MotoGP 22, la recensione su console PS5

Quando realismo fa rima con difficile

MotoGP 22 recensione ps5

Semaforo verde e si riparte con MotoGP 22, il titolo della nostra recensione della versione per console PS5. E siamo ancora in compagnia di Milestone, per il terzo anno consecutivo, in quello che possiamo definire il capitolo della “consacrazione”. Un termine pesante, che va ovviamente contestualizzato. L’ultimo triennio del SIMs su due ruote della software house milanese è stato il più importante. Siamo stati testimoni di una progressione importante, dal cambio di engine grafico sino all’importante spinta manageriale della modalità Carriera.

La nuova edizione promette altrettante novità, anche se non quelle che ci aspettavamo. Il passaggio all’UE 5, per esempio, non c’è stato, optando per una soluzione più safe e con lievi miglioramenti lato grafico. La Carriera insegue la scia di quella dello scorso anno, assomigliando (quasi) ad un copia-incolla dell’edizione 2021. La parte ingegneristica è stata enfatizzata lato gameplay, con la percezione di avere tra le mani un titolo ben più difficile rispetto quello a cui eravamo abituati. La presenza del tutorial e di una MotoGP Academy ne sono un chiaro segnale.

MotoGP22 anna

Orfani del Dottore, andremo a rivivere la stagione più bella dell’ultimo ventennio della MotoGP. Milestone non è immune al successo della docu-fiction “Drive to Survive”, e ne crea una tutta sua. Il giornalista Mike Davies ci porterà indietro sino al 2009, con un Valentino Rossi conteso tra Casey Stoner, Dani Pedrosa e l’emergente Jorge Lorenzo. 10 tappe, in un viaggio nel tempo ricco di adrenaliniche emozioni.

Ancora una volta, abbiamo optato per la versione PS5. Al pari di MotoGP 21, il DualSense fa dei miracoli in chiave immersione. Questa volta il gas e il freno vengono influenzati pesantemente dalla gestione dell’elettronica. Le condizioni della pista e il nostro stile di guida fanno il resto, in quella che possiamo definire il nuovo punto di partenza del franchise di casa Milestone. La nostra recensione di MotoGP 22 è pronta sui blocchi di partenza, in attesa del vostro via.

Prime impressioni: Più difficile degli scorsi anni

L’accoglienza è delle migliori. La nostra esperienza in MotoGP 22 inizia con un bel tutorial dove si studiano le basi del sistema di guida. La prima parte è dedicata sul come stare in sella e interpretare gli aiuti che ci vengono forniti. L’assist visivo ci spoilera il concetto di limite, un qualcosa con cui dobbiamo fare i conti sempre e comunque nel corso della nostra esperienza di guida. Un qualcosa che ci farà togliere numerose soddisfazioni, mettendo in conto un numero cospicuo di delusioni. Un qualcosa che non era mai stato spiegato bene come in questa occasione.

La seconda parte del tutorial ci mette faccia a faccia con quello che è il cuore di MotoGP 22: l’elettronica. Quest’anno è tosta, ben di più delle passate stagioni. Gestire questo aspetto è fondamentale se si vuole transitare nel mondo competitivo, per cui è bene prestare attenzione sin da subito. Dominarla non sarà facile, soprattutto con l’introduzione della gestione del freno motore.

MotoGP 22 nine season 2009

Se poi non siete ancora soddisfatti, sono aperte le iscrizioni alla MotoGP Academy. Uno spazio interamente dedicato alle sfide in cui si unisce l’utile e il dilettovole, un po’ sulla falsa riga del sistema a patenti di Gran Turismo 7 (ma senza l’abilitazione alla guida, ndr). La nostra bravura viene premiata con delle medaglie e il nostro nome accanto alla scritta “New record”. Inseguendo il miglior tempo si acquisiscono delle competenze che prima faticavamo ad ottenere se non per il tramite di penosi piazzamenti e pesanti delusioni.

A livello di modalità, l’offerta contenutistica non cambia di moltissimo. La Carriera non subisce grossi scossoni e il rammarico di non avere tra le mani una componente ingegneristica come si deve (magari come quella di RIMS Racing, ndr), ci lascia un po’ di amaro in bocca. Ad addolcire la pillola ci pensa NINE Season 2009, l’inedita modalità narrativa ispirata alla docu-serie Netflix “Drive to Survive”. Questa prende il posto della componente storica del franchise, che ci ha permesso di salutare alcune vecchi glorie per un’ultima volta. Con un sorriso sulle labbra ed un arrivederci.

Contesto di gioco: Anche le due ruote hanno un cuore

Il franchise simulativo di casa Milestone aveva bisogno di un importante scossone per uscire da quel suo torpore che si apprestava fisiologicamente ad affrontare. Eguagliare il successo di MotoGP 20 e MotoGP 21, arrivati in un infausto contesto pandemico, non era mica una cosa da poco. La software house milanese, emulando quanto visto in F1 2021, tenta la strada della narrazione. Il regista inglese Mark Neale, ci racconta con circa 50 minuti di riprese originali la storia di una delle più incredibili stagioni dello sport motociclistico.

La classe regina vedeva in corsa per il titolo Valentino Rossi, Casey Stoner, Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo. Nove iconiche gare dove, tra sportellate e derapate, “il vietato fumare” del buon Guido Meda è divenuto un must per tutti gli amanti delle due ruote. A turno, dobbiamo vestire i panni di uno dei 4 piloti e portare a termine determinati obiettivi, alcuni dei quali si riveleranno molto ostici.

MotoGP22 esports

Questa modalità introdotta in MotoGP 22 ci mette davanti ad una dura verità. Se vogliamo iniziare la nostra avventura con un po’ di sanissimo amarcord bisogna mettere in conto qualche dose di malsana frustrazione. Qualcosa è cambiato quest’anno. Il realismo – quello vero e non in senso figurato – è piombato “a bomba” nel gameplay e a pagarne le conseguenze siamo noi e il nostro ricordo dei tempi che furono.

Milestone ci mette alla prova e alza il livello di difficoltà. Mette a disposizione, però, tutti gli strumenti per fare bene e partire nel migliore dei modi. La MotoGP Academy, per esempio, è uno di questi. Non dobbiamo fare l’errore di agire con superficialità, credendo di essere già piloti navigati per via delle positive esperienze delle passate stagioni. Essere gli “irriducibili” del franchise vi fa partire con un punto a favore, ma occorre tanta sana umiltà per migliorare.

Gameplay: Dominare le variabili

In maniera del tutto analoga rispetto le nostre esperienze con le passate edizioni, l’avventura in MotoGP 22 è iniziata con la modalità Carriera (e sempre dalla Moto 3, ndr). Da perfetti Sig. Nessuno siamo saliti su un indomabile puledro, pronti per trasformarlo in un possente stallone. Un sogno che ci ha messo un po’ prima di decollare, anche se le soddisfazioni sono state molto più intense che in passato.

In gara ci sono numerose variabili da gestire, che rimbalzano tra box e pilota. La configurazione della moto va studiata nel corso delle libere, per essere poi perfezionata nelle qualifiche ed arrivare alla gara “già belli che navigati”. Giro dopo giro, iniziamo a dare un nome e cognome alle varie curve, facendo fruttare al meglio l’ora a disposizione prima di arrivare alla domenica. Ed è solo così, annusando l’asfalto, che si arriva a capire il senso delle novità che Milestone ha riservato per noi in MotoGP 22. E come se fosse un test di fiducia, che non tutti hanno il coraggio ho la voglia di confrontarsi. È molto facile, all’inizio, demoralizzarsi, specie se si ha un trascorso con il franchise. MotoGP 20, al confronto, sembra un titolo arcade.

MotoGP22 carriera

L’elettronica è il cuore pulsante di questa nuova edizione del motociclistico di Milestone. L’azienda milanese ci è andata giù pesante, obbligando il giocatore di turno a farci i conti in un modo o nell’altro. Questa agisce come una delle tante variabili che orbitano attorno alla guidabilità e alla competitività della moto. La ricerca dell’equilibrio, infatti, viaggia tra la meccanica dei componenti e come questi vengono sfruttati. Gira che ti ri-gira, si deve –  sempre e comunque – affrontare il verdetto della pista.

“Sul cordolo” qualcosa è cambiato, con il feedback aptico che ci lancia degli importanti stimoli da cogliere. I trigger del DualSense si irrigidiscono quando ci si avvicina troppo al centro di curva, per cui si è chiamati a un’attenzione maggiore in questi termini. Stessa cosa vale per la ricerca del punto di corda, assai più difficile rispetto agli scorsi anni. Non è facile disegnare la traiettoria ideale a priori, visto che i consumi sono sempre in agguato.

Dimensione artistica: Dove (non) osano le aquile

Milestone non vuole osare, puntando, ancora una volta, sull’Unreal Engine 4. Una scelta che si dimostra intelligente, in primis, ma anche sicura e poco rischiosa. Epic ha reso disponibile il suo nuovo engine già da un po’, ma questo non è bastato ad attirare l’interesse della software house milanese. Il risultato di questa scelta è un comparto grafico che non si distanzia molto da quanto già visto lo scorso anno. Le animazioni dei piloti sono leggermente migliorate, con le cadute che non danno luogo a situazioni fuori dalle leggi della fisica.

Interessante l’introduzione della deformazione dello pneumatico, ravvisabile solo quando si entra in modalità foto. Quest’ultima feature permette di apprezzare al meglio l’ottimo lavoro svolto dal team grafico di Milestone nel cogliere gli infiniti dettagli racchiusi nei bolidi su due ruote. L’asfalto del circuito cambia consistenza nel corso della gara, ma resta soggetto alle sole condizioni atmosferiche. Incidenti e detriti non vengono ancora presi in considerazione dal gameplay.

MotoGP22 circuiti

D’altro canto si assiste ad una maggiore fluidità dei movimenti in fase di piega, e in generale, in quelle di guida. Pilota e moto sono adesso un tutt’uno, e questo vale nella buona e nella cattiva sorte. A guadagnarci, in questo bel matrimonio, è il fattore immersione. La “3 giorni” fila via tra gioie e dolori, ma le soddisfazioni salgono sempre sul podio. Certo, avessimo avuto una grafica da urlo – così come promette l’UE 5 – sarebbe stato sicuramente meglio, anche se comprendiamo le difficoltà del momento.

L’apice della soddisfazione, sotto il profilo artistico e creativo, lo raggiungiamo con NINE Season 2009. Il mix documentario/gameplay funziona alla perfezione e la speranza è quella di assistere all’inizio di qualcosa destinato a continuare. Noi, dal canto nostro, ci saremo sicuramente. Tocca a voi decidere cosa fare.

MotoGP 22 piloti

In conclusione

Onestamente non ci aspettavamo un livello di difficoltà così alto in MotoGP 22, ed è stato una piacevole sorpresa. Apprezzabile il fatto che Milestone ammetta anche – in maniera tacita – alcuni suoi errori del passato e inserisce un tutorial base e la MotoGP Academy. Piccoli passetti che puntano ad un espansione della base giocabile. Da “veterani” – per modo di dire – abbiamo tentato di buttarci direttamente nella mischia. L’atterraggio, però, è stato dei più distastrosi. 

L’elettronica è ormai diventata la bestia nera per ogni aspirante pilota virtuale. Evitarla è impossibile, anche perchè la guidabilità della moto non prescinde da questa. A peggiorare il tutto ci pensa anche la rinnovata sensibilità della moto, non più immune ai bruschi dislivelli e alle altezze dei cordoli. Per quanto l’asticella della difficoltà si sia bruscamente alzata, non assistiamo ad un offerta contenutistica che si distanzia moltissimo da quella dello scorso anno. La modalità Carriera è rimasta ferma ai box, con la parte ingegneristica troppo dipendente dell’AI. 

L’eccezione è rappresentata da NINE Season 2009, la versione di casa Milestone di “Drive to Survive”. 50 minuti di filmati, intervallati da sessioni giocabili con obiettivi. Come avrete visto, non abbiamo riservato parole d’elogio per la tecnologia AI A.N.N.A. e la dimensione competitiva online di MotoGP 22. Non è stata una nostra dimenticanza, bensì una scelta ben precisa. Abbiamo, infatti, puntato i riflettori sulla questione della difficoltà per il semplice fatto che è un’aspetto che può spaventare se non contestualizzato. Noi ci abbiamo provato, sperando di averlo fatto nel migliore dei modi.