Football Manager 2023, la recensione su PC

Giacca e cravatta o tuta?

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Ci accompagna da oltre 20 anni, e come di consueto arriva il momento di Football Manager 2023, il titolo di questa nostra recensione della versione PC. Un appuntamento fisso, una ricorrenza da segnare nel calendario, un evento da celebrare e che ci spinge a cancellare tutti i nostri impegni per qualche giorno (laddove possibile, si fa per dire). Sports Interactive ci presenta il suo gioiellino con le dovute e richieste novità. Sappiamo bene quanto la community “coccoli” il manageriale di calcio della software house inglese, forse tra i titoli che più annovera un seguito così nutrito a livello di fan.

Non vi aspettate, però, degli stravolgimenti epocali. Quelli non rientrano più nei piani triennali entro cui sembra muoversi lo sviluppo del titolo. Dopo l’edizione che propone il “big update”, le altre inseguono il percorso già tracciato con degli interventi utili ma non strutturali. Quest’anno, infatti, lo scossone arriva con l’inserimento delle licenze ufficiali delle competizioni europee. Finalmente la Champion’s League, l’Europa League e l’UEFA Europa Conference League regaleranno dei momenti unici nel corso della settimana calcistica di ogni allenatore. Un nuovo mordente per puntare alle competizioni “che contano”.

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Il mercato vede un miglioramento sensibile del ruolo dell’agente, che passa da parte passiva ad attiva nel corso di una trattativa. Sempre in ottica mercato, ma con uno sguardo anche alla gestione della rosa, si dimostra interessante la presenza della nuova feature dello Squad Planner, un’area in cui è possibile analizzare il potenziale dei giocatori e vedere come si “sposano” all’interno di una o più tattiche. Un occhio di riguardo è stato riservato anche al ruolo della tifoseria, che mette il manager di turno tra l’incudine e il martello. La temibile scure non è più nelle mani della sola dirigenza, anche il pubblico reclamerà la nostra testa se la squadra non gira.

Bene, il tempo per le consuete premesse sembra essere arrivato al termine. Senza dilungarci oltre, vi lasciamo alla nostra recensione di Football Manager 2023, titolo, vi ricordiamo, giocato nella sua versione per PC (Steam).

Un futuro da pianificare

In Football Manager 2023 non vestiamo solo i panni di un allenatore “all’italiana”, ma siamo dei veri e propri manager in stile Sir. Alex Fergusson. Gli aspetti da controllare sono molteplici, dal mercato al monte ingaggi, sino ad arrivare alla gestione della tattica e dello spogliatoio. Si passa dalla giacca e cravatta alla tuta in maniera continua e costante, il tutto tenendo a mente sempre i traguardi che la dirigenza ci ha imposto di raggiungere.

In questa baraonda è molto facile perdere la bussola e non sapere più il “perché” e il “per come” di alcune nostre scelte, anche in ottica mercato. La foga di correre ad acquistare è insita in ogni manager che ha fame di successi e vittorie, e talvolta può diventare controproducente nell’economia della stagione. La regola base è sempre la stessa: mai fare il passo più lungo della gamba.

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Per evitare passi falsi Sports Interactive ha introdotto in Football Manager 2023 questa nuova feature dove e possibile fare delle proiezioni rispetto alla rosa e al modulo di gioco scelto. Appena approdiamo in un nuovo team veniamo bombardati di messaggi e rapporti che non consentono una visione d’insieme rispetto alla rosa da gestire. Sinora si è sempre ragionato sui singoli e mai in un contesto d’insieme. Adesso tutto questo è possibile, con tanto di proiezioni verso il futuro.

L’aspetto, però, che più ha destato il nostro interesse è la possibilità di riorganizzare la rosa secondo una matrice di esperienza e prospettive di crescita. Questo, a nostro modesto avviso, è il volano perfetto per la costruzione di un team che vede giocatori affermati prendere per mano i giovani e guidarne la loro crescita. Un aspetto molto a cuore alla community del manageriale di calcio e che gli sviluppatori non hanno mai abbandonato in questi anni, sino alla perfetta celebrazione del momento con l’introduzione di questo Squad Planner.

Non solo licenze ufficiali

Il sogno di ogni allenatore è quello di sentire la “musichetta” della Champion’s League non solamente dallo schermo, ma in campo respirando l’atmosfera delle gare che aspetti da una vita. Football Manager 2023 ci farà provare questa emozione, magari dopo una carriera iniziata con la Pro Vercelli e il caldissimo pubblico del Silvio Piola. Chi vi scrive pratica questo rituale da ormai più di vent’anni a questa parte, sognando sempre in grande.

Un sogno che adesso coincide con le competizioni europee. La presenza delle licenze ufficiali della Champion’s League, l’Europa League e l’UEFA Europa Conference League – oltre quelle di alcuni grandi club italiani ed europei in genere – arricchisce ulteriormente l’offerta contenutistica di questo nuovo capitolo del manageriale di calcio edito da Sports Interactive. Sin dal fatidico giorno del sorteggio, il contesto delle Coppe si tinge di nomi e colori ufficiali, senza le fisiologiche omissioni di questi ultimi anni.

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In tutto questo ben di Dio, c’è un piccolo fattore che quest’anno definire determinante è un eufemismo. Si tratta della tifoseria, da sempre una presenza costante in ogni Football Manager ma che non ha mai avuto un ruolo attivo ai fini dell’esperienza finale. Quest’anno la musica cambia di parecchio. Siamo, infatti, costretti ad ascoltare gli umori dei sostenitori del club, che non sempre coincidono con quello che si aspetta la dirigenza dal nostro operato. Una situazione che ci mette nella scomoda posizione tra l’incudine e il martello.

Una tifoseria che assume delle connotazioni diverse a seconda della categoria in cui vi trovate. Torniamo sempre alla nostra amata Pro Vercelli e alle 5.500 persone che animano il giorno partita e non solo. È importante conoscere il calore di questa tifoseria, anche per capire che tipo di allenatore dobbiamo essere. Lo stadio è un grande teatro dove noi siamo i registi dello spettacolo. Chiedetelo a Jose Mourinho, Jurgen Klopp e Pep Guardiola, che vanno oltre il ruolo del manager diventando dei veri e propri trascinatori.

Piccoli update e grandi esclusi

Come ogni anno non possiamo dire di essere pienamente soddisfatti. Football Manager 2023 propone degli update che investono alcune aree del titolo più di altre, tralasciando alcuni aspetti che meritano, a nostro avviso, un intervento già da qualche anno a questa parte. Tutto il marketing e il business legato alla gestione del team vengono subiti passivamente in fase di gioco. Non abbiamo alcuna voce in capitolo sulla costruzione di un eventuale campus per far crescere i campioni del futuro, veicolare le vendite del merchandising e la possibilità di gestire un team esports. Sono solo esempi di quello che non possiamo fare, aspetti che non sembrano minimamente interessare agli sviluppatori.

Graficamente non siamo ancora ai livelli prestazionali grafici che si potrebbero idealmente raggiungere con le potenzialità delle attuali schede grafiche. Non vogliamo un qualcosa in stile FIFA 23 ed eFootball 2023, ma qualcosina di più si potrebbe fare. Le animazioni sono migliorate, così come l’AI e i movimenti in genere. Purtroppo, succedono ancora delle cose inspiegabili, con portieri che compiono dei movimenti scellerati a prescindere dalle loro stats. E poi c’è ancora il solito momentum del post campionato d’inverno, con l’immancabile serie di risultati negativi che veicolano la nostra frustrazione in direzione poco rassicuranti.

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Interessante, invece, il rinnovato ruolo dell’agente del giocatore, con cui imbastire delle vere e proprie guerre fredde per ottenerne il cartellino. Si deve passare da lui per tentare di portare a casa la stella del futuro o il campione del momento, uno sbarramento fatto di strategie e concessioni. Non si ottiene nulla per nulla, ma non è detto che usciremo sconfitti dalla battaglia, non se pendiamo troppo dalle labbra dall’aspirante Raiola (pace all’anima tua buon Mino).

E poi un giusto riconoscimento al “mazzo” che ci siamo fatti nel corso della stagione – e della nostra carriera in genere – arriva dalla Timeline del Manager. Un momento in cui analizzare, a bocce ferme, quanto sinora costruito, ricordando gli alti ma anche i bassi, le difficoltà, le sfide e comprendere come tutto è cominciato. Utile alla fine della stagione, ma anche quando la fortuna sembra averci voltato definitivamente le spalle. Il mestiere del manager non è cosa facile, indi per cui un bello specchio è sempre utile.

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In conclusione

Contenti o delusi? Come sempre ogni edizione ci lascia soddisfatti a metà, con novità che interessano alcune aree specifiche del gameplay, lasciando inesplorati settori che meritano già da qualche anno interventi importanti. Football Manager 2023 si concentra sul ruolo dell’agente e sulla riorganizzazione della costruzione della rosa nel breve-medio-lungo termine. La presenza, inoltre, delle licenze ufficiali delle competizioni UEFA arricchisce ulteriormente l’offerta contenutistica, con contesti e situazioni che assumono delle connotazioni reali. 

RASSEGNA PANORAMICA
Prime impressioni
8.0
Contesto di gioco
8.0
Gameplay
8.5
Dimensione artistica
7.5
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football-manager-2023-pcContenti o delusi? Come sempre ogni edizione ci lascia soddisfatti a metà, con novità che interessano alcune aree specifiche del gameplay, lasciando inesplorati settori che meritano già da qualche anno interventi importanti. Football Manager 2023 si concentra sul ruolo dell'agente e sulla riorganizzazione della costruzione della rosa nel breve-medio-lungo termine. La presenza, inoltre, delle licenze ufficiali delle competizioni UEFA arricchisce ulteriormente l'offerta contenutistica, con contesti e situazioni che assumono delle connotazioni reali.