Il ritorno di una leggenda celebrato con NINJA GAIDEN: Master Collection, il titolo della nostra recensione per console Xbox One. Correva l’anno 2007 quando Koei Tecmo e Team Ninja lanciarono sul mercato il primo capitolo di una fortunata trilogia che vedeva come protagonista il leggendario Ryu Hayabusa. I numeri parlano sempre chiaro: 6,8 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Una saga che ha messo tutti d’accordo, insomma. La formula ha subito dei cambiamenti nel corso dei 5 anni di attività. Il mondo del gaming stava cambiando, gettando le basi per le tendenze del momento. Tra i primi due Sigma c’è un abisso in termini di gameplay. Oggi, meglio di allora, se ne apprezza il senso, anche alla luce di quello che poi è stato il successo di Nioh. C’è molto di Ninja Gaiden nelle avventure del celebre pirata dai capelli d’argento.

NINJA GAIDEN Master Collection recensione xbox one

Una collection, quindi, da apprezzare nella sua interezza, sì, ma anche alla luce di quello che ha dato al mondo del gaming. Arriva in formato cross-gen, con una compatibilità che strizza l’occhio alle console di nuova generazione ma senza feature dedicate. I modelli poligonali sono gli stessi delle edizioni originali. Le uniche cose che cambiano sono le risuluzioni e i framerate, con i 4K “reali” e i 60 fps sempre assicurati. Scelta, questa, che premia i puristi e i nostalgici ma che lascia a bocca asciutta chi già si aspettava una Remastered “pompata”.

Ci accontentiamo, dunque, di una migliore fluidità delle scene, dei caricamenti veloci (ma nemmeno più di tanto, ndr), delle cutscene in formato PAL, e del ritorno del grande Hayabusa sulla scena. Con l’idea che tutto questo possa essere una grande prova generale di un futuro remake. La speranza c’è, e speriamo che questa sia accompagnata anche dalla volontà dei dev. E con questo ultimo sproloquio nostalgico termina la nostra consueta premessa. Vi lasciamo, quindi, alla recensione di NINJA GAIDEN: Master Collection, titolo vi ricordiamo, giocato nella sua versione per console Xbox One.

L’alba di Nioh

I padri fondatori del successo di Nioh devono moltissimo al loro passato, e in particolare al alla saga di Ninja Gaiden. L’eroe del del clan Hayabusa ha percorso epoche e generazioni ben lontane dalla nostra. Se pensate che il primo capitolo edito da Tecmo risale al 1988 capite bene che di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio. In Europa il gioco arrivò con il nome di Shadow Warrior, un’action platform frenetico e in linea con le tendenze “platformistiche” dell’epoca.

Il (re)reboot della saga, dopo l’esperienza del 2004, arriva nel 2007 con Ninja Gaiden Sigma. La formula, che all’epoca poteva anche essere leggermente azzardata, oggi sembra più attuale che mai. Un action RPG con una progressione del personaggio verticalizzata sul concetto di build. I combattimenti non erano molto frenetici e i tatticismi si sprecavano. Alla luce di quello che poi è stato ereditato in Nioh, il primo capitolo della trilogia ha un fascino ipnotizzante. Anche se la grafica è vetusta e i movimenti dei personaggi sono piuttosto legnosi, l’equilibrio tra attacco e difesa è perfetto.

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Tutto merito di un sistema di controllo del personaggio reattivo, che non invita in alcun modo allo smashing button compulsivo. Aspetto, questo, ritrovato in Nioh, dove ogni errore si paga caro. Il primo capitolo, se giocato in modalità difficile (cosa che vi consiglio assolutamente, ndr) fa emergere, però, tutti i difetti che il gameplay si porta dietro. Il primo su tutto è quello dei checkpoint, troppo distanti tra loro.

Il secondo capitolo della saga, Ninja Gaiden Sigma 2, aggiusta il tiro, perdendo, però, quella vena tattica in funzione di un action più spinto. Il gioco ci guadagna in spettacolarità, con una grafica molto più curata rispetto al predecessore. Il ninja Ryu Hayabusa acquista una caratterizzazione ben precisa, lasciando trasparire il suo lato umano. La componente RPG inizia pian piano a diventare sempre più marginale, lasciando ampio spazio alle combo e alle sequenze frenetiche.

L’apoteosi si raggiunge con il terzo capitolo, quello che perde il “Sigma”. Il tripudio del fast paced action, denso di combo spettacolari e sequenze cinematiche ad alto contenuto adrenalinico. Sono passati quasi dieci anni, questo è vero. Il divertimento, però, non ha tempo. È senza età. Questo fa capire la grandezza di questa saga, a nostro avviso, pronta per un ritorno in grande stile. Un ritorno che prende il nome di remake.

Un remake necessario

La recente moda delle collection ha messo a nudo alcune verità, che in passato, magari, potevano anche passare inosservate. I giochi, quando invecchiano, possono ancora regalare emozioni. La vena nostalgica scorre sempre viva in noi, anche se poi è facile accorgersi che alcune cose non possono più funzionare bene come prima. I ritmi di gioco sono decisamente cambiati e quando si hanno davanti queste edizioni, che non toccano minimamente il gameplay originale, è facile che il tutto non venga apprezzato come si deve.

NINJA GAIDEN: Master Collection non offre nulla di nuovo a livello di gameplay. Tralasciando la parte grafica, gli elementi di novità sono insiti nella presenza di tutti i costumi dei vari DLC e alcuni personaggi giocabili che prima erano solo “side”. Un po’ poco a nostro avviso, per una saga che mancava da quasi 10 anni sulla scena. Per carità, gli sviluppatori erano concentrati su altro, e, in particolare, sui due capitoli di Nioh. La nostalgia, però, desidera sempre il meglio.

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È anche vera una cosa. Questa collection può anche essere il primo passo verso un nuovo reboot della saga. In questi ultimi anni abbiamo assistito a numerosi ritorni in grande stile, in grado di riesumare titoli che sembravano, oramai, sulla via del dimenticatoio. Koei TECMO e Team Ninja, dopo le fatiche dei due capitoli Nioh, sono impegnate nello sviluppo di Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin, in uscita il prossimo anno.

Nel breve periodo la vediamo “tosta”. Per un ipotetico ritorno di nuova generazione si dovrà aspettare il prossimo anno, sempre se qualcuno abbia voglia di investirci sopra. Noi, in qualità di fan, il nostro investimento sentimentale lo abbiamo fatto. Un po’ poco, sicuramente, ma lo possiamo considerare un buon inizio. Se siete dei fan delle avventure del celebre Ryu Hayabusa, NINJA GAIDEN: Master Collection è una collezione che merita. Se riuscite, aggiungendo qualche euro in più, puntate alla versione “Deluxe”. I contenuti presenti sono degni di nota.

NINJA GAIDEN Master Collection recensione xbox one

In conclusione

NINJA GAIDEN: Master Collection è buon momento di sano amarcord. Rispetto alla trilogia originale troviamo solo un boost grafico come elemento di novità, con i 4K e i 60 fps che migliorano il già ottimo gameplay dell’epoca. Il mondo del gaming, nel frattempo, ha visto l’ascesa degli RPG e dei soulslike. Nonostante questo, il buon Ryu fa sempre la sua figura. Le dinamiche di gameplay mostrano i segni dell’età, anche se si comprendono meglio ora che all’epoca. 

I tempi e i modi di gioco sono cambiati, questo è un dato di fatto, ma la reattività dei controlli ancora stupisce. Qualcosa di raro persino oggi. Un’ennesima dimostrazione del fatto che, di videogiochi, Koei Tecmo e Team Ninja ne capiscono. L’esperienza di Ninja Gaiden è stata riversata in Nioh e i risultati si sono visti tutti. Da qui si capisce l’importanza di questa trilogia. La collection arriva, quindi, come giusta celebrazione del momento, con la speranza che tutto ricominci con un reboot della saga. I tempi sono maturi.