Marvel Avengers recensione ps4

Il momento di Marvel’s Avengers è finalmente giunto, e non poteva di certo mancare una nostra recensione della versione per console PS4. Non vi nascondiamo che stavamo aspettando già da un po’ questo avvenimento. Se pensate che ci abbiamo già realizzato  sopra uno speciale dedicato e la l’anteprima della beta, viene difficile nascondere il famoso “hype”. Mettici, pure, il fatto che è quasi impossibile non essere un fan degli Avengers. Insomma, non vedevamo veramente l’ora.

Marvel’s Avengers si presenta come un GAAS (Game As A Service) destinato a durare a lungo. Gli sviluppatori hanno già confermato che ogni futuro DLC e aggiornamento sarà completamente gratuito, come pure il porting su next-gen. Gli unici contenuti a pagamento saranno gli elementi cosmetici, e vale a dire costumi e targhe. Graficamente il gioco è migliorato rispetto alle 3 sessioni di beta del mese di agosto. Questo, ovviamente, non è stato di certo una sorpresa per noi. La cosa che, invece, ci ha impressionato è stato il “quanto” è migliorato.

Marvel Avengers recensione ps4

Crystal Dynamics decide di separare in due il gioco, con una parte dedicata alla storia, da giocare in solo, ed un’altra co-op. Tra le due, quella sicuramente più catchy è la seconda. Il problema è che bisogna trovare dei validi compagni di gioco per affrontare le varie missioni delle War Zones.

Il giusto mix tra azione ed RPG, unito a numerosi rimandi ai classici dei fumetti Marvel, crea un’alchimia magica in grado di coinvolgere sin dal primo minuto di gioco. Ovviamente i fan ne saranno entusiasti sin da subito. Quelli che, invece, non conoscono le gesta di Captain America & Co., lo potranno trovare interessante per via delle meccaniche di gioco simili a The Division 2 e Ghost Recon Breakpoint.

“Bando alle ciance” ed entriamo nel vivo della nostra recensione PS4 di Marvel’s Avengers.

Da un grande potere …

Il primo grande errore da evitare in Marvel’s Avengers è quello di associarlo al suo alter-ego cinematografico. Normale, anche perché sono state le pellicole realizzate dai Marvel Studios a riportare in auge i vendicatori. Prima li si vedevano solo nei fumetti e in qualche serie animata. Ancora i videogiochi, se escludiamo La grande alleanza, non avevano visto gli Avengers combattere in questo modo.

Crystal Dynamics e Square Enix decidono di ripercorrere le avventure fumettistiche dei supereroi coordinati dal buon Captain America. La storia ripercorre gli eventi del prima-mentre-dopo lo sciagurato A-Day. Il giorno in cui gli Avengers cessarono di esistere come squadra e dichiarati fuorilegge. Il giorno in cui l’AIM, di fatto, si sostituì a loro.

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Una ragazza, di nome Kamala Khan, decide di ri-assemblare il gruppo con l’obiettivo di mostrare al mondo che gli Avengers sono ancora l’ultimo baluardo a difesa della Terra. Ad ostacolare i loro piani ci penserà il M.O.D.O.K., il villain di questo primo arco narrativo. Questa creatura, forte del suo esercito super-tecnologicamente avanzato, farà di tutto per evitare la reunion dei vendicatori.

Questa è la storia che verrà raccontata in modalità “Campagna”, dove vestirete, principalmente, i panni di Kamala Khan. La narrazione scorre fluida, con dei simpatici siparietti comici molto graditi (in perfetto stile Marvel). L’unica cosa “strana” è che questa modalità è giocabile “solo in solo per cui non potete condividere la storia con nessun amico.

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Il nostro consiglio è iniziare da qui. Se decidete di partire subito con il co-op, oltre a  farvi perdere le basi del gioco, rischia di spoilerare numerosi eventi della campagna. Quest’ultima, inoltre, vi fornisce una panoramica completa sui vari eroi utilizzabili nel gioco, studiandone i loro pro e contro. Al di la di questo aspetto “materialistico”, la storia raccontata è interessante, alimentata da un ritmo narrativo che alterna momenti di intensa azione ad altri più tranquilli. I dialoghi, invece, non scadono mai nel noioso.

“Menare” si, ma con stile

Marvel’s Avengers si presenta come un gioco caratterizzato da tanta azione. I combattimenti seguono le logiche delle combo, concatenando attacchi forti e deboli. Per difendersi si può ricorrere al contrattacco, che fornisce un vantaggio tattico solo se usate un giusto tempismo, e alla schivata classica. Fondamentale sarà la capacità di osservare l’ambiente circostante, denso di icone e indicatori visivi che preannunciano gli attacchi nemici.

Il tutto è legato a delle dinamiche RPG, in perfetto stile MMO. Ogni eroe è dotato di 3 attacchi speciali che, per natura, possono essere offensivi, difensivi, di supporto, ad ampiezza di raggio. Questi vengono sbloccati, oltre alle varie abilità base e mosse di combattimento, all’interno dello skill tree. Per acquisirli occorrono punti abilità, guadagnabili a seconda di come ci muoviamo sul campo.

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Oltre alla progressione classica, molto importante è come decidiamo di “vestire” il nostro vendicatore. Ci sono 4 sezioni equipaggiabili, ognuna delle quali adibita ad un compito particolare. Ogni componente accresce il livello generale del personaggio ed influenza sulle stat base del personaggio. Oltre ad aumentare la potenza dell’Avenger, l’equipaggiamento possiede dei perks che forniscono ulteriori vantaggi in fase di combattimento.

Vien da sé che è fondamentale l’attività di looting in Marvel’s Avengers. Guardatevi sempre intorno ed esplorate sempre tutto quello che vi circonda. Intorno a voi ci sono collezionabili e casse SHIELD pronti per essere trovati. Utilizzate sempre l’intelligenza tattica in quanto, in prossimità di questi, vi avvisa circa la loro eventuale posizione. Vi sono moltissimi segreti da scoprire nelle varie ambientazioni.

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Cercate, già in “Campagna”, di capire con quale eroe siete in sintonia. Ognuno porta con sé uno stile di combattimento unico, che nasconde punti di forza e debolezza. Questi sono utili per capire quali sono i vostri limiti, anche in virtù di un probabile ruolo in una squadra di 4 giocatori.

La build, tra skill e componenti

Come detto in precedenza, Marvel’s Avengers può essere classificato all’interno della categoria dei MMORPG. Rispetto a quelli “classici”, dove i numeri contano più del gameplay, Crystal Dynamic decide di dedicare particolare attenzione alla componente action. In questo, dobbiamo ammetterlo, è stata lungimirante, annusando le attuali tendenze in materia di giochi di ruolo.

Nonostante questo, le famose regole “non scritte” degli RPG le ritroviamo anche al suo interno, in versione “light”. Partiamo da un primo punto: dovete costruirvi una build. Ogni componente si distingue per rarità e perk, e sarete voi a decidere come “vestire” il vostro PG. Vi sono 4 tipologie di equipaggiamento: da mischia, a distanza, difensivo ed eroico. Ognuno di essi migliora un’area del personaggio, riassumibile nella schermata delle stat (quella con i numerini, per intenderci).

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Ogni Avenger ha delle abilità particolari che ne caratterizzano il gameplay e lo stile di combattimento. Partendo dal presupposto che tutti gli eroi creati nei laboratori Marvel sono fortissimi, vi sono dei punti di debolezza che dovete conoscere e gestire. La costruzione della build deve tener conto anche di questo fattore e le skill aiutano ad esaltare i punti di forza del nostro vendicatore.

La progressione delle abilità del personaggio segue il classico skill tree, in cui spendere punti abilità per sbloccare nuovi poteri. L’albero si articola in 3 livelli, ognuno dei quali migliora sempre di più l’eroe Seguendo quelle famose regole non scritte, lo skill tree si connette direttamente al gameplay. Crystal Dynamic decide di investire tutto sul combattimento, concedendo la possibilità di aumentare le capacità offensive e difensive dell’Avengers, nonché la potenza delle 3 abilità speciali.

Marvel Avengers recensione ps4

Questo tipo di algoritmo funziona, ma mostra il suo vero potenziale in modalità multigiocatore. Durante la campagna si impara a giocare e si apprezza la storia e la narrazione. Niente più di questo. Il vero Marvel’s Avengers lo si vede in co-op a squadre, quando il gruppo diventa più importante del singolo.

Da soli o in compagnia?

Marvel’s Avengers vi da la possibilità di scegliere se affrontare la “Campagna” e, quindi, conoscere gli eventi del post A-Day, oppure se giocare in modalità “Iniziativa”. Qui le missioni sono affrontabili in co-op, con squadre di massimo 4 componenti. Potete scegliere se affidarvi agli immancabili bot oppure se fare gruppo con altri gamer come voi. In questo caso la scelta ricade sugli amici o il matchmaking.

Il cuore di questa modalità sono le War Zones, missioni con obiettivi e durata sempre diverse. Se pensate che alcune di queste possono arrivare a durare ben due ore vi lasciamo immaginare il resto. All’interno delle War Zones, giusto per citarne alcune, troviamo le Harm Room, Drop zone e le missioni Iconiche e Fazione. Ognuna di queste si basa un preciso compito da completare, oltre che servire alla crescita dei nostri personaggi.

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L’Harm Room, per esempio, funge da stanza di addestramento. Il gruppo di vendicatori, infatti, deve affrontare diverse ondate di nemici e testare la solidità della squadra, oltre che delle build. Le Drop Zone sono ottime se si vuole fare una sessione di looting. Non sono molto lunghe e prevedono un singolo obiettivo da completare. Le missioni iconiche e fazioni sono disegnate attorno a dei parametri ben specifici. Le prime si possono giocare nei panni di un preciso Avenger, sempre aiutati da altri 3 vendicatori. Nelle seconde, invece, l’obbiettivo è quello di assistere i membri dello SHIELD e la fazione degli Inumani, aumentando il punteggio esperienza “fazione”. Oltre a queste non mancheranno le missioni ad alto rischio. Sebbene la ricompensa finale sia ottima, portare a casa la pelle non sarà per niente una passeggiata.

Vien da sé che non esiste un manuale sul “come giocare a Marvel’s Avengers”. La scelta, operata da Crystal Dynamic, di mettere una diga tra la storia e le modalità co-op è discutibile. La scelta di costruire una campagna lineare e non a missioni, dedicando a queste una modalità apposta, stride con le moderne metodologie in materia di videgiochi. Creare un ambientazione unica di gioco evita “figli e figliastri”.