The Legend of Legacy, la recensione: la piena libertà secondo Masato Kato

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Annunciato ufficialmente nel settembre 2014 e distribuito in Giappone un anno e un mese fa, il destino di The Legend of Legacy sarebbe dovuto essere quello di non raggiungere mai l’Occidente. Fortunatamente, così non è stato: l’accoglienza positiva nella terra del Sol Levante ha invogliato Atlus a distribuire il titolo sia nella regione nordamericana che in quella europea, sebbene rigorosamente ed esclusivamente in lingua inglese. Con personaggi chibi tridimensionali e fondali 2D disegnati a mano, l’impatto estetico del gioco ricorda il più conosciuto Bravery Default e non a caso, dato che svariati membri del team di sviluppo hanno lavorato in precedenza con Square Enix e Level5 e lo scrittore altri non è che Masato Kato, la cui penna ha già donato al mondo videoludico due piccole perle del passato, Chrono Cross e Chrono Trigger.

Selezionando New Game, il giocatore dovrà scegliere chi impersonare tra sette personaggi giocabili, ciascuno dei quali avrà incipit e finale unici ed alleati differenti nel party iniziale, sebbene gli eventi principali e i dialoghi rimarrano comunque quasi del tutto invariati. A differenza di un “classico” GDR, The Legend of Legacy non prevede una trama complessa o particolarmente soffocante: il giocatore è quasi sempre libero di muoversi attraverso le varie mappe di gioco con relativa libertà e numerose aree e boss del tutto opzionali. I protagonisti, chi per un motivo, chi per un altro, si ritrovano ad Avalon, un’isola emersa misteriosamente dal nulla, brulicante di mostri e pericoli, ma anche piena di potenti artefatti e tesori preziosi. Per scoprire la Lore del gioco – ovvero il contesto storico/leggendario ed ambientale nel quale le vicende, vissute o narrate, si svolgono – occorre quindi prestare grande attenzione a ciò che canteranno o sussurreranno alcune pietre magiche, sparse ogni dove per Avalon e per ragioni inizialmente sconosciute.

tumblr_npsjfvqq8C1qzp9weo7_400Un giocatore attento e curioso non potrà non stupirsi, man mano che avanza negli eventi, di quanto profonda e complessa sia la realtà che The Legend of Legacy presenta a tutti coloro che avranno voglia di scoprirla e comprenderla. Tuttavia, prima di una bella storia – o Lore – un videogioco deve essere divertente da giocare e tecnicamente valido, e questo titolo ha dimostrato coraggio nel concedere grande libertà d’azione ai giocatori, pur condannandosi ad essere un titolo di nicchia in un genere, il JRPG a turni, che già in partenza non è considerabile “di massa”.

I sette personaggi giocabili possono essere impiegati per formare un party da tre: il videogiocatore dovrà quindi selezionare all’inizio di ciascuno scontro la formazione tattica da usare, a scelta tra le preimpostate o le eventuali personalizzate, con la quale ciascun protagonista assumerà un ruolo di attaccante o difensore che ne modificherà parzialmente i parametri di combattimento. A parte questo e la presenza di turni per svolgere le azioni in battaglia, non vi è limite alla fantasia: ogni membro del gruppo può equipaggiare qualsiasi arma, armatura ed accessorio, imparando e migliorando le abilità a disposizione semplicemente continuando ad usarle in battaglia contro i nemici.

002_thumbCiascun protagonista possiede comunque caratteristiche e statistiche uniche, punti di forza e debolezza e tenderà ad eccellere nell’uso di determinate armi rispetto ad altre; questo però non impedisce al giocatore di sbizzarrirsi in ogni combinazione possibile, avendo come unici limiti la fantasia… E l’alto livello di sfida del titolo, che risulta davvero punitivo specialmente nelle fasi iniziali, in cui i buoni equipaggiamenti scarseggiano e le abilità sono poche e poco potenti. Come se tutto questo non bastasse, il sistema dei “patti elementali” e delle magie ad essi legati aggiunge un notevole fattore tattico da tener presente durante i combattimenti, impossibile da ignorare negli scontri più avanzati per via dei suoi effetti su abilità e statistiche di nemici ed alleati.

The Legend of Legacy non è certo un gioco per tutti: come un foglio bianco, può far sfogare la fantasia e la voglia di sperimentare dei giocatori più avvezzi ai JRPG “Old School”, a cui non piace farsi “imboccare” da spiegoni e tutorial, ma la trama poco eloquente e la grande libertà concessa potrebbero spaesare ed annoiare i neofiti, che vedrebbero nella semplicità delle meccaniche solo difetti e limitazioni.

RASSEGNA PANORAMICA
Grafica
7.5
Sceneggiatura
7.5
Gameplay
7
Controllo
7.5
Longevità
8.5
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the-legend-of-legacy-la-recensione-la-piena-liberta-secondo-masato-kato15317The Legend of Legacy non è certo un gioco per tutti: come un foglio bianco, può far sfogare la fantasia e la voglia di sperimentare dei giocatori più avvezzi ai JRPG "Old School", a cui non piace farsi "imboccare" da spiegoni e tutorial, ma la trama poco eloquente e la grande libertà concessa potrebbero spaesare ed annoiare i neofiti, che vedrebbero nella semplicità delle meccaniche solo difetti e limitazioni.