Medal of Honor: Above and Beyond

Electronic Arts e Respawn Entertainment hanno pubblicato il loro terzo approfondimento sulla creazione dei videogiochi, descrivendo nel dettaglio come il team si è avvicinato allo sviluppo di Medal of Honor: Above and Beyond, la cui realtà virtuale sarà al centro dell’esperienza di gioco.

L’articolo evidenzia il pensiero creativo del game director Peter Hirschmann, dalla sua esperienza che ha gettato le basi per i controller degli sparatutto all’inizio della serie, fino ad arrivare al più recente lavoro sul controllo del movimento 1-to-1, evidenziando come cambia l’esperienza gameplay. Hirschmann ha anche discusso del profondo livello di immersione che la realtà virtuale fornisce, con suoni autentici, luoghi accuratamente realizzati, al cui centro c’è una natura emozionale.

L’articolo include anche il commento di Mike Verdu, VP of Content per Facebook Reality Labs, che definisce Medal of Honor come il franchise ideale da sfruttare con Oculus, affermando che “tutto ciò che i fan amano del franchise MOH è perfettamente adatto a un’esperienza VR amplificata. Che ci si trovi su un treno, in un sottomarino, su un carro armato o si stia suonando un pianoforte, tutte queste esperienze tattili non avrebbero lo stesso effetto con un gamepad…siamo in grado di far provare al giocatore questo mondo in un modo nuovo e più viscerale.”

Medal of Honor: Above and Beyond, l’esperienza in VR

Medal of Honor: Above and Beyond è un’esperienza immersiva in VR ricca di azione e, ambientata durante la seconda guerra mondiale, in cui vestirai i panni di un agente dei Servizi Strategici (OSS) degli Alleati in un’Europa consumata dal conflitto. Un’avvincente campagna per giocatore singolo ti immergerà in eventi storici su terra, aria e mare, per sabotare le basi naziste, sovvertire i piani del nemico, aiutare la Resistenza francese e altro ancora. In questa serie di blog daremo uno sguardo ravvicinato al processo di sviluppo di questo titolo: dagli sforzi del team audio per riuscire a riprodurre il suono autentico di un carrarmato Sherman, alle interviste approfondite con i veterani della Seconda guerra mondiale presenti nel gioco. In questo primo articolo, abbiamo parlato con il game director Peter Hirschmann dello sviluppo della campagna narrativa di Above and Beyond e abbiamo ricevuto informazioni vitali per le prossime missioni.

Peter Hirschmann racconta storie nell’universo di Medal of Honor da più di 20 anni. Nel 1999 ha scritto e diretto il primo Medal of Honor. Anche se la tecnologia ha fatto passi da gigante, l’obiettivo non è cambiato: “dobbiamo essere realistici per regalare emozioni autentiche e per rendere giustizia all’esperienza delle persone che hanno combattuto la guerra e sono sopravvissute”, ci racconta Peter. Questa rigida etica lavorativa comporta una notevole attenzione ai dettagli, dagli emblemi delle singole unità ai suoni delle armi, ma altrettanto importante è “restare fedeli alla veridicità delle emozioni trasmesse”. Il team ha passato quattro anni e centinaia di ore, a intervistare veterani della Seconda guerra mondiale riguardo la loro esperienza. “Abbiamo parlato con molti sopravvissuti, da membri della Resistenza francese a persone presenti a Omaha Beach durante il D-day…” Queste interviste (unite a un minuzioso lavoro di ricerca) hanno portato Peter e il team a “creare una storia che attinge da quelle verità, ispirata a ciò che queste persone hanno dovuto affrontare”. La campagna narrativa non si basa direttamente sulle loro esperienze, ma il loro aiuto è stato fondamentale nel trasmettere i dettagli emozionali nel modo giusto.

Above and Beyond è una storia che attinge all’esperienza umana, a come le persone normali, diventate soldati, hanno reagito a uno degli eventi più importanti della storia umana. In Medal of Honor: Above and Beyondassumerai il ruolo di un ingegnere militare che viene reclutato nell’OSS (Office of Strategic Services). Questa organizzazione, antenata dell’odierna CIA, fu fondata per condurre operazioni di spionaggio e sabotaggio dietro le linee nemiche durante la Seconda guerra mondiale. Si tratta del contesto perfetto per il tipo di storia che Peter voleva raccontare. “L’OSS si occupò di missioni cruciali durante la guerra e fu fondamentale nel rovesciarne le sorti. Possiamo quindi mettere i giocatori in situazioni dove la posta in gioco è estremamente alta”, sostiene Peter. Le missioni porteranno i giocatori dalla Tunisia all’Europa, facendo vivere loro alcuni dei momenti salienti della guerra. Sebbene molti dettagli siano ancora top secret, tra le altre missioni ti troverai ad assaltare Omaha Beach, a infiltrarti in una fabbrica di razzi V-2 nazista sull’isola di Peenemünde e a travestirti per sgattaiolare a bordo di un U-Boat tedesco.

Al tuo fianco per la maggior parte delle missioni ci saranno due nuovi personaggi: un sergente veterano e pensieroso che ha visto con i suoi occhi il prezzo della guerra e un giovane medico inglese ansioso di combattere contro i nazisti. I fan della serie riconosceranno sicuramente alcuni volti noti. Manon Batiste, una grintosa combattente della Resistenza francese, presenza quasi fissa nella serie, è tornata e questa volta ha un ruolo importante nella storia, assieme al Dott. Gronek, uno scienziato esperto di razzi che forse ricorderai come personaggio nel titolo originale del 1999, Medal of Honor.

LA STORIA TI CIRCONDA

In Medal of Honor: Above and Beyond, la telecamera sono i tuoi occhi. Tutto è visto dalla prospettiva del personaggio. “Un’esperienza narrativa in VR ha davvero una marcia in più, perché i personaggi si rivolgono direttamente a te”, ricorda Peter. Per una serie che da sempre punta a mettere i giocatori nell’uniforme di un soldato della Seconda guerra mondiale, la piattaforma Oculus Rift è rivoluzionaria. “Una volta che indossi il visore e ti trovi proprio lì, è davvero incredibile. Le interpretazioni dei personaggi prendono vita in un modo non replicabile al di fuori di una piattaforma VR”. Queste storie hanno un potere di coesione emozionale fuori dal comune e Peter ritiene che la VR possa renderle ancora più d’impatto. Del resto, gli piace affermare che “indossare un Oculus Rift è quanto di più vicino abbiamo a una macchina del tempo”.

Siamo entusiasti di poter condividere questi dettagli e non vediamo l’ora di mettere la storia nelle tue mani. Siamo sicuri di aver creato un’esperienza divertente da giocare, ma speriamo che i giocatori vi traggano anche qualcosa in più. “Se pensate per un attimo a cosa deve essere stato, a mettervi davvero nei panni di queste persone, avrete una prospettiva migliore su ciò che hanno passato e potrete confrontarla meglio con il mondo di oggi”, ci ha detto Peter. Speriamo che il gioco spinga i giocatori a interessarsi alla Seconda guerra mondiale anche dopo aver finito la campagna. Nel frattempo, continueremo con i nostri sguardi approfonditi allo sviluppo del gioco. Nel prossimo articolo, scopriremo il processo di riprodurre suoni fedeli a quelli presenti nella Seconda guerra mondiale in un ambiente a 360°. Alla prossima!