mxgp 2020 recensione PS5

La stagione fantastica di Milestone si conclude con MXGP 2020, titolo della nostra recensione per console PS5. La software house italiana fa capolino sulla next-gen, dimostrando di aver fatto bene i compiti a casa. Il suo titolo dedicato al FIM Motocross World Championship, sfrutta “quasi” tutte le caratteristiche chiave della nuova generazione di casa Sony. Il controller Dual Sense viene spremuto per bene, con la terribile coppia feedback aptico + grilletti adattivi in grado di restituire sensazioni originali. Non troviamo il raytracing bensì una risoluzione in 4K e framerate a 60fps.

Se lato “tech” l’azienda italiana il suo l’ha fatto piuttosto bene, lato gameplay non possiamo dire la stessa cosa. Il titolo soffre il peso degli altri pubblicati nel corso del 2020. Si vede che i ragazzi di via Olona sono arrivati (giustamente, ndr.) scarichi sul finire della stagione videoludica, funestata da una pandemia che non sembra arretrare di un mm. In questo delirio l’azienda milanese è riuscita a mettere a segno 3 colpi importanti con Monster Energy Supercross 3, MotoGP 20 e Ride 4. Purtroppo, come dicevamo all’inizio, il confronto con questi è inevitabile.

mxgp 2020 recensione PS5

Il gameplay di MXGP 2020 è scarico di contenuti, con una carriera che sembra un susseguirsi di gare veloci con una classifica come raccordo. Il multigiocatore “c’è e non c’è”, con le diverse sue declinazioni che verranno distribuite nel corso del 2021. Il Race Director rientra in questa speciale categoria. La modalità Playground è il vero aspetto interessante del gioco, sebbene anche questa sia attualmente giocabile solo “in solitaria”.

Insomma, ci può stare il “mancare un appuntamento”. Non si può essere perfetti in tutto e la realtà dei giorni nostri rende tutto più difficile, persino sviluppare un videogioco. Esaurita la nostra iniziale premessa, vi lasciamo alla recensione per console PS5 di MXGP 2020.

Cadere all’ultima curva

Milestone è caduta proprio sul finale della stagione, a un passo dall’anno perfetto. Le nostre aspettative per MXGP 2020 erano molto alte. Colpa è della software house di Milano che ci ha ampiamente viziato. Sappiamo benissimo che anche lei, purtroppo, non è rimasta immune agli effetti del Covid-19. Vi sono, però, alcune scelte progettuali che a nostro avviso potevano essere meglio gestite e contestualizzate.

Iniziamo dalla parte più importante del gioco, la modalità carriera, che non trova una collocazione agevole nelle logiche di gameplay. Il gioco inizia con la prima gara di campionato, dopo aver scelto moto, contratto e creato il pilota. E sbam, si viene buttati nella mischia, dopo aver scelto una difficoltà congeniale. Cara Milestone, ma sei sicura che tutti conosciamo la serie MXGP talmente bene da disdegnare un piccolo ripassino dei fondamentali? E se, invece, fosse la mia prima volta in assoluto? Potresti, almeno, farmi scegliere come cominciare?

mxgp 2020 recensione PS5

Con i videogiochi, dare tutto per scontato è molto pericoloso. Dopo aver capito di non essere all’interno del primo tutorial (quello che di solito sono loro stessi mettere nel primo approccio), cerchiamo di prendere il controllo della gara, individuando differenze e punti di contatto con le passate edizioni. La guidabilità della moto non lo vediamo oggetto di importanti interventi di restauro, eccezione fatta per il totale supporto alle potenzialità del Dual Sense. Stesso discorso vale per la grafica in generale.

Sul fronte modalità il gioco soffre di una carenza di diversità non indifferente, dove il comparto multigiocatore risulta quello più inciso. In Carriera, salvo la possibilità di intervenire sul settaggio della moto, non si respira l’aria del “dietro le quinte” di una scuderia. Non vi aspettate, quindi, tutta la parte relativa alla crescita e allo sviluppo del pilota e della moto già vista in MotoGP 2020. In MXGP 2020 sembrerà di correre in tante gare singole raccordate dalla presenza di una classifica parziale e finale, e la possibilità di siglare un nuovo contratto prima dell’inizio della stagione.

Molto interessante, invece, la modalità Playground. Questa specie di open world dedicato alle moto da cross, si sposta verso il nord Europa. Tra le gelide bellezze dei fiordi norvegesi, dovremo trovare il tempo di sfrecciare con le nostro moto e sfidare, per adesso, solo noi stessi. Milestone prevede di rilasciare l’aggiornamento multigiocatore nel corso dell’anno. E lì ci sarà da divertirsi. Nell’attesa potete mettere in gioco anche il vostro lato creativo, con il Track Editor in grado di creare dei circuiti infernali, oltre che estremamente divertenti.

La sensazione del manubrio

Milestone non si lascia sfuggire l’occasione, rilasciando una versione dedicata (anche se in ritardo rispetto a quella per Xbox Series X/S) per la nuova PS5. Il motivo di questa scelta sembrava all’apparenza poco chiaro. Perplessità che svanisce una volta di che si prende il Dual Sense in mano. Credeteci se vi diciamo che si ha la sensazione di avere un manubrio di una moto da cross tra le mani.

Per ovvi motivi le vibrazioni non sono le stesse che un pilota prova in gara. Ma è il timing con le quali queste arrivano che sono da brividi. Iniziando dal terreno che, a seconda della tipologia e qualità del fondo, restituisce movimenti sempre diversi. Dimenticatevi il Dual Shock e le vibrazioni che questo vi forniva. Questo è un livello ben diverso. Qui si parla di feedback aptico, una simulazione reale di un contesto virtuale. Questo è il futuro del gaming.

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Vi sono, poi, i grilletti adattivi. Loro sono in grado di aumentare la resistenza alla pressione operata dalle nostre dita. La loro attivazione non è mai casuale. In presenza di avvallamenti, curve troppo strette, ostacoli e salti, a seconda della velocità con cui questi si affrontano aumenta o meno la forza da esercitare in fase di pressione. Tutto questo migliora di gran lungo il fattore immersione, aspetto che Sony e PS5 vi garantiranno per tutto l’arco di vita di questa nuova generazione.

L’intelligenza e lungimiranza della software house italiana è stata quella di prendersi il giusto tempo e far uscire una versione del titolo in grado di sfruttare le feature del Dual Sense. Non ha fatto la stessa cosa con la console di casa Microsoft. In quel caso si è limitata solo ad un aggiornamento del titolo uscito per Xbox One, in grado di sfruttare le feature di Series X/S. Dettagli che lasciano intravedere la reale differenza tra le due console.mxgp 2020 recensione PS5

Il commento

Arrivati all’ultima fatica di quello che è stato per tutti “un anno da dimenticare”, Milestone e il suo MXGP 2020 mostrano segni di ovvia stanchezza. La nuova edizione del videogioco dedicato al FIM Motocross World Championship appare povera di contenuti e di carattere. Tralasciando l’interessante modalità Playground e il pieno supporto al feedback aptico, il resto non eccelle per diversità e qualità. Come ampiamente ribadito, l’asticella delle nostre aspettative era molto alta, per merito (o colpa) dell’ottimo lavoro svolto dai ragazzi di via Olona. 

MXGP 2020 si rivolge a chi già la serie la conosce dai capitoli precedenti, visto che vengono date molte (o forse troppe) cose per scontato. Atteggiamento, questo, che rischia di mettere una diga verso tutti coloro che accedono per la prima volta al gioco. Il gameplay “realistico” deve sempre e comunque essere “spiegato”, altrimenti finisce per non essere “capito”. Il feedback aptico è qualcosa destinato a cambiare il nostro punto di vista sul modo di giocare, e Milestone è in grado di servirci un bell’assaggio. 

Già questo, da solo, basta per farci dimenticare tutto quello che manca. Resta il fatto che alcune delle feature non inserite al lancio, verranno aggiunte nel corso dell’anno. Ma non vi aspettate miracoli, visto che si parla, per lo più, di componenti multigiocatore.