sviluppato da id Software in collaborazione con Panic Button, DOOM per Nintendo Switch comprende il premiatissimo sparatutto in prima persona del 2016 più tutti i DLC multigiocatore del gioco e la modalità Arcade. Per saperne di più, visitate il sito www.DOOM.com.
 

Wolfenstein II: The New Colossus, la recensione PS4

Per un’imprecisa, ma comprensibile associazione di pensiero, i primi brand videoludici a cui si pensa davanti al nome “Bethesda” sono The Elder Scrolls e Fallout; non vanno però dimenticati i giochi di terze parti, per i quali la software house è stata publisher nel corso degli anni, come la trilogia di Dishonored, Doom (2016) e, ovviamente, i Wolfenstein e il neoarrivato Wolfenstein II: The New Colossus.

Wolfenstein II: The New Colossus

Wolfenstein II: The New Colossus è un titolo multipiattaforma, nonché diretto sequel di Wolfenstein: The New Order. Gli eventi di gioco riprendono cinque mesi dopo la conclusione della precedente avventura, ma anche chi non ha avuto modo gi giocare quest’ultima potrà visionare un più che soddisfacente recap di quanto accaduto fino a quel momento. È quindi possibile godersi la storia di Wolfenstein II: The New Colossus anche senza non conoscere gli antefatti di una saga più che trentennale.

La narrazione è, inaspettatamente, uno dei punti di forza del nuovo titolo di Machine Games: il buon, vecchio William “B.J.” Blazkowicz riesce persino a mostrare un’umanità convincente, coinvolgendo emotivamente lo spettatore nonostante continui a parlare per frasi fatte, mentre tutti i comprimari, antagonisti compresi, godono di una semplicità nuda e cruda, che li porta ad essere figure sicuramente caricate, ma comunque “vere”.

Interessante anche la dichiarazione del narrative designer della software house: Tommy Tordsson Bjork ha infatti affermato che il nuovo Wolfenstein non ha avuto una modalità multiplayer per non “diluire” l’esperienza singleplayer, in quanto il processo produttivo avrebbe deviato tempo e risorse verso un elemento del titolo ritenuto secondario; parole di un certo peso, soprattutto in un periodo storico in cui i titoli a singolo giocatore sembrano visti da – troppi – giocatori e case di sviluppo come una tipologia di videogiochi destinata a scomparire nel tempo.

Wolfenstein II: The New ColossusWolfenstein II: The New Colossus

Il doppiaggio italiano fa purtroppo perdere buona parte delle finezze linguistiche della versione originale, dato che i pensieri di Blazkowicz verranno presentati per tutto il gioco con un tono da comunicato radio, mentre i cattivoni nazisti snoccioleranno un italiano perfetto nella grammatica, a volte persino forbito e dall’inflessione pressocché assente, a differenza della versione inglese del parlato.

Il lavoro svolto rimane comunque sopra la media e il gioco risulta fruibile e piacevole anche in lingua nostrana. Fantastica anche la colonna sonora, sempre azzeccata e coinvolgente, in grado di coniugare fra loro situazioni drammatiche, anche toccati, con momenti di combattimento frenetico a cervello spento.

Wolfenstein II: The New Colossus, come Doom (2016), sfrutta l’id Tech 6 e offre una grafica migliore del predecessore The New Order, che si appoggiava alla versione antecedente dell’engine. Gli ambienti sono estremamente curati – merito anche dell’ottimo lavoro di design – e le animazioni fisiche e facciali dei personaggi convincenti; il framerate della versione console è di 60 fps, stabili anche nelle condizioni più affollate e in presenza di effetti particellari e volumetrici.

Wolfenstein II: The New Colossus

Nulla di rivoluzionario nel versante del gameplay: il nuovo Wolfenstein di fatto prende ciò che più funzionava in The New Order – ovvero quasi tutto – e lo raffina, offrendo ancor più versatilità ai giocatori. La prima cosa a saltare all’occhio è la possibilità d’impiegare due armi diverse contemporaneamente, mentre in passato il dual wielding era limitato ad equipaggiamenti identici.

Quasi inalterate, giusto leggermente più fluide da eseguire, le meccaniche di copertura e stealth, grazie alle quali il protagonista può assalire i soldati nemici senza essere scoperto e portare a segno attacchi letali. I coltelli da lancio sono stati sostituiti da piccole asce, senza però differenze nella meccanica di lancio e recupero delle armi bianche. Gradevole l’introduzione di un’ascia antincendio come strumento offensivo per il corpo a corpo, così come la possibilità di personalizzare il proprio armamentario con piccole modifiche, come ad esempio silenziatori e mirini ottici.

Vi è anche un ritorno dei Talenti, le abilità attive e passive sbloccabili dal giocatore una volta portate a termine semplici sfide di gameplay, come l’uccisione di un determinato numero di nemici con un metodo specifico.

Wolfenstein II: The New Colossus

La “tecnicizzazione” del gameplay non ha per fortuna minato lo spirito di Wolfenstein II: The New Colossus che, fedele alla saga di cui fa parte, riesce a mescolare elementi narrativi e di gameplay seri e tecnici a momenti di puro splatter e “trash fantanazista”. Le dieci ore di gioco della campagna principale sono incredibilmente scorrevoli e con filmati ben integrati all’interno; le mappe non sono particolarmente estese ma fin dalle prime ore offrono un’insperabile varietà estetica e diversi metodi di superamento.

L’elevato numero di difficoltà selezionabili offre un’esperienza adatta a ogni tipo di giocatore, dal novizio del genere sparatutto, allo smaliziato alla ricerca di una sfida all’ultimo proiettile. Non mancano ovviamente i collezionabili, numerosi come nel predecessore e sempre divertenti da scoprire esplorando il mondo di gioco. Anche in Wolfenstein II: The New Colossus saranno presenti i Codici Enigma, che una volta decifrati attiveranno missioni secondarie in cui l’eroe polacco-americano sfogherà tutto il suo rancore sul – più o meno – malcapitato capo nazista di turno.

Wolfenstein II: The New Colossus è il perfetto sequel di Wolfenstein: The New Order: un titolo che e approfondisce al punto giusto i vari comprimari, fino a rendere quasi umano un protagonista nato come quint’essenza dello stereotipo del soldato americano; il gameplay è ancor più flessibile che in passato e riesce a risultare tanto tecnico quanto giocoso, grazie anche alla difficoltà modulabile, meno permissiva rispetto al precedente capitolo e alle numerose combinazioni “akimbo” dell’arsenale.

Wolfenstein II: The New Colossus

Wolfenstein II: The New Colossus affronta per l’ennesima volta nella storia dei media l’ucronia distopica di un secondo dopoguerra che vede i nazisti vittoriosi, ma riesce a farlo senza scadere nello scontato e nel cattivo gusto, dosando sapientemente ogni ingrediente per creare una narrativa fresca e, per assurdo che sia visto il tema trattato, originale.