GRID Legends, la recensione su PS5

Seguire la scia, puntando al sorpasso.

grid legends recensione ps5

Si torna nello spietato mondo delle corse con GRID Legends, il titolo della nostra recensione per console PS5. Come ci suggeriscono EA e Codemasters, questa volta dobbiamo diventare una leggenda delle 4 ruote. La formula è la stessa che ha reso celebre la serie, proseguendo il lavoro fatto in GRID Autosport. Circuiti misti, che si alternano tra l’asfalto urbano e quello dei tracciati da gara, e veicoli di diverso tipo e natura. Nell’ambito di ogni gara l’obiettivo è quello di guadagnare punti e soldi, da investire, in seguito, nella crescita del veicolo e nell’acquisto di nuove auto e upgrade.

L’annuncio è avvenuto la scorsa estate nel corso dell’EA Play, con il matrimonio ancora fresco tra EA e Codemasters. Li abbiamo già visti in azione in F1 2021, che offriva una componente narrativa inedita per il franchise videoludico. La positiva esperienza ha convinto gli sviluppatori a puntare forte su questo aspetto. Driven to Glory segue il percorso tracciato da Braking Point, entrambi ispirati alla docu-serie Netflix Formula 1: Drive to Survive. Funzionava a livello cinematografico, e lo stesso vale anche sul fronte videogiochi.

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Il problema è che il settore dei SIMs Racing inizia a diventare un tantino affollato. Senza contare, poi, dell’arrivo di un certo Gran Turismo 7, che ha già fatto intendere che non ci sarà trippa per gatti. E quindi ci siamo interrogati su qual è e sarà la dimensione e il futuro della serie GRID. Il mondo delle console Microsoft è ai piedi di Forza Horizon 5 e non c’è alcun margine, ad oggi, per fare meglio di così, sia sotto il profilo grafico che di meccaniche di gioco. PS5, dall’altra parte, risponde con il simulatore nipponico di Polyphony Digital. Ci sono poi le nicchie degli “sterrati” (ve lo ricordate Dirt 5?, ndr) – dove Codemasters farà il bello e il cattivo tempo tra qualche anno – e quello della F1. E poi esiste un limbo, quello in cui vive GRID Legends.

Abbiamo sfrecciato in questo mondo di mezzo a bordo di formidabili 4 ruote, inseguendo la scia dei nostri avversari in attesa del sorpasso. Ecco il nostro responso, fotograto da questa recensione per console PS5.

Prime impressioni: un Ciak sui blocchi di partenza

(In)seguendo la scia della nostra esperienza con F1 2021, una volta atterrati su GRID Legends ci siamo fiondati subito su Driven to Glory. 36 eventi inframezzati da una storia raccontata con brevi filmati. L’ascesa del team Seneca che da eterno inseguitore approda nell’olimpo delle glorie. In verità la abbiamo anche apprezzato per la sua capacità di “spoilerare”, visto e considerato che proveremo tutte le discipline e le categorie di veicoli presenti nel gioco.

Il problema è che manca quel pizzico di sale per non farlo diventare scontato e ripetitivo sin dalla sua prima metà. Non succede nulla di diverso dalla solita gara, nessun imprevisto,  anche in chiave narrativa. Solo 36 gare una che segue l’altra. Siamo spinti a guardare altrove, anche se volevamo capire dove andava a parare la storia. Ed ecco che in circa due orette conosciamo cosa riserva il destino per il numero 22, con un finale che lascia poco spazio alle interpretazioni.

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Avendo provato il titolo prima del suo lancio ufficiale, testare il competitivo online aveva poco senso in questa fase. In verità ce lo teniamo buono per le prossime live su Twitch, unendo l’utile e il dilettevole. Le gare sono tutte molto spettacolari, con il meteo che regala dei momenti epici. L’aspetto simulativo lascia il posto a quello più arcade, proponendo le famose derapate made in GRID. Quelle che fanno fischiare le gomme sull’asfalto e fanno la barba ai cordoli.

Il raccordo con il passato della saga è assicurato. Le gare su pista si alternano a quelle sulle strade di Mosca, Dubai e San Francisco. Ci sono anche dei tracciati “pesanti”, come quello di Indianapolis, ma per il resto si insegue la finzione videoludica dell’evento automobilistico. Il problema è che ancora non si intravede un’identità ben precisa del gioco. E questo, dopo 12 anni e 5 capitoli all’attivo, non è un bene vista la concorrenza.

Contesto di gioco: In attesa di un sorpasso

Il mondo dei SIMs è fatto da protagonisti e da “spalle”. Chi mastica il genere sa già di cosa stiamo parlando, visto che gli schieramenti sono consolidati già da diverso tempo a questa parte. Se si vuole generalizzare, possiamo suddividere la platea dei gamer in due macro gruppi: quelli che preferiscono al realismo un sano divertimento, e i puristi che invece spendono parte della loro vita in assetti e sperimentazioni. Rispetto a questi due “eserciti”, si va a scegliere la disciplina in cui praticare il proprio credo, ma la musica non cambia.

E poi esiste un’eccezione, che prende il nome di GRID. Chi vi scrive lo ha sempre paragonato ad un’evoluzione filosofica di Ridge Racer, per quanto questa affermazione possa assomigliare ad una “bestemmia” servita come antipasto. Il titolo di Namco, nato nelle sale giochi, approdò come esclusiva su console SONY all’alba del lancio della storica PS1. Era considerato da molti il titolo di punta della macchina da gioco nipponica e poi si è perso per strada, giusto per usare un eufemismo.

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GRID Legends non ha una fisionomia ben precisa, ma quel suo sano divertimento, e quello stile che invita a dimenticarsi delle 3 leggi della fisica, ricorda molto quel gioco da corsa arcade sepolto nei nostri ricordi. E il paradosso è che oggi manca un titolo del genere, almeno sulla next-gen di casa SONY. Un qualcosa che non scivola troppo nel realismo, ma permette il giocatore di divertirsi facendo stridere le gomme come se non ci fosse un domani.

Con DIRT 5 abbiamo avuto un assaggio di come una disciplina come il Rally – che di base è già spettacolare – può spingersi verso i limiti della follia. Codemasters deve puntare a fare la stessa cosa con GRID, cercando di non avvicinarsi troppo a Need for Speed. I margini non sono ampissimi ma la missione non è impossibile. L’importante è fare una scelta chiara e decisa. Il ne carne e ne pesce, quando si parla di videogiochi, è molto pericoloso.

Gameplay: tranquilli, il controller esiste ancora (su PS5)

In modo del tutto inaspettato dobbiamo tornare su alcune considerazioni fatte nei mesi scorsi, con riguardo al rapporto tra controller e SIMs. La tendenza era quella di mettere da parti i primi, lasciando inevitabilmente il posto a volante e pedaliera. Non tutti, per forza di cose, hanno la possibilità di avere supporti di questo tipo, e il pericolo era quello di venire messi da parte. Noi, ovviamente, cerchiamo sempre di metterci in discussione. Non è stata casuale la scelta di aver provato GRID Legends su console PS5. È stato lo stesso, in verità, anche con alcuni altri SIMs che abbiamo recensito nei mesi scorsi. Il motivo è uno solo: il DualSense.

La vena “arcade” del titolo di Codemasters è un terreno perfetto per i trigger adattivi. Freno e acceleratore aiutano il giocatore a capire come superare i propri limiti, anticipando, però, possibili e inevitabili conseguenze. L’apoteosi di quanto appena detto si concretizza nelle gare di Drift, dove si percepiscono le vibrazioni del retrotreno che deriva verso il centro della curva. Il feedback aptico amplifica il “momento”. Senza spoilerare troppo, le nostre mani vibrano ancora dopo l’ultima gara di Driven to Glory nel circuito alpino.

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Entrando nel vivo del gioco, GRID Legends offre un’esperienza poliedrica, in grado di accontentare più o meno tutti. Messa da parte la parentesi della storia (giocatela sin da subito in modo da ottenere crediti spendibili nel resto del gioco, ndr), possiamo decidere se affrontare la Carriera o le gare a sè. La prima prevede una qualcosa di molto simile a quanto già visto in F1 2021, circa lo sviluppo della macchina e della scuderia in genere. Il bello della seconda, invece, vive nel Race Director. Qui diventiamo i creatori del nostro divertimento, con la possibilità di condividere il genio creativo anche con altri giocatori nel mondo.

A tal proposito, gli sviluppatori hanno optato per una soluzione Cross-Play e Cross-Gen, guadagnando tutta la nostra approvazione. Per il resto, vi aspettano ben 250 eventi, 130 tracciati (tra cui alcuni graditi ritorni, ndr) e oltre 100 veicoli. Non dovete solo arrivare prima ma dovrete farlo con stile. Il vostro modo di guidare verrà valutato con un sistema a punti e combo. Fatevi un favore, non risparmiatevi.

Dimensione artistica: scie che incontrano la poesia

PlayGrounds Games, con il suo Forza Horizon, ci ha insegnato che un SIMs sa anche emozionare, se lo vuole. Codemasters prova a fare lo stesso, senza avere un contesto open world dietro le spalle. Come dicevamo all’inizio, la concorrenza è pesante e lascia pochissimo margine per fare qualcosa di nuovo e originale. Nonostante questo, GRID Legends propone delle gare intense dal punto di vista emotivo e spinge forte sulla dimensione artistica.

Dal punto di vista grafico è ancora valida la promessa dei 120hz, anche se il famoso “compromesso” ci fa passare dai 4K ai 1440p. Sinceramente, i 60fps ce li siamo fatti ampiamente bastare. È un peccato perdersi il contesto di gara e le condizioni meteo che sconvolgono l’esito di una corsa. Non soltanto “scena”, siamo d’accordo, ma quando davanti ai vostri occhi si infrange una tempesta di neve che congela il bordo pista, le parole stanno a zero.

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La stabilita sul fronte fps ci fa dubitare sulla presenza o meno del raytracing. Non abbiamo trovato alcun indicazione circa il suo inserimento all’interno delle opzioni di gioco. Resta il fatto, però, che l’EGO Engine ha trovato il modo per far coesistere una grafica da urlo e un framerate sempre stabile, lasciando un forte dubbio sulla presenza di una tecnica di rendering che si avvicina al raytracing.

Sul fronte audio non segnaliamo nulla che ha particolarmente catturato l’attenzione del nostro orecchio. Il contesto di gara frenetico fa deviare il nostro interesse verso altro, segno che la profondità sonora non è delle migliori. Stranamente non è stata inserita la photo-mode al lancio. Scelta che, onestamente, non abbiamo compreso e che ci costringe ad aggiornare le immagini appena quest’ultima sarà disponibile. Un vero peccato non trovate?!

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In conclusione

Ed eccoci giunti al momento dei saluti, dove cerchiamo di riordinare le nostre considerazioni a margine di questa recensione di GRID Legends. La finestra di lancio scelta è infausta. L’uscita di GT7 mette in serie pericolo “i numeri” di vendita previsti da EA e Codemasters. Non possiamo dire che era uno dei giochi più attesi dell’anno, ma un po’ di distensione sarebbe stata auspicabile. 

Archiviata la parentesi “marketing”, al netto della nostra esperienza di gioco ci possiamo considerare soddisfatti per metà. Dal punto di vista dello spettacolo, la modalità narrativa è assolutamente di rilievo. La tensione dei momenti si sente e la storia costruita è anche gradevole. Manca solo un pizzico di “imprevisto” a ravvivare l’inevitabile sequenziabilità degli eventi. 

Sul fronte gameplay, viene riproposto uno stile che richiama più Race Driver GRID che Autosport. La gestione del veicolo è spiccatamente “arcade”, e onestamente la preferiamo rispetto al solito realismo a cui siamo abituati in un SIMs da corsa. È un modo per iniziare a trovare una strada da percorrere, anche guardando il futuro di questa serie. Dal punto di visto artistico, invece, è bene sottolineare il grande lavoro svolto dai dev in grado di costruire dei momenti intensi sfruttando l’illuminazione globale e gli eventi atmosferici avversi. Le gare sul bagnato e sulla neve sono “tanta roba”. 

 

RASSEGNA PANORAMICA
Prime impressioni
7.5
Contesto di gioco
7.5
Gameplay
8.0
Dimensione artistica
9.0
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Sotto il profilo dello spettacolo, la modalità narrativa è assolutamente di rilievo. La tensione dei momenti si sente e la storia costruita è anche gradevole. Manca solo un pizzico di "imprevisto" a ravvivare l'inevitabile sequenziabilità degli eventi.  Sul fronte gameplay, viene riproposto uno stile che richiama più Race Driver GRID che Autosport. È un modo per iniziare a trovare una strada da percorrere, anche guardando il futuro di questa serie.grid-legends-ps5