Tekken 8 recensione

Si torna sul ring del grande Torneo del Pugno d’Acciaio, conosciuto con il nome di Tekken 8. L’ottavo capitolo del picchiaduro 3D più famoso (e anche giocato) della storia giunge carico di innovazione. I circa 10 anni passati da Tekken 7 sono stati capitalizzati al meglio da quelli di Tekken Team e Bandai Namco, che sfornano uno dei migliori capitoli di sempre. Ad iniziare dal rinnovatissimo comparto grafico, che ha alle spalle niente popo di meno che il nuovo Unreal Engine 5. La scelta, per quanto rischiosa, ha pagato molto bene.

La narrativa è ancora una volta condita oltremodo da situazioni in grado di mescolare “amorevolmente” l’assurdo con il surreale. E nonostante questo, le cut-scene sono un godimento per tutti gli amanti delle “americanate”. Sul fronte delle modalità, la scelta è ancora quella del poco ma buono. Queste, infatti, si dimostrano solide e coerenti rispetto al percorso evolutivo di questa 30ennale saga.

Bene, è giunto il tempo di menare le mani. Senza indugiare oltremodo, vi lasciamo alla nostra recensione di Tekken 8, titolo giocato nella sua versione per console Xbox Series X.

Una guerra mondiale tra famiglie

Tekken 8: una guerra mondiale tra famiglie

Heihachi è fuori dai giochi e il pallino del gioco passa alle famiglie Mishima e Kazama. Con il vecchio boss passato a miglior vita – o forse è quello che ci si augura – il famoso Torneo del Pugno d’Acciaio fa da cornice ad una nuova disputa che vede due nuovi pretendenti. La modalità Storia di questo nuovo Tekken 8, prosegue il filone narrativo conclusosi con l’episodio precedente, caricando questa nuova iterazione a pallettoni sotto il profilo della spettacolarità.

4 orette belle cariche di americanate, con un’edizione che spinge sull’acceleratore dell’assurdo e del surreale. Il tutto condito da un comparto grafico che sentenziamo come “il migliore di sempre”. La scelta di passare all’Unreal Engine 5 è stata semplicemente geniale, ed il nostro plauso va tutto al team Tekken e Bandai Namco. Nonostante il motore grafico sia ancora in fase di esplorazione, gli sviluppatori hanno tirato fuori dal cilindro delle cut-scene spettacolari sotto il profilo tecnico, ed un comparto grafico che non perde mai un frame “per strada”.

La modalità Storia, oltre a presentare questa ennesima disputa tra famiglie, offre degli spunti narrativi anche su alcuni nuovi (e vecchi personaggi), riservando l’esplorazione delle loro storie ad un’altra modalità a parte (denominata Arcade Quest). Non solo combattimenti, dunque, ma anche degli interessanti QTE e un piccolo tuffo nel passato con un momento in pieno stile Tekken Force (non avete idea di quanto ci mancava).

Per il resto, non abbiamo nulla di eccepire. Ci aspettavamo esattamente questo, anche vista l’imponente campagna di avvicinamento al lancio del gioco. La cifra stilistica di Tekken si vede tutta, ma non ci sentiamo di definirlo un “ennesimo” capitolo della serie. Da quel 18 febbraio 2015 sono passati quasi 10 anni, per cui il salto generazionale è stato importante. Gli sviluppatori hanno capitalizzato al meglio questo doppio lustro, lanciando sul mercato un’edizione che, oltre a non guardare in faccia alla concorrenza, si permette il lusso di osservare tutti dall’alto verso il basso. Insomma, il Re è tornato sulla scena.

Le novità di questa edizione: un processo di stratificazione lungo 30 anni

Le novità di Tekken 8: un processo di stratificazione lungo 30 anni

Negli ultimi anni siamo stati testimoni di un percorso evolutivo che ha investito, a vario titolo, tutti i famosi picchiaduri che dominano la scena da tempo immemore. Senza spaziare in lungo e in largo, puntiamo subito i riflettori sui competitor diretti, ovvero Street Fighter 6 e Mortal Kombat 1. Lasciamo stare i vari Dead or Alive e Virtual Fighter che, almeno stando a quanto abbiamo appreso, non si sa se e quando ritorneranno sul ring. Tornando, quindi, ai cavalli di razza di Capcom e Warner, le ultime uscite sul campo hanno delineato quello che sarà il futuro della serie, mettendo in campo precise scelte che hanno segnato delle brusche rotture con il passato.

Con Tekken 8, invece, non si ha avuto questa sensazione. In verità, possiamo anche affermare che – ad eccezione di Tekken 4 e dei vari Tekken Tag – il percorso di sviluppo delle varie iterazioni ha seguito una logica di stratificazione non indifferente. Se vi dicessimo che il primo impatto con questo ottavo capitolo è stato il medesimo del terzo –  dal punto di vista della spettacolarità e delle emozioni – secondo voi diremmo un eresia? Le motivazioni dietro questa nostra affermazione le ritrovate tutte nelle modalità di gioco, che, come accade da 30 anni a questa parte, sono sempre “poche ma buone”.

Ma attenzione a non cadere nel tranello dietro quel “poche”, perché il livello di profondità del gameplay è assolutamente di primissimo rilievo. Giusto a titolo di esempio, nelle Ghost Battle vi è un IA in grado di crescere con voi, al punto da riprodurre le vostre esitazioni ed esaltare i vostri punti di forza, offrendo la possibilità di connettervi ad un rete di “fantasmi” mondiale. Ed è solo una porzione dell’offerta single player.

Quel processo di stratificazione elogiato nelle premesse di questa nostra recensione di Tekken 8 lo possiamo anche apprezzare al meglio nel combat system. Il sistema delle combo non prevede delle combinazioni proibitive ed il nuovo Heat System, altri non è che un potenziamento passivo di combo già esistenti. La mossa “firma” di ogni protagonista si attiva con una semplicissima sequenza di tasti che, sulla carta, sembra accessibile per tutti. Il sipario cala quando si entra nel competitivo, con quella decantata “semplicità” che deve fare i conti con il nostro avversario.

Dal single al multi (player)

Dal single al multi (player): tutti accontentati?

Entriamo nel vivo di questa nostra recensione, con la rassegna di tutte le modalità di gioco presenti in Tekken 8. Iniziamo da quelle in single player, e precisamente da Arcade Quest, una piccola parentesi amarcord per coloro che hanno “iniziato” con i cabinati. In questa mega sala giochi in formato Hub, creiamo il nostro avatar e andiamo in cerca di cose da fare. Tra queste vi è sicuramente un interessante tutorial “in incognito”, che consente a tutti di approcciare per la prima volta con il gioco.

Accanto a questa troviamo un gradito ritorno con Tekken Ball. Ed ecco che quel “folle” paragone con Tekken 3, inizia pian piano ad avere sempre più un senso. 2 sfidanti, una palla e tante combo per generare il colpo perfetto e portare il punto a casa. Per quanto manchi il contatto fisico dello scontro dove si menano le mani (e i piedi) prima dello scadere del tempo, resta il perfetto passa-tempo per rilassarsi e divertirsi in tranquillità.

Esaurite le modalità in singolo, si entra nel regno del multigiocatore. Obbiettivo resta sempre e solo uno: scalare la “benedetta” Leaderboard. L’approdo di Tekken nel mondo degli esports ha fatto si che questo traguardo fosse l’entry point per l’ascesa di numerosi pro-player, che oggi ricordiamo come delle vere e proprie star del gioco. Tutti possono aspirare a diventare come uno di loro, ma la competizione resta oggettivamente spietata.

Sotto il profilo tecnico, il Netcode è stato rivisto (10 anni erano, purtroppo, troppi) e il matchmaking adesso mostra informazioni quali il ping e la tipologia di connessione del giocatore. Nelle nostre sfide, scegliendo come regione geografica “l’Europa”, non abbiamo mai sofferto di grossi problemi di lag in orari serali (salvo in qualche match giocato nei week-end, momento della settimana di massima affluenza nei server).

RASSEGNA PANORAMICA
Prime impressioni
9.0
Contesto di gioco
8.0
Controlli/Gameplay
9.0
Dimensione artistica
9.5
Intrattenimento
10.0
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