Home Blog Pagina 376

Resident Evil 2: in arrivo la 1-Shot Demo

0

I fan del survival horror avranno finalmente la possibilità di provare in anteprima l’attesissimo Resident Evil 2 grazie ad uno speciale “evento demo” che avrà luogo questa settimana su PlayStation 4, Xbox One e PC Steam. La demo sarà disponibile al download solamente tra l’11 e il 31 gennaio, regalando così ai fan la primissima occasione per provare da casa il classico gioco horror in questa veste completamente nuova.

La demo, nominata adeguatamente “1-Shot Demo”, metterà alla prova i giocatori chiedendogli di sopravvivere agli orrori di Raccoon City per solamente 30 minuti. Se i giocatori riusciranno a completare l’obiettivo della missione entro i 30 minuti stabiliti, essi potranno comunque ricominciare la missione e utilizzare il tempo che gli è rimasto per esplorare di nuovo la demo. In caso di morte per mano degli zombie sarà comunque possibile continuare a giocare finché non saranno finiti tutti e 30 i minuti a disposizione.

La fine della sessione di gioco rivelerà un nuovissimo trailer, esclusivo per coloro che giocheranno la demo. Per quanto non sarà possibile rigiocare la demo allo scadere del tempo, il trailer sarà comunque visualizzabile quante volte si desidera.

Nella “1-Shot Demo” i giocatori vestiranno nei panni del poliziotto novellino Leon S. Kennedy, giunto al Dipartimento di Polizia di Raccoon City, in quel che sembrerebbe essere il peggior “primo giorno di lavoro” della storia. Leon dovrà sopravvivere a feroci zombie e risolvere puzzle per trovare una via di fuga sicura dalla stazione. Con un intero edificio pieno di creature carnivore in agguato e Leon che cerca di fuggire mentre il timer scorre, i giocatori dovranno assicurarsi di ammazzare molto di più che solo il tempo.

Dead Or Alive 6 posticipato al 1° Marzo 2019

0

KOEI TECMO Europe e Team NINJA hanno oggi annunciato che Dead Or Alive 6 sarà ora disponibile in tutto il mondo il 1° marzo 2019. Il cambio di data d’uscita, originariamente prevista per il 15 febbraio 2019, è dovuto al desiderio degli sviluppatori di equilibrare e migliorare ulteriormente l’attesissimo gioco di combattimento.

Lo sviluppo del titolo è quasi completo; tuttavia, vorremmo prenderci più tempo per perfezionare ulteriormente il suo equilibrio, il gameplay e l’espressività. In cambio della vostra pazienza, ci impegniamo a offrirvi la migliore esperienza di gioco DEAD OR ALIVE“, ha dichiarato Yohei Shimbori, Producer e Director del gioco. “Sono veramente dispiaciuto per l’inconveniente causato dalla nuova data d’uscita di DEAD OR ALIVE 6.

Dead Or Alive 6

Dead Or Alive 6 è attualmente in sviluppo per PlayStation 4, Xbox One (inclusa Xbox One X) e Steam. Per tutte le ultime informazioni sul gioco, visita il sito ufficiale https://www.teamninja-studio.com/doa6/uk/. Lascia un like su Facebook www.facebook.com/DeadorAliveGame, e seguici su Twitter @DOATEC_OFFICIAL

Super Smash Bros. Ultimate record di vendite

0

Con 74 personaggi giocabili, più di 100 livelli, oltre 800 brani musicali e molto altro, Super Smash Bros Ultimate per Nintendo Switch non è solo il più grande crossover nella storia dei giochi: è il titolo più venduto in Europa mai realizzato per una console Nintendo, superando le vendite al lancio di titoli come The Legend of Zelda: Breath of the Wild, Super Mario Odyssey e Mario Kart 8 Deluxe, che ad oggi hanno già venduto oltre 10 milioni di copie.

Il nuovo picchiaduro – che offre combattimenti pieni di azione tra i personaggi più noti come Mario, Donkey Kong, Link della serie The Legend of Zelda e decine di altri – è stato lanciato in tutto il mondo il 7 dicembre e ha già stabilito un record. Le vendite totali europee del gioco nei primi tre giorni di lancio hanno superato del 30% quelle di Mario Kart Wii, che ha venduto oltre 37 milioni di copie in tutto il mondo. Insieme alle forti vendite al dettaglio, Super Smash Bros. Ultimate è anche il gioco più venduto di sempre nel Nintendo eShop.

Super Smash Bros. Ultimate è disponibile esclusivamente per Nintendo Switch, l’esclusiva console domestica di Nintendo che consente di giocare sempre e ovunque con chiunque. Alla sua seconda stagione natalizia e guidato da titoli come Super Smash Bros. Ultimate, Pokémon: Let’s Go, Pikachu! e Pokémon: Let’s Go, Eevee!, Super Mario Party e tanti altri, Nintendo Switch possiede attualmente un catalogo di oltre 1000 titoli in costante crescita che soddisfano tutti i gusti e i livelli di esperienza.

A poco più di 20 mesi dal suo lancio, cinque dei dieci migliori lanci europei di software Nintendo per console domestica sono per Switch**: The Legend of Zelda: Breath of the Wild, Mario Kart 8 Deluxe, Super Mario Odyssey, Pokémon: Let’s Go, Pikachu! / Pokémon: Let’s Go, Eevee!, e ora Super Smash Bros. Ultimate.

“Super Smash Bros. Ultimate è il più grande Super Smash Bros. di sempre, e non è solamente il gioco più venduto della serie in Europa, ma è diventato anche il gioco per console domestica Nintendo più venduto di sempre”, ha dichiarato Stephan Bole, COO di Nintendo of Europe. “I possessori di Nintendo Switch avranno tante sorprese nel 2019, inclusi nuovi giochi della serie di Animal Crossing e Pokémon, Yoshi’s Crafted World, Fire Emblem: Three Houses e altro.”

Super Smash Bros. Ultimate è ora disponibile presso i rivenditori e nel Nintendo eShop, e in un hardware bundle in edizione limitata con controller Joy-Con, base per Nintendo Switch e un codice per scaricare il gioco. 

Super Smash Bros. Ultimate è il gioco per console domestica Nintendo più venduto in Europa, con vendite che superano di circa il 30% quelle di Mario Kart Wii.

Just Cause 4: recensione

Ci risiamo, per la quarta volta lucidiamo il nostro rampino e ci trasformiamo in Rico Rodriguez, l’agente speciale sotto copertura che in questo ultimo capitolo si trova in un’immaginaria isola sudamericana chiamato Solís, a combattere contro un gruppo di mercenari al soldo del dittatore di turno. Come ci ha abituati questa serie, anche in Just Cause 4 ci muoveremo in un enorme open-world che però si differenzia rispetto ai precedenti per le estreme condizioni metereologiche che lo caratterizzano.

Un mondo da salvare e distruggere

Avalanche Studios ha fatto un grande lavoro pensando e creando il nuovo set di Just Cause 4. Infatti, Solis è un’immensa mappa in cui possiamo trovare regioni e zone con differenti condizioni climatiche e abitative costruite con caratteristiche morfologiche che ben si adattano alle principali modalità di spostamento che caratterizzano la serie di Just Cause. I più di 1.000 chilometri quadrati di territorio a nostra disposizione sono divisi in quattro grandi aree con peculiari caratteristiche climatiche, geografiche, vegetali ed ambientali. Ci troveremo così a valicare montagne innevate, superare foreste impenetrabili, attraversare deserti battuti dal vento, passeggiare in città e campagne che noi potremo attraversare grazie all’uso della tuta alare, usando il paracadute, con un jet, un carro armato, oppure tutti i mezzi che troveremo in questo grandissimo mondo. Solis sarebbe una delle tante location open-world se non venisse animata da un motore grafico che la shakera completamente dando al giocatore il divertimento che cerca nella serie Just Cause. Sì perché, la nuova versione dell’APEX Engine non solo consente di creare un grande numero di condizioni climatiche estreme che si abbattono in maniera diversa nelle quattro aeree del gioco ma, porta da un livello superiore la distruttibilità di quello che ci circonda. In Just Cause 4 l’accento non è tanto su quali e quanti oggetti si potranno distruggere ma, soprattutto sul risultato che otterremo dalla loro distruzione. Che questo sia generato da un tornado che risucchia tutto ciò che incontra o da volute nostre esplosioni, gli effetti visivi ed il caos generato saranno divertimento allo stato puro.

Un gioco senza una profonda storia

Solis è un luogo in cui gli abitanti sono tiranneggiati da un dittatore che si avvale dei mercenari de “La Mano Nera”, nostro storico nemico. Nel paese c’è un movimento di resistenza che si fa chiamare “Armata del Caos”, con però qualche difficoltà organizzativa. Sappiamo che nostro padre è legato in qualche modo alla fondazione de “La Mano Nera”. Bastano questi tre elementi perché il nostro destino ci trasformi ancora in un eroe a 360 gradi con l’obiettivo di abbattere il dittatore e salvare la popolazione dell’isola. Purtroppo lo svolgimento narrativo non avvince, né spicca in volo. In aiuto non vengono nemmeno i filmati che fanno da collante nella storia. Qualitativamente scarsi e con dialoghi piatti.

E allora, per smantellare la struttura oppressiva del dittatore si procede con missioni un po’ piatte e ripetitive in cui dobbiamo assemblare un esercito in grado di affrontare “La Mano Nera”. Per fare ciò, reclutiamo truppe dell’”Armata del Caos” nelle varie regioni della mappa prendendo il comando delle roccaforti nemiche. Quindi, spostiamo le truppe nella regione per sbloccare nuovi oggetti e missioni. Anche se abbiamo abbastanza libertà nella scelta delle missioni, Just Cause 4 non è certo un esempio di gioco basato su strategia e tattica. La maggior parte di missioni procedono “hackerando” console e distruggendo diversi punti di infrastruttura. Insomma, in Just Cause 4, la componente principale del gameplay è l’azione spettacolare.

Just Cause 4 recensione

Un gioco da consumare per un divertimento facile

E quando parliamo di spettacolarità allo stato puro, bisogna riconoscere che i ragazzi di Avalanche Studios ci sanno veramente fare. Basta provare ad esser risucchiati da un tornado o attraversare una tempesta di fulmini con la tuta alare per capire cosa sono stati in grado di fare. Sì, la distruzione è il loro pezzo forte. Nel caso dei fenomeni metereologici il sistema ci aiuta molto ma, come e meglio dei precedenti episodi, anche noi possiamo contribuire alla grande con armi ed esplosivi di tutti i generi. Sparsi in Solis raccoglieremo tantissimi gadget per affrontare nemici e per arricchire il livello di crescita del nostro personaggio. Una volta raggiunti alcuni obiettivi potremo anche comandare bombardamenti su target nemici o lanciargli una pioggia di missili dagli elicotteri.

Esattamente come negli episodi precedenti, non è Rico la star del gioco ma il suo rampino con cui potremo muoverci liberamente e fare impensabili acrobazie molto divertenti. Grazie anche ad un sistema di upgrade che ci permette di associargli nuove funzionalità come, per esempio, palloni aerostatici per sollevare persone e oggetti nell’aria. Ma questo è solo l’inizio perché i gadget associabili al rampino possono aumentare la velocità dei veicoli o lanciare in orbita gli oggetti. Insomma, una incredibile varietà di effetti che solo la nostra fantasia potrà limitare.

In tutto questo salta un po’ all’occhio la quasi invulnerabilità di Rico in grado di resistere ad esplosioni ed a un buon numero di proiettili prima di morire. Ma forse, anche questo contribuisce a rendere divertente il gioco.

Just Cause 4 è un mondo aperto trasformato in Luna Park fatto di esplosioni e spericolate acrobazie in tuta alare. Emozioni facili ed immediate per un divertimento spensierato e senza una sceneggiatura portante che richieda nulla più di questo. Un divertimento spettacolare ma ripetitivo che, potenzialmente, ci terrà occupati per molte ore ma, senza nessuna nuova idea rispetto al precedente episodio.

Milan Games Week 2019: ecco le date ufficiali

0

Si alza il sipario sulla nona edizione di Milan Games Week 2019! Sono state annunciate oggi le date dell’evento italiano più atteso dagli appassionati di videogiochi che andrà in scena a Milano da venerdì 27 a domenica 29 settembre 2019 presso Fiera Milano Rho.

A Milan Games Week 2019 i visitatori potranno vivere a pieno le numerose iniziative messe in campo per animare la tre giorni videoludica. Dalle immancabili anteprime dei titoli più attesi, alle presenze di ospiti e guru del settore, fino al focus sul mondo degli esports, non mancheranno tutti quegli ingredienti che nel corso degli anni hanno reso Milan Games Week l’evento videoludico più importante e amato d’Italia.

Promosso da AESVI, l’Associazione che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, e organizzato da Campus Fandango Club, gruppo che opera nell’ambito dell’event management con particolare esperienza nella gestione di grandi eventi, Milan Games Week ha registrato edizione dopo edizione sempre nuovi record di presenze. Quella conclusasi il 7 ottobre scorso ha visto la partecipazione di 162.000 visitatori e una crescita del 10% rispetto all’anno precedente, ospitando oltre 70 titoli e 30 anteprime e un nuovo spettacolare padiglione dedicato agli esports, capace di conquistare critica e pubblico dell’evento.

Nel corso dei prossimi mesi verranno svelate tutte le novità della nona edizione del consumer show. Tutti i dettagli saranno consultabili sul sito ufficiale della manifestazione.

Arriva il il Mega Pack PlayStation VR

0

Fin dal lancio nel 2016, PlayStation VR (PS VR) ha reso il sogno della Realtà Virtuale a portata di tutti, permettendo ai giocatori di immergersi in mondi fantastici.

Sony Interactive Entertainment presenta il Mega Pack PlayStation VR: un nuovo bundle che contiene tutto ciò di cui hai bisogno per iniziare la tua avventura nel mondo della realtà virtuale.

Il Mega Pack PlayStation VR contiene:

  • PlayStation VR
  • PlayStation Camera
  • 5 fantastici giochi, fra cui l’acclamato ASTRO BOT Rescue Mission , l’adrenalinico WipEout Omega Collection, le avventure open world di The Elder Scrolls V: Skyrim VR, le sparatorie di DOOM VFR e cinque emozionanti esperienze VR con PlayStation VR Worlds

Di seguito i giochi contenuti nel bundle:

Mega Pack PlayStation VR

ASTRO BOT Rescue Mission

Vivi un’avventura unica nel suo genere aiutando il tuo compagno robot a salvare i suoi amici in questo titolo acclamato dalla critica. Indossa PS VR e muovi la testa in alto o in basso per schivare le piattaforme mentre guidi Astro Bot attraverso una miriade di aree segrete. Potrai usare il controller wireless Dualshock 4 come gadget multi-funzione per affrontare i nemici e boss titanici in un platform che ti vedrà protagonista giocando nei panni di Astro Bot stesso.

WipEout Omega Collection

Anche i razzi sono più lenti e meno letali dei bolidi antigravitazionali di WipEout! L’iconico racing futuristico non è mai stato così emozionante: ti permette, infatti, di percorrere chicane a tutta velocità oltre le nuvole e di colpire gli avversari (anche con sfide online!) da una visuale in prima persona unica, realizzata esclusivamente per PS VR. Potrai scoprire, così, il futuro del racing!

The Elder Scrolls V: Skyrim VR

Talmente realistico che ti sembrerà di respirare l’aria pulita delle spettacolari distese del misterioso regno di Tamriel. L’head-tracking del visore PS VR ti permette di ammirare i panorami che ti circondano e di tener d’occhio i nemici mentre ti aggiri in ambientazioni ricche di dettagli. Grazie a questo epico GDR d’azione, potrai vivere un’incredibile avventura fantasy, libero di scegliere chi interpretare e dove andare.

DOOM VFR

Il più grande merito dell’emozionante sparatutto fantascientifico di Bethesda è di farti provare due emozioni completamente opposte. Da un lato, la tensione di essere circondati da demoni intenzionati ad ucciderti. Dall’altro, la sensazione di essere imbattibile e in grado di poterli sconfiggere. Grazie a PS VR, DOOM è più brutale che mai.

PlayStation VR Worlds

Cinque diverse esperienze VR sotto lo stesso tetto. Con PlayStation VR Worlds potrai vivere un’avventura sottomarina con Into The Deep, o schizzare fra i veicoli lungo le ripide strade cittadine in VR Luge. Potrai anche sfidare i tuoi avversari in Danger Ball o affrontare gli alieni in Scavengers Odyssey e prendere parte ad una lotta di potere in The London Heist.

Il Mega Pack PS VR sarà disponibile a partire da domani, 30 novembre, al prezzo consigliato di € 329.99.

FIFA 19: le divise limited edition di Adidas

0

EA SPORTS e Adidas arricchiscono l’esperienza di FIFA 19 svelando le divise speciali create in edizione limitata di quattro tra i club più prestigiosi del mondo.

Per la prima volta le EA SPORTS Jersey di JuventusReal MadridManchester United e Bayern Monaco saranno disponibili sia in versione virtuale in FIFA 19 Ultimate Team, che reale nei negozi Adidas e in alcuni store ufficiali dei rispettivi club.

Le 7.000 speciali maglie sono realizzate in un morbido tessuto traspirante che garantisce il massimo comfort sia sul campo reale che su quello virtuale di FIFA 19. Ciascuna delle quattro EA SPORTS Jersey è ispirata al carattere della squadra. La grande ambizione della Juventus si riflette nel look iridescente della divisa, che rispecchia perfettamente la forza e la determinazione di un club che sa esattamente dove vuole arrivare.

LEGGI ANCHE: FIFA 2019: la recensione

I fasci di luce bianca su sfondo blu notte disegnati per il Real Madrid celebrano la sua lunga storia, costellata di grandi campioni diventati leggende per le proprie giocate, che in molti casi sembrano essere arrivate da un altro pianeta. Ci sono l’audacia e la vitalità del leopardo sulla divisa del Manchester United, che celebra un club dalla storia nobile e rispettata in tutto il mondo.

La grafica vulcanica sulla maglia speciale del Bayern Monaco mette in mostra tutta la potenza e l’emozione della “Stella del Sud”, l’inno che echeggia nell’Allianz Arena in ogni match.

Battlefield V: recensione

Con Battlefield V abbiamo ormai raggiunto la sedicesima puntata della serie Battlefield, iniziata nel lontano 2002. Se lo scenario di guerra che affrontavamo con Battlefiled I era la Grande Guerra, in questo capitolo, EA DICE ci porta secondo una coerente continuità storica nel dramma della Seconda Guerra Mondiale.

Il gioco è suddiviso in una campagna giocatore-singolo e una imponente modalità multigiocatore. Questa volta però Battlefield V, a differenza di Battlefield I, non prevede la possibilità di ottenere futuri contenuti scaricabili a pagamento, ma tutti i nuovi contenuti che verranno aggiunti al gioco nel corso del tempo saranno senza costi aggiuntivi.

In Battlefield V una campagna single-player sontuosa ma breve

Non c’è recensione dei più recenti giochi sparatutto, in cui non capiti di dover scrivere che la campagna per giocatore singolo ha sempre più una durata stringata che ormai sembra esser poco più di un articolato tutorial. Anche Battlefield V non sfugge a questa regola, inserendo nel gioco una modalità basata su quattro episodi della serie “Storie di Guerra”, tre dei quali disponibili al momento del lancio ed il quarto scaricabile a breve.

La prima campagna si intitola “Sotto nessuna bandiera” e noi impersoniamo un ladro di banche esperto di esplosivi che, una volta in carcere, viene forzatamente arruolato nel servizio speciale inglese per una missione suicida. Questa campagna inizia in un aeroporto nazista sito in Nord Africa, dove faremo coppia con il nostro mentore, per una missione molto “stealth” di sabotaggio. La storia prosegue portandoci in una vastissima mappa, un’area così aperta che ci consentirà persino di utilizzare un velivolo. Bombardamenti e cecchinaggio su ondate di fanteria e veicoli nazisti saranno il clou di questa operazione.

“Nordlys” è la seconda campagna e si svolge nel 1943 in una bellissima ed innevata Norvegia, dove vestiremo i panni di una giovane combattente della resistenza a cui verrà richiesto di prendere parte al sabotaggio del programma nucleare tedesco. Questa storia si distingue particolarmente grazie alla novità dell’uso degli sci per spostarsi velocemente e dal fatto che sfrutta il fattore climatico del gelo per introdurre una meccanica di gioco in cui dovremo, ogni tanto, scaldarci al fuoco per non morire dal congelamento.

La terza campagna disponibile da subito si intitola “Tirailleur” e nella storia impersoneremo un elemento del corpo di fanteria coloniale dell’esercito francese reclutato dal Senegal, durante un’operazione bellica che si svolge in Provenza nel 1944. Questa è la storia più riuscita delle tre perché ci mette nei panni di un uomo costretto a combattere, da un lato una guerra vera, e dall’altro un conflitto interiore da non francofono che deve mediare tra nobili obiettivi e realtà cruda.

Tutte e tre le storie, pur avendo obiettivi primari e secondari, non hanno una durata lunghissima, siamo intorno all’ora e mezza ciascuna. Nonostante ciò attraversiamo luoghi diversi ma che hanno come denominatore comune una grafica spettacolare. La cura nel disegno degli ambienti naturali, degli edifici, dei dettagli e delle esplosioni è incredibile. In questo DICE si esprime al massimo e Battlefield V è insuperabile. Nonostante ciò, la campagna single-player sembra un progetto volutamente incompleto, un’esperienza che EA DICE, se avesse voluto, sarebbe riuscita a sviluppare meglio. Forse un sintomo o un messaggio, neanche tanto subliminale, per avvisare il giocatore che il prossimo Battlefield non avrà più nemmeno questo.

Battlefield V opinioni

Multigiocatore, il cuore dell’esperienza Battlefield V

EA DICE mostra i suoi muscoli nella campagna multigiocatore, iniziando da tutte le modalità classiche a cui Battlefield I ci aveva abituati. La schermata di questa sezione appare subito ricca offrendoci 6 diverse possibilità e, per ora, 8 mappe di gioco. Ed ecco quindi in sequenza le modalità classiche come “Conquista”, “Deathmatch a squadre”, “Dominio”, “Prima Linea” e, non ultima, la fantastica “Operazioni su vasta scala”. Quest’ultima, con le sue 4 mappe e la contemporanea presenza di 64 giocatori, simula una vera e propria campagna di guerra su tre giorni con obiettivi specifici e i cui giornalieri risultati influenzeranno i giorni successivi. Se poi, dopo tre giorni, non ci sarà vincitore la sfida culminerà in un quarto giorno con un Round Finale durante il quale i giocatori potranno usare solo un’arma primaria, con munizioni limitate e nessun “respawn”.

Ma il grande lavoro svolto in Battlefiled V si vede nel gameplay e nell’evoluzione delle meccaniche del gioco di squadra e della propria specializzazione. Infatti, è stato ridisegnato il sistema delle classi dando maggior valore ed importanza a ciascuna di loro all’interno del team. L’esempio più evidente ed immediato è la limitazione introdotta per quanto riguarda le munizioni e la salute. Ne consegue che senza medici e genieri, la nostra squadra avrà meno possibilità rispetto ad altre. Questo però non esclude che ci si possa privare del medico a favore di un’altra classe più offensiva, come per esempio l’assaltatore o il cecchino, perché il sistema comunque permette ad ogni classe di soldato di rianimare i compagni, limitatamente però ad una volta sola. Così come tutti potranno costruire barriere e fortificazioni ma, solo i genieri, lo potranno fare più velocemente. Insomma, tutto porta a valorizzare il lavoro svolto da una squadra bilanciata dove ogni ruolo non viene scelto a casaccio ma pensato a tavolino. Il risultato finale di un ottimo lavoro di team ci premierà con maggiori punti che ci permetteranno di sbloccare abilità passive o attive da utilizzare durante il combattimento.

Anche per quanto riguarda le armi e i veicoli ci sono delle novità. La gestione delle armi e il moto del proiettile sono stati rivisti, con il risultato che un colpo sparato sarà influenzato dalla mira, dalla distanza, dal rinculo dell’arma e dal calibro del proiettile. Proiettili più grossi e armi più pesanti perforeranno muri con spessore più grosso. Insomma anche lo sparare dovrà essere una mossa ponderata e studiata. In Battlefiled V l’uso di veicoli corazzati, dei carri armati e degli aerei è stato rivisto graduandone la numerosità. Infatti, se Battlefield I è stata la festa in termini di smodatezza e profusione dei mezzi blindati, qui EA DICE ha deciso di rimodularne l’aggressività e la presenza.

Le 8 mappe a nostra disposizione sono il risultato di un lavoro magnifico che ci regala scenari e scorci memorabili. Altrettanto si deve dire delle animazioni che ci offrono esplosioni e battaglie indimenticabili. Insomma, nonostante il gioco non sia privo di bug, il motore grafico di DICE e l’arte degli sviluppatori sono riusciti a creare uno spettacolo per i nostri occhi.

Contenuti futuri gratuiti per un gioco in evoluzione come Battlefield V

Battlefield V recensione

Ma, questo non è tutto, perché EA DICE ha imparato dai propri errori. E allora, a differenza di Battlefield 1, il nuovo gioco non prevede di utilizzare né “loot box” né contenuti scaricabili a pagamento, anzi, i futuri nuovi contenuti giocabili che verranno rilasciati nel corso del tempo, saranno senza costi aggiuntivi per tutti i giocatori. È una e vera e propria strategia sia marketing-commerciale che di sviluppo del gioco. Tant’è che sono già temporalmente programmati alcuni rilasci. Il 4 dicembre 2018 potremo scaricare “L’ultimo Tiger”, la quarta campagna della modalità giocatore singolo. Il 6 dicembre 2018 comincerà il rilascio di “Venti di Guerra”, una vera e propria evoluzione della campagna grazie all’introduzione di nuove classi, armi, gadget e mappe con scenari bellici nuovi. Ma, il clou arriverà a marzo 2019, il terzo atto di “Venti di Guerra” che renderà disponibile l’attesa “Tempesta di Fuoco” e cioè la versione Battlefiled V di “Battle Royale”, che dovrebbe esser ambientata in Grecia.

Battlefiled V non può essere di certo scelto per la campagna giocatore singolo che, pur essendo spettacolare, è troppo corta per giustificarne l’acquisto. Ma, il gioco decolla in coinvolgimento e complessità nella modalità multigiocatore, che offre un’esperienza avvincente in un contesto grafico incredibile. Se questo non bastasse, Battlefiled V prevede una roadmap evolutiva gratuita di contenuti, fatta di storie, campagne e varietà che promettono longevità ad uno sparatutto che offre già moltissime gratificazioni.

 

Spyro Reignited Trilogy, la recensione

Dopo le console mid-gen, questo periodo storico vede nascere anche i mid-remake, conosciuti anche come “remastered plus”. Dopo la Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy di Vicarious Vision, Activision assegna a Toys fo Bob il delicato compito di riportare alla ribalta un certo draghetto viola: ecco quindi nascere la Spyro: Reignited Trilogy, riproposizione moderna dell’originale trilogia di platform uscita su PlayStation 1 tra il 1998 e il 2000.

A differenza della trilogia reboot chiamata The Legend of Spyro, Spyro: Reignited Trilogy punta a ricreare fedelmente mood e feeling dei primi titoli dedicati al draghetto viola e il risultato è sorprendente: pur con qualche glitch dei geodata (soprattutto in Year of the Dragon) che vede occasionalmente sprofondare in parte nel terreno nemici e gemme, il lavoro di Toys for Bob è riuscito a ridar linfa vitale a videogiochi di venti anni fa.

Spyro The Dragon è sicuramente il gioco che più degli altri ha ricevuto un impressionante rework di design: i draghi da liberare nel corso dell’avventura sono stati completamente ridisegnati per adattarsi al mondo di cui fanno parte e la loro apparizione è accompagnata da animazioni molto più varie.

Spyro Reignited TrilogyStesso dicasi per i livelli da esplorare, da sempre vanto della serie per varietà estetica e strutturale; in questo caso, la disposizione di segreti, tesori e nemici è rimasta identica, ma gli sviluppatori hanno comunque portato avanti un lavoro d’arricchimento estestico degli ambienti, che adesso appaiono vivi e incredibilmente colorati, merito anche dell’uso saggio che è stato fatto dell’Unreal Engine 4 e di una palette di colori perfettamente azzeccata.

Anche i restanti due titoli di Spyro: Reignited Trilogy non deludono le aspettative, riproponendo lo stesso spirito dei prodotti originali con minime (e benvenute) modifiche: la possibilità di selezionare il binding comandi originale o una versione più “moderna”, ottimizzata per un controller analogico; una soundtrack riarrangiata intercambiabile con quella dei giochi di fine anni ’90; piccole sfide extra che, se superate, assegneranno punti abilità al giocatore per sbloccare la galleria di concept e bozzetti per ciascun gioco del bundle; la libellula Sparx potrà fin da subito individuare le gemme mancanti alla collezione, anche durante la prima avventura di Spyro; infine, la presenza del viaggio veloce permetterà di viaggiare tra un livello all’altro, anche di mondi diversi, con un singolo e rapido caricamento.

A parte questo, Spyro: Reignited Trilogy riprende animazioni e hitbox dei titoli a cui si ispira, senza modificare il bilanciamento di gioco. Da una parte si ha comunque una semplificazione dovuta alla maggior responsività dei controller moderni rispetto a quelli degli hardware del passato, ma vista la “rusticità” dei comandi questo può rivelarsi quasi una difficoltà aggiuntiva per i giocatori più giovani, ignari di quanto possa essere dolorosa per i polpastrelli una sessione di gaming senza levette analogiche.

L’unione delle prime tre avventure di Spyro in un unico pacchetto permette anche di vivere la storia con maggiore continuità rispetto al passato, il tutto accompagnato da un doppiaggio italiano ispirato all’originale (perlopiù atroce) lavoro, ma registrato da zero e con attori diversi. Passare da un titolo all’altro conferma anche l’eccellente produzione Insomniac Games del passato: le abilità del protagonista sono sempre integrate con saggezza nei livelli di gioco e il secondo e terzo titolo sono riusciti ad ampliare la varietà del gameplay offerto senza snaturare il gioco capostipite e, soprattutto, senza mai annoiare.

Spyro Reignited Trilogy

Menzione d’onore all’inserimento nella Spyro: Reignited Trilogy dei trucchi dei titoli originali, ancora funzionanti… ma la fedeltà del remake si spinge persino oltre, non rimuovendo neppure i bug, che permettono tutt’oggi di “rompere” i vari giochi con espedienti non previsti in sede di sviluppo.

Spyro Reignited Trilogy

Tirando le somme, il lavoro di Toys for Bob è da promuovere a pieni voti e come Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy prima di lei, Spyro: Reignited Trilogy si consacra a preziosissima occasione per nostalgici e neofiti per recuperare prodotti iconici dell’evoluzione del medium, con una veste grafica più accomodante nei confronti degli standard moderni, ma con il loro spirito ancora immutato.

Fallout 76: recensione del nuovo titolo Bethesda

Il 22 ottobre 2018, esattamente il giorno prima dell’inizio della open Beta, Bethesda Games Studio aveva diffuso un comunicato ufficiale per i fan avvertendoli di potenziali problemi in Fallout 76.

Testualmente, la lettera parlava di “bug imprevisti” e “nuovi spettacolari problemi” che possono verificarsi nelle prime fasi della Beta, esortando i propri fan a trovarli: “Abbiamo bisogno del tuo aiuto per trovarli e dei consigli su cosa è importante correggere”.

A quanto pare, tutto questo non è stato sufficiente per risolvere i problemi prima della sua commercializzazione perché, sicuramente l’avrete già saputo, letto da qualche parte o provato di persona, il gioco ha molti problemi. Tant’è che, a quattro giorni dal lancio ufficiale, Bethesda ha rilasciato una patch di quasi 50GB su Console e 15GB su PC, che ha corretto sì diversi bug, migliorato prestazioni e stabilità ma lasciando non risolti molti bug e persistenti problemi di frame-rate, in particolare su PS4 e XBOX ONE. Detto questo, vediamo in cosa consiste il gioco.

Anche Bethesda, con l’ultimo episodio del franchise Fallout, abbraccia in pieno la tendenza di cancellare la campagna giocatore singolo a favore di un gioco di ruolo multiplayer online del genere MMO. Dal punto di vista narrativo il gioco si situa temporalmente come prequel dei precedenti giochi di Fallout e si svolge nel 2102, venticinque anni dopo una guerra nucleare che ha devastato la Terra. Fallout 76 è ambientato in un open world molto grande chiamato “Appalachia” nel quale è stata ricreata una versione devastata di alcuni luoghi reali della West Virginia, come il Campidoglio, il resort di lusso “The Greenbrier”, il campus universitario “Woodburn Circle”, il ponte “New River Gorge Bridge” e il parco di divertimenti “Camden Park”. Questo mondo non è solo di enormi dimensioni ma è in continua evoluzione. Questo significa che anche la nostra esperienza di gioco cambierà in funzione dei nostri progressi all’inizio come giocatore singolo e poi, salendo di livello e volendo, attraverso la collaborazione con altri giocatori.

Fallout 76 recensione

Noi impersoniamo un residente del rifugio antiatomico Vault 76, costruito nel West Virginia per ospitare le migliori e più brillanti menti americane, che durante il “Reclamation Day” escono dal Vault per colonizzare di nuovo la Wasteland. Dopo aver velocemente deciso le caratteristiche fisiche del nostro personaggio, i nostri primi passi nel gioco ci vedranno vagare in un mondo rigogliosissimo dove la natura sembra essersi riappropriata della terra ma, basteranno pochi minuti per renderci conto che gli effetti delle radiazioni ci presentano un mondo bello ma ostile da subito.

Le meccaniche del gameplay sono abbastanza simili a quella di Fallout 4. Anche qui avremo a disposizione il computer Pip-Boy, una serie di Menu di navigazione e un sistema di “crafting”. Sarà vitale raccogliere al più presto tutto ciò che incontreremo e trovare le ricette e i progetti che ci consentiranno di bollire acqua, rifornirci di cibo, creare armi e armature che ci permetteranno di sopravvivere. Soprattutto all’inizio il nostro problema non sarà quello di affrontare combattimenti ma controllare e mantenere dei parametri vitali come la fame e la sete che richiederanno alimenti e liquidi non contaminati dalle radiazioni.

In Fallout 76 l’accampamento avrà un ruolo fondamentale perché è stato introdotto un sistema evoluto che consente ai giocatori di costruire il proprio accampamento tramite una piattaforma mobile chiamata C.A.M.P. (Centro di Assistenza Mobile per la Produzione). Il C.A.M.P. non ci permetterà solamente di creare basi in qualsiasi posizione della mappa, ma sarà assegnato univocamente al nostro profilo e verrà rimosse dal mondo di gioco quando saremo offline, per impedire che il progresso vada perso. Per quanto concerne i combattimenti, il nuovo sistema non è proprio il più indovinato, in quanto Bethesda ha dovuto scendere a compromessi con il suo V.A.T.S.. Niente più rallentamenti del nemico ma un sistema più a puntamento automatico che però presenta qualche problema di gestione della telecamera, soprattutto quando abbiamo a che fare con nemici veloci o troppo vicini a noi che, inevitabilmente, finiscono per sparire dalla nostra vista.

Fallout 76

Per la progressione del nostro personaggio, il gioco adotta un nuovo sistema basato su carte collezionabili chiamato S.P.E.C.I.A.L., costituito da sette slot dove inserire le carte. Quando saliamo di livello possiamo decidere in quale dei sette slot aumentare i nostri attributi. Gli attributi rientrano in una delle sette categorie: forza, percezione, resistenza, carisma, intelligenza, agilità e fortuna. Ogni carta ha un valore e garantisce un’abilità al nostro personaggio. Possiamo abbinarle per creare vere e proprie specializzazioni in un settore.

Come dicevo, il gioco è totalmente online ed il mondo aperto in cui ci muoveremo è molto grande, con una dimensione che dovrebbe essere quattro volte quella “Fallout 4”. Inizialmente, non incrociando nessun altro giocatore e non sapendo cosa fare, dove andare o come sopravvivere ma curiosi di capire come muoverci nel gioco ci avvicineremo senza timore ai piccoli robot impazziti o ai primi animali mutati che incontreremo. Questo sarà il nostro primo errore che però ci permetterà di prendere coscienza e capire che dovremo impratichirci subito perché non sarà una passeggiata.

Le prime ore le passeremo vagando nella terra desolata eseguendo degli ordini, raccogliendo di tutto, ascoltando audio e leggendo appunti, diari e registri. Di fatto, un’esperienza abbastanza noiosa, che ci farà concentrare i nostri sforzi nel cercare i materiali e i progetti da utilizzare al banco degli attrezzi per costruire ciò che può consentirci di sopravvivere.

In Fallot 76 non sono presenti personaggi NPC (Non-Player Character) con cui interagire, a cui chiedere aiuto o farsi assegnare le missioni, quindi dovremo cercare informazioni ed obiettivi ascoltando nastri audio o interagendo con robot. La sola compente umana è costituita dagli altri giocatori che troveremo online e con cui da un certo livello in poi potremo interagire. Certo, nulla ci vieta di esplorare da soli questa affascinante West Virginia, alla ricerca di missioni principali e secondarie, raccogliendo materiali ovunque. Ma, come tutti i giochi online, la componente cooperativa con amici o con giocatori conosciuti giocando, è il valore aggiunto al gameplay, soprattutto per completare alcune missioni, altrimenti difficilmente approcciabili. Nonostante questo, l’’assenza di personaggi a supporto della storia, rimane un grosso problema in Fallout 76.

Da soli o in squadra, possiamo sì tentare di ricostruire il mondo ma, rischiano di rimanere inutili e ripetitive le passeggiate nella landa desolata perché, purtroppo, manca una struttura narrativa dovuta all’assenza di dinamiche social e personaggi con storie che arricchiscono il gioco e gli danno un senso di vita. Tutto ciò che il gioco ci offre per sostenere la storia del Soprintendente del Vault 76 sono robot e computer da ascoltare o scritti da leggere che troveremo alla fine di ogni missione.

Fallout 76 recensione

La direzione artistica di Fallout 76 ha creato un’ambientazione onestamente molto bella, ispirata, piena di dettagli e segreti. Montagne, paludi, miniere, foreste autunnali, edifici, automobili, insediamenti post-apocalittici estremamente fantasiosi e curati, tutto contribuisce a creare un’atmosfera ed un set riuscitissimi per il gioco. Anzi, forse è proprio la narrazione ambientale il vero punto di forza del gioco. Peccato, perché questo potenziale è oscurato dai molti problemi tecnici presenti.

Sì, perché, se dal lato narrativo Fallout 76 non decolla, dal punto di vista tecnico è totalmente deludente. Disconnessione dai server, crash occasionali, frame-rate imbarazzanti, scatti, texture pop-up, bug assortiti. Problemi troppo numerosi per un gioco “finito”. Aggiornamenti e patch con il tempo lo renderanno più stabile ma, venduto così, dovrebbe avere ben in vista il cartello “Lavori in Corso”.

Fallout 76, spiace dirlo, ma è una delusione. Bethesda Games Studio ha mancato il bersaglio consegnandoci un prodotto non finito e con evidenti lacune nell’impianto narrativo. Con l’aggravante che è stato letteralmente buttato sul mercato anzitempo, scommettendo su futuri aggiornamenti e patch per sistemare i problemi tecnici. Il grande lavoro svolto dal comparto artistico nel creare ambienti memorabili è vanificato dal caos generato dai problemi che neanche la pesante patch è riuscita a sistemare. L’augurio è che Bethesda riesca, il più velocemente possibile, a ribaltare il destino di Fallout 76, che, al momento, sembra segnato.