Leap recensione xbox series x

Non è facile lanciare delle sfide e sapere, già in partenza, che l’esito non sarà dei migliori, ma Leap ci vuole provare. Il titolo della nostra recensione, edito e pubblicato da Blue Isle Studios, è un interessante iniziativa nel mondo degli FPS, che vuole provare a inserirsi nel regno delle “alternative” rispetto ai battle royale. La software house, già nota per alcune precedenti IP proprietarie come Slender: The Arrival, Valley e Citadel: Forged with Fire, vuole cambiare genere, pur sapendo che la sfida non sarà facile.

Il gameplay di Leap si pone a metà tra quello di Halo e Battlefield, strizzando forse di più l’occhio al primo dei due. Ma non eccede troppo nell’action e i movimenti si dimostrano alquanto deficitari. E in un FPS di matrice action, se si sbaglia su questo aspetto è facile che tutto il resto decada con un effetto domino. La componente artistica di Leap, forte della presenza dell’Unreal Engine 4, è quella che forse accende di più l’interesse verso questo interessante esperimento, anche se da sola non basta per “portare a casa la pagnotta”.

Senza indugiare oltremodo, vi lasciamo alla nostra recensione di Leap, titolo, vi ricordiamo, giocato nella sua versione per console Xbox Series X

Leap recensione xbox series x

Quell’FPS che ci voleva provare

Ci vuole coraggio a sfidare il mondo degli FPS che inneggiano il contesto dei battle royale. Parliamo dei vari Call of Duty, Battlefield, Valorant che sono diventati dei veri e propri status quo del genere. Blue Isle Studios ci vuole provare con Leap, con quell’innocenza di chi non ha niente da perdere, ma solo dimostrare che esiste un’eccezione che può confermare la regola. Per tentare questa sfida il gameplay punta tutto sul suo essere action, anche se non riesce a dimostrare perfettamente queste sue intenzioni. In fase di movimento ci sono alcune defezioni importanti che vengono fuori quando la situazione diventa caotica.

Pensate che in mappa possono essere presenti tra i 40 e 60 player contemporaneamente e l’impossibilità di muoversi in maniera ottimale diventa un problema non indifferente. La scelta è quella di inserire il doppio scatto tattico che richiede un tempo di cooldown importante, che arricchisce sì la componente tattica ma meno quella action. Abbiamo, inoltre, la possibilità di effettuare doppi salti e liberare il rampino per raggiungere posizioni sopraelevate ed eventualmente effettuare delle manovre evasive. Peccato solo che non possiamo effettuare delle scivolate a cui siamo stati oramai abituati troppo bene.

Leap recensione xbox series x

Leap vuole categorizzare i vari stili di gioco offrendo diverse classi di personaggi. Ognuna con le proprie peculiarità, punti di forza e debolezza, e con delle abilità specifiche da poter utilizzare in battaglia. Tutte le classi condividono una specie di super skill al pari delle abilità speciali, che permette di liberare il campo con un danno ad area importante. Da segnalare, inoltre, la presenza di un hoverboard che permette di muoversi rapidamente sul campo di battaglia e raggiungere delle eventuali aree da presidiare.

La prima impressione è quella delle tre master class, dove includiamo il cecchino, l’assaltatore e il tank. Per ogni classe non ci sono delle vere e proprie armi dedicate ad eccezione dello sniper che veicola, per forza di cose, il gameplay verso l’utilizzo di armi con sistemi di puntamento che garantiscono la lunga gittata. Non essendoci, altresì, il decadimento fisico della parabola del proiettile, andare in headshot è molto più facile (anche perché fate veramente male).

Le location degli scontri vanno un attimino studiate anche perché i posti per camperare non sono poi moltissimi. Questo consente sì di valorizzare le classi che fanno dello scontro fisico la loro forza, ma penalizzano le altre che vogliono un tantino più di intimità. Argomenti che rientrano nel cosiddetto gioco di squadra, motivo per cui è importante giocare con persone che già conoscete (munite di cuffie e microfono, sia ben chiaro).

Leap recensione xbox series x

Modalità di gioco

Sul fronte modalità di gioco abbiamo una discreta varietà che ha stimolato il nostro interesse, e non di poco. Il gameplay, infatti, è fruibile sia in modalità PvP che PvE con i soliti Deathmatch, Dominio, e missioni a incarichi prestabiliti. Abbiamo incontrato diverse difficoltà in alcuni momenti della giornata in fase di matchmaking, per quanto i server si siano dimostrati sempre stabili tutte le volte che siamo andati in battaglia.

Questa defezione può essere figlia di una base giocabile poco nutrita al momento della presente recensione, con la speranza che aumenti man mano che il gioco diventi più conosciuto. Tuttavia, non può essere una certezza, e il fatto che in pochi ne parlano –  nonostante sia già in circolazione in early access già dallo scorso anno – è un aspetto da non sottovalutare. Un problema ovviabile, sicuramente, se si gioca con persone conosciute, magari con il classico appuntamento dopo cena tra amici che hanno il gioco. Fosse stato free-to-play avremmo parlato del nulla, ma visto che il gioco non lo è abbiamo delle riserve circa la volontà nel fare alcuni investimenti in Leap.

Leap recensione xbox series x

Gli aspetti artistici

La componente grafica ci ha sorpreso in positivo. È risaputo il fatto che le produzioni indie investono tutto quello che hanno da offrire (in termini di risorse economiche e capitale umano) nelle varie sfere del gioco, come ad esempio quella artistica. L’utilizzo sapiente dell’Unreal Engine 4 regala un colpo d’occhio non da poco. Le ambientazioni non sono mai banali, con un livello di dettaglio grafico al pari di produzioni in doppia A.

Stesso discorso vale per il design delle armi, la cura degli effetti particellari e la gestione dei riflessi e delle fonti luminose. E se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, il fattore immersione ringrazia senz’altro. Tutte queste considerazioni da fare anche alla luce dell’impossibilità di poter scegliere tra prestazioni e fedeltà grafica. Si viaggia stabilmente a 60 FPS senza sacrificare grandi cose a livello grafico.

Certo, non vi aspettate effetti ray tracing da urlo, anche perché la finalità è quella di mantenere una stabilità in termini di FPS per garantire la fluidità del gameplay in ogni occasione. E c’è sempre riuscito, in ogni modalità anche quando il volume di utenza toccava il CAP in termini di giocatori su mappa.

RASSEGNA PANORAMICA
Prime impressioni
7.0
Contesto di gioco
6.5
Gameplay
7.0
Dimensione artistica
7.5
Intrattenimento
7.0
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