Torniamo a parlare di next-gen con la recensione per console Xbox Series X di Observer System Redux. Dopo Devil May Cry Special Edition, è il turno di altro titolo che compone la lineup della nuova generazione di Microsoft. Bloober Team rimette a nuovo il suo videogioco uscito nel 2017, una delle sorprese di quell’anno. Il gameplay, salvo qualche innesto di trama, resta pressoché identico. Un moderno horror psicologico in prima persona, immerso in un contesto cyberpunk (sulla scia dell’acclamato Blade Runner).

Il team polacco mastica bene il genere visto che ci sono loro dietro Layers of Fear e The Blair Witch Project. Il loro talento lo hanno già dimostrato in quelle occasioni e sono pronti a sorprendere tutti con The Medium, in uscita il 28 gennaio 2021. Insomma, se il genere vi piace è quello che può essere definito un “porto sicuro”. Ma, ovviamente, deve piacervi.

observer system redux recensione xbox series x

I ritmi non sono veloci e l’azione è di fatto inesistente. Il gameplay di Observer System Redux richiede pazienza e, guarda caso, una buona capacità di osservazione. Vestirete i panni di un agente di polizia di nuova generazione, il detective Daniel Lazarski, coinvolto in una delicata indagine che lo coinvolge a livello personale.

Avrete a che fare con quello che resta di un mondo reso schiavo da un virus in grado di corrompere umanità e tecnologia. Dietro tutto questo qualcuno ci guadagna. Sta a voi scoprire chi e perché lo fa. Ambientazione e grafica sono “illuminate” dalla potenza del ray tracing. Le texture ringraziano i 4K e il gameplay i 60fps. La storia è ben costruita e la presenza di Rutger Hauer, nei panni del detective cracoviano, funziona molto. Perfetto per questo ruolo di osservatore. Ovviamente non fermatevi troppo a guardare. Se non agite in fretta sarete perduti.

Un gameplay che richiede pazienza

Ogni videogioco ha un ritmo, scandito da un metronomo invisibile. Il gameplay lo segue in maniera ubbidiente, e noi con lui, anche se quando lo facciamo siamo critici e ci chiediamo se fa al caso nostro oppure no. Succede anche con Observer System Redux ed è piuttosto normale visto che il gioco, salvo qualche impennata di emozioni, non spicca per azione e ritmi frenetici.

Non è assolutamente un difetto, anzi è una coerenza progettuale. Vi abbiamo prima raccontato di come il gioco assomigli molto a Blade Runner. La somiglianza la si vede anche in questo aspetto, oltre che per l’ambientazione e i temi trattati.

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Siete dentro un’indagine di polizia, in un futuro distopico, crudo e dipendente da tutte le forme di tecnologia. Sarete coinvolti direttamente, a livello emotivo, visto che è la famiglia del detective Lazarski a essere coinvolta. Non sarà facile distinguere il reale dalle emozioni e per farlo avrete a disposizione due tipologie di scanner, uno elettromagnetico e uno biologico.

Questi strumenti saranno degli ottimi compagni di avventura, soprattutto quando si tratta di risolvere puzzle e scoprire indizi. Il punta e clicca “ossessivo compulsivo” si presenta subito se non si è “veterani” del genere. Con il giusto tempo, però, arriva la calma e la tranquillità del voler capire, comprendere e scoprire. Sempre se lo volete.

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C’è molto da scoprire, infatti, nel mondo di Observer System Redux. Tantissimi documenti, registrazioni e file da aprire, leggere e analizzare. Alcuni di questi non potranno essere “skippati” per cui sarà fondamentale che cercate di analizzare le varie situazioni. Il consiglio, oltre a quello di non avere fretta, è quello di vedere oltre le cose.

Se siete li c’è un preciso motivo, e quel motivo vi porta a fare delle scoperte. Scoperte che vi fanno andare avanti nel gioco e che vi portano a uno o più finali. Quelle scoperte vi danno una combinazione, una password, una mappa e ulteriori indizi. E il tutto segue una logica ricorsiva. Noioso? Dipende solo da voi. C’è un mondo da scoprire.

L’importanza di un contesto

Vogliamo recitare la parte dell’avvocato del diavolo. È molto interessante il fatto che Bloober Team abbia scelto proprio questo momento per lanciare questa edizione “speciale”. Ok, l’arrivo della next-gen è un occasione troppo ghiotta da non poter sfruttare. Poi il gameplay e le ambientazioni la sanno sfruttare bene la potenza di calcolo di questa Xbox Series X. Luci, colori e texture sono ottimizzate per il 4K e il ray tracing, assecondate da un framerate che viaggia a 60fps. Il contesto che si crea è veramente notevole, e ricorda moltissimo un signor videogioco di nome CyberPunk 2077. Coincidenze?!

Sfruttare la scia mediatica del prossimo titolo di CD Projekt RED è una maniera per acquisire una maggiore visibilità. Far parte della lineup di Series X è sicuramente un bel “kicker”, ma anche l’essere accostati per genere e argomenti trattati a CyberPunk 2077 pure. Il punto è che in tutta questa situazione, è il contesto quello che conta.

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Il genere Cyberpunk rientra nelle cd. “nicchie”. Situazioni distopiche che vivono in un futuro che sembra un esasperazione del nostro attuale presente. Per questo motivo il tutto sembra lontanamente attuale, anche se questa distanza non è rigida ma si muove lungo un elastico.

Ironia della sorte, il nanophage, il virus che ha pesantemente colpito l’umanità in Observer System Redux, assomiglia a qualcosa molto vicino a noi. Vedete come il contesto del videogioco realizzato da Bloober Team comincia a non essere molto lontano dal nostro. L’effetto elastico è entrato in azione. Questo non fa altro che migliorare il fattore immersione, un elemento fondamentale nei videogiochi di questo tipo.

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In tre anni il mondo come lo conoscevamo è cambiato e vederlo proiettato nel 2084 e assistere alla sua trasformazione definitiva mette un po’ di angoscia. Come vi dicevamo, è colpa/merito del contesto.

Tra speculazioni e supposizioni, l’unico punto fermo è che questa software house di Cracovia di videogiochi ne capisce. Per adesso ci accontentiamo di Observer System Redux, anche se non vediamo l’ora di mettere le mani sopra a The Medium. Anche perché questa volta sono soli e senza possibili aiuti dall’esterno.

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Il commento

Arriviamo al termine della nostra recensione di Observer System Redux, giocato, vi ricordiamo, su console Xbox Series X. Come seconda nostra uscita sul campo next-gen è andata bene anche questa volta, anche se già lo sapevamo. Il gioco uscito nel 2017 piacque molto alla critica e ai giocatori. Bloober Team, approfitta della nuova generazione per rifare il look al suo gioco, sfruttando la potenza di calcolo e le nuove feature a disposizione. 

4K, 60fps e, perchè no, un pizzico di ray tracing. Sono questi gli ingredienti di questa ricetta che crea un piatto per un pubblico ricercato e di “nicchia”. Il genere dei thriller psicologici in prima persona è un club molto esclusivo ma la software house di Cracovia ha una bella dimestichezza con questo genere. Il ritmo non è veloce ma è un tratto ereditario delle avventure immersive. L’azione arriva ma a piccole dosi diradate. 

Vi deve piacere il genere, frase piuttosto scontata. Questo non vuol dire che non si può iniziare con Observer System Redux. Come battesimo del fuoco è un bell’inizio o, se preferite, un buon allenamento per quello che verrà.