Crash Bandicoot 4 Its About Time recensione ps4

A un passo dalla next-gen, una vecchia conoscenza fa il suo ritorno con Crash Bandicoot 4: It’s about Time. Ovviamente, per celebrare questo momento, non poteva che mancare una nostra recensione per console PS4. Sono passati più dieci anni dalla sua ultima apparizione. Quella che sembrava dovesse chiudersi con una trilogia, apre invece ad un nuovo e interessante filone della saga. Naughty Dog cede il passo a Toys for Bob, sotto il vigile occhio di Activision. Quando si parla di Crash Bandicoot, si parla di un’icona del mondo dei videogame, per cui il “vietato sbagliare” è pressoché scontato.

L’annuncio è arrivato quasi inaspettato all’inizio di quest’estate. Mai sorpresa fu così tanto gradita. Donare nuova luce ad una saga che, di fatto, ha scritto un pezzo di storia della Playstation, sa come di “presagio”. Magari potrebbe essere una prova generale per un reboot della saga, magari su next-gen. Un messaggio importante, comunque, è stato lanciato e si chiama multipiattaforma. Quello che da sempre è stato un esclusiva Sony, bussa alla porta di casa Redmond, sempre aperta quando si parla di videogiochi con la “V” maiuscola.

Crash Bandicoot 4 Its About Time recensione ps4

Cosa aspettarsi da questo quarto capitolo sui famosi marsupiali? Crash Bandicoot 4: It’s about Time eredita tutto quello che di buono è stato fatto in oltre vent’anni di attività. Non è facile gestire un gameplay solido come questo, basato su una magica alchimia tra platform e action. Ma i ritmi di gioco sono cambiati. La nuova generazione dei gamer è molto esigente e non è disposta a dedicare troppo tempo a un videogioco poco catchy.

Le tradizioni sono comunque state rispettate, aprendo verso scenari prospettici molto interessanti. Il fatto di poter giocare, sin dal primo istante, scegliendo tra modalità moderna e retro fa capire subito il taglio che Toys for Bob ha scelto per questo quarto capitolo della saga. Noi ci siamo divertiti, anche lasciandoci andare a qualche piacevole ricordo nostalgico. Se volete scoprire com’è andata non vi resta che proseguire con la nostra recensione di Crash Bandicoot 4: It’s about Time, titolo, vi ricordiamo, giocato nella sua versione per console PS4.

Tu lo conosci Crash?

Ogni brand che si rispetti ha il suo personaggio simbolo. Sega ha Sonic, Nintendo ha Mario e Xbox ha il suo intramontabile Master Chief. Sony e la sua Playstation invece? Qual’è il suo personaggio più rappresentativo? In passato questa domanda poteva avere anche una risposta rapida. Con il tempo la console nipponica ha ospitato diversi personaggi carismatici, che hanno fatto dimenticare quanto di buono il vivace bandicoot avesse fatto nei primissimi anni di vita della Playstation. Mancanza di rispetto? No, fa parte delle regole del gioco.

Se pensate che Crash Bandicoot 3: Warped usciva su PS1 il 5 dicembre del 1998, potete tranquillamente trarre le vostre conseguenze da soli. All’epoca, probabilmente, la nuova generazione dei gamer nemmeno era nata, perdendosi, di fatto, tutta la storia pregressa della saga. Crash Bandicoot 4: It’s about Time è l’occasione perfetta per ricucire lo strappo con il passato. Nemmeno a farci apposta, questo concetto è alla base della storia di questo nuovo capitolo della saga. Tornano Crash e Coco nel ruolo di buoni. Dall’altra parte ci saranno Cortex e N.Tropy pronti a tornare sul campo in cerca di vendetta. La loro malvagia genialità, anche grazie all’ausilio della maschera Uka-Uka, gli permette di aprire un varco spazio-tempo e fuggire dalla prigione in cui erano detenuti.

Crash Bandicoot 4 Its About Time recensione ps4

La frattura creata dalla porta dimensionale sovverte, però, gli equilibri dell’intero universo. In ausilio del buon Crash, oltre alle nuove abilità ed evoluzioni apprese, 4 nuove maschere doneranno inediti poteri ai nostri eroi. Tra grindate, salti con la fune, inseguimenti al cardiopalma e intense boss-fight, di sicuro, non vi annoierete. Certo, non sarà quel gioco carico di colpi di scena, sequenze mozzafiato e momenti epici. Ma non vuole di certo esserlo, anzi, non deve in alcun modo.

Crash Bandicoot è sinonimo di divertimento, quello sano e genuino che proviene da un epoca remota. Quando, per intrattenere, bastava correre e saltare a “più non posso”. È quella finestra sul passato in grado di dirti “chi eri” e farti capire “dove sei arrivato”. Tutto questo sempre rispettando le tradizioni dei padri fondatori, quelli che hanno dato alla luce la saga di The Last of Us, tanto per capirci.

Rispetto per le tradizioni

Può sembrare un concetto banale ma, quando si parla di videogiochi, il rispetto per “ciò che è stato” è fondamentale per evitare di commettere errori fatali. Toys for Bob, anche grazie al supporto di Beenox e Activision, ha provato a rischiare “qualcosina” a livello di gameplay. Pur mantenendo la spensieratezza e il divertimento come costante, ha rivolto i riflettori anche sul comparto grafico, forte della potenza dell’Unreal Engine.

Anche il level design segue questa nuova rotta. Ci sono momenti in cui sembra di ritornare indietro di vent’anni e anche oltre. Quando la telecamera passa dal “dietro alla spalle” al “finto 2D” in stile platform old-style, si assiste a un momento di pura poesia. Sono in questi dettagli, all’apparenza banali, in cui si vede il rispetto per “quello che è stato”. Purtroppo, per noi, solo questo oggi non basta. Bisogna dare quel “qualcosa in più” e non accontentare solo una parte del pubblico.

Crash Bandicoot 4 Its About Time recensione ps4

Per coinvolgere attivamente le nuove leve, Crash Bandicoot 4: It’s about Time preme sull’acceleratore dell’action. Il folle marsupiale, oltre a roteare e saltare all’impazzata, può correre sui muri, oscillare con le corde, guidare veicoli, grindare su tubi. L’obiettivo è sempre il solito: finire il livello raccogliendo quanti più Wumpa possibili. In palio, però, non ci sono solo le famose gemme. Nuove skin e concept art sono li che vi aspettano.

Crash e Coco possono contare sull’aiuto delle nuove e potenti maschere. In Crash Bandicoot 4: It’s about Time ce ne sono di 4 tipologie, ciascuna con un potere diverso. C’è quella che inverte la gravità, in grado di capovolgere pavimento e soffitto. C’è anche quella in grado di fermare il tempo, utile se la situazione diventa troppo frenetica. Non mancheranno, anche in questo quarto capitolo, le temibili boss fight e i terrificanti inseguimenti.

Questioni di punti di vista

Siamo stati abituati a giocare “quasi” sempre nel ruolo dei buoni. Durante i primi 3 capitoli della serie vestivamo solo ed esclusivamente i panni di Crash e della sua geniale sorellina Coco. La missione era sempre la stessa, sventare i piani di Cortex e dei suoi scagnozzi. Toys for Bob decide di rompere questo schema, introducendo le Timelines.

Queste raccontano la storia di Crash Bandicoot 4: It’s about Time da una prospettiva inedita, quella dei cattivi. Nei panni di Cortex, N.Tropy, Tawna e Dingo ci divertiremo a “platformare” utilizzando le loro abilità speciali. Questo servirà per sbloccare parti della storia e raccontare momenti del tutto inediti. Forse potremmo capire il “perché” del loro essere cattivi.

Crash Bandicoot 4 Its About Time recensione ps4

Oltre alle Timelines, ci sono anche Flashback Tapes, che rappresentano una vera e propria chicca. Se siete dei perfezionisti e volete completare ogni singolo livello, rompendo tutte le casse presenti, ci sarà una bella ricompensa che viene dal lontano passato. Il vostro collezionismo maniacale vi farà guadagnare un nastro in grado di riavvolgere il tempo e riportavi al bootcamp di allenamento dei bandicoot. Li, dove tutto è cominciato, quando Cortex si divertiva con diabolici esperimenti.

Ah, ci stavamo quasi dimenticando della modalità N.Verted. Questa rappresenta il giusto compromesso tra genialità artistica e un gameplay ai limiti della follia. Il nome parla piuttosto chiaro. Tutto, infatti, si presenta alla rovescia. Ad un certo punto della storia sbloccherete questa nuova modalità in grado di ridisegnare il livello e colorarlo con uno stile e un design unico. Cosa ci guadagnate? 6 gemme e nuove skin pronte a donarvi un look invidiabile.

Crash Bandicoot 4 Its About Time recensione ps4

Ma la vera chicca è la modalità multigiocatore. Se siete dei nostalgici, il Pass’n Play vi farà ritornare indietro di qualche decennio. Quando ancora il co-op significava un joypad e un divano (e se volete anche una bella birretta). Insieme al vostro amico dovrete superare il livello passandovi letteralmente il controller. Se, invece, amate l’accezione moderna della parola “competizione”, la Battaglia dei Bandicoot è il posto giusto per voi. Un party massimo di 4 persone dovrà sfihttps://youtu.be/vLnXNSiuiSwdarsi e dimostrare chi è il più veloce o il più distruttivo. L’unico problema è che non è previsto il matchmaking. Potete, infatti, giocare solo con i vostri amici.

Quando il gameplay non è tutto

Il mondo del gaming è cambiato moltissimo in questi anni. Sono cambiati i ritmi di gioco, i flussi narrativi, la profondità dei personaggi e l’attenzione per i dettagli. Anche un genere all’apparenza semplice, come lo può essere un platform, non è rimasto indenne a questo cambiamento. Abbiamo assistito, però, a un rapido declino di queste tipologie di gioco. Forse la troppa semplicità non era più abbastanza. Toys for Bob ha saputo raccogliere la sfida, riportando ai vecchi fasti, non solo un’istituzione come quella di Crash Bandicoot, ma tutto il genere dei platform. E lo fa, guarda caso, a un passo dalla next-gen.

Il primo intervento di restyle è stato operato, in maniera massiva, sul level design. In Crash Bandicoot 4: It’s about Time le trappole e i tranelli infernali sono immersi in un ecostistema a metà tra la follia e il genio creativo. Le texture e i dettagli sono ad alta risoluzione, oltre che densi di dettagli. L’illuminazione globale è gestita magistralmente, forte di un Unreal Engine che lavora a pieni giri. Vi sembra troppo per un platform? Beh, qualcuno, evidentemente, non la pensa come voi. La scelta è, però, voluta. La voglia di cambiare marcia rispetto al passato c’è ed è anche forte.

Crash Bandicoot 4 Its About Time recensione ps4

Ormai non esiste più la separazione tra gameplay e ambientazione. Il concetto di videogioco come “teatrino di marionette” è andato via via scomparendo. I vari elementi si sono via via sempre più compenetrati, al pari di un dipinto su tela. Sebbene questo amalgama lo si percepisce meglio in un open world, Toys for Bob ci da una bella lezione, dimostrando come anche i platform hanno una spiccata vena artistica.

I vari mondi e le epoche in cui approderemo hanno uno stile unico e distintivo. Ma l’ambientazione non funge solo da cartolina. I personaggi interagiscono con lei e sono richiamati dai suoi stimoli. Questo, però, non si ferma solo al gioco stesso. Anche noi siamo rapiti da quello che succede intorno al nostro alter ego virtuale. La telecamera aiuta molto in questo esperimento immersivo. Non è sempre piantata dietro le spalle del bandicoot. Si muove attorno a lui, creando una sorta di dinamismo in grado di ravvivare il livello, facendoci vivere momenti sempre diversi. E pensare che qualcuno lo chiamava solo “platform”.