Lezioni di mitologia greca nella recensione di Immortals Fenyx Rising, titolo giocato nella sua versione per Xbox Series X. Dopo avervi parlato di motori con WRC 9, con un piccolo pit-stop all’inferno con Devil May Cry 5 Special Edition, il nostro viaggio in questa next-gen ci porta nell’antica Grecia, tra miti e leggende. Doveva chiamarsi Gods & Monsters questo inedita IP di Ubisoft, prima che venisse rimandata a data da destinarsi. In verità si è temuto il peggio vista l’annata “no” del colosso francese.

Tralasciando il cavallo di battaglia Assassin’s Creed Valhalla, è con Watch Dogs: Legion che si è iniziato a vedere il nuovo corso dell’azienda. Vuole dare un taglio con il passato, anche se in questo ci sono tante buone idee sfruttabili. Immortals Fenyx Rising attinge da quanto di buono c’è nella storia dei videogiochi, attualizzando un videogioco dedicato anche ai bambini. Ormai i prodotti dell’industria videoludica guardano più ai grandi che ai piccini quando si parla di IP impegnative. Ubisoft, oltre a Just Dance, piazza un nuovo prodotto dedicato a una fascia di età che si avvicina per la prima volta al mondo videoludico.

Immortals fenyx rising recensione xbox series x

È interessante vedere come tutte le dinamiche complesse degli attuali ARPG vengono ridotte all’osso presentando uno skill tree e un combat system molto semplici. Il level design e la storia sono il piatto forte di questo titolo, oltre che il poter godere della potenza delle console di nuova generazione. Anche se il gioco è disponibile in cross-gen, quando sbarchi su Xbox Series X e PS5 la musica cambia.

Ci si rende subito conto di come i colori e le ambientazioni prendono vita. Il character design è molto semplice come anche i movimenti e le animazioni. Ma quando si apprezzano i riflessi sull’acqua, i tramonti, e i paesaggi ci si rende subito conto delle potenzialità di questo nuovo ciclo di console. Ovviamente, senza nulla togliere al team di sviluppatori di Ubisoft che, ancora una volta, si sono affidati all’AnvilNext 2.0. Rompendo ogni indugio, vi lasciamo alla nostra recensione per Xbox Series X di Immortals Fenyx Rising.

Un chiaro esempio di semplicità

Immortals Fenyx Rising ci insegna che nella semplicità si nasconde il divertimento. In un momento storico in cui gli ARPG di matrice soulslike sembrano aver conquistato il mondo, “abbassare i giri” non è poi una cosa tanto brutta. Anzi, forse lo si apprezza di più adesso che prima. Il nuovo titolo Ubisoft, in questo senso, sembra quasi andar attingere nel passato. Quando i ritmi dei videogiochi non erano veloci e frenetici ma lenti e ragionati. Andare contro tendenza è molto rischioso, ma in questo periodo “sognare” fa bene.

La storia viene raccontata come se fosse una favola sulla mitologia greca, con Prometeo e Zeus che svolgono il ruolo di narratori esterni. Dopo aver scelto il sesso e l’aspetto del vostro personaggio, verrete catapultati nei panni di Fenyx, un aspirante semidio che ha l’infausto compito si salvare il mondo dalla minaccia di Tifone. Il tutto è raccontato con un tono simpatico senza mai cadere nel pesante. Sulla mitologia se ne sono sentite e lette di tutti i colori ma in questo modo, che ricorda a tratti il film d’animazione Disney Hercules, per i videogiochi è un piacevole novità.

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Il gameplay è piuttosto chiaro, anche se per capirlo fino in fondo occorre superare l’infinito (e a tratti un po’ noioso) prologo. Effettivamente potevano anche inserire qualche elemento un po’ più frizzante all’inizio, ma poco importa. Quando si scorge lo sconfinato paesaggio che si rivela agli occhi di Fenyx, si prova un misto tra ammirazione e paura. La seconda è fondata, anche perché la mappa di gioco non è proprio piccolina. Il mondo di gioco si suddivide in 7 regioni con il Tartaro al centro. Ogni regione ha la sua divinità da trovare e ricondurre al tempio degli Dei.

Questo funziona quasi da hub per lo sviluppo dei poteri del protagonista del gioco. Qui, infatti, si possono migliorare armi e armatura, oltre che il suo livello di salute e di resistenza, nonché la potenza delle abilità. Dopo aver raccolto tutto quello che ci serve, si deve, per forza di cose, “rientrare sempre alla base”. L’unico vantaggio è che, per muoversi rapidamente sulla mappa, si può ricorrere al viaggio rapido.

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Il gioco viaggia sui binari del “crescendo”. La storia evolve intorno a noi, ma non in maniera lineare. Si attivano, infatti, molte missioni e obiettivi e nel mentre vi sono molti oggetti da recuperare. Nell’economia del gioco, ci sentiamo di dire che Immortals Fenyx Rising è un 50/50 tra storia/eventi e “sano” looting. Senza questa ultima componente si resta sempre al punto di partenza e si perde un mondo da scoprire.

È la nascita di una nuova IP?

In molti hanno paragonato Immortals Fenyx Rising a The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Altri, invece, ci hanno visto un po’ di Assassin’s Creed Valhalla. Se è successo questo evidentemente un fondo di verità c’è. Sicuramente del primo troviamo un po’ lo stile disimpegnato e quasi fiabesco, anche se manca la console visto che è una IP di Nintendo. E si sa quanto conta la piattaforma per i videogiochi. Le ispirazioni di AC Valhalla sono piuttosto ovvie, visto che entrambi sfruttano lo stesso engine, l’AnvilNext 2.0.

Anche se siamo su due registri narrativi e di gameplay generale lontani come il giorno e la notte. La mossa intelligente di Ubisoft è stata quella di scrollarsi di dosso quella nomea che la vedeva sempre coinvolta con videogiochi “troppo seri”. Dopo Rayman Legends, effettivamente mancava un po’ di “tranquillità” nei videogiochi della software house francese. Immortals Fenyx Rising, però, non è solo questo. Non è solo un ritorno al gioco simpatico e divertente made in Ubisoft. È assolutamente molto di più.

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Con Fenyx si vuole costruire un nuovo personaggio simbolo, visto che di fatto l’azienda ne è “a corto”. Con la serie di AC che cambia periodo storico ogni iterazione, manca un simbolo identitario di un nuovo corso. Andando contro il “core business” in materia di generi, questa nuova IP si va a posizionare in un segmento di mercato molto interessante e produttivo. Ricordiamoci sempre che anche i ragazzini giocano con i videogiochi e non soltanto gli over 18. Vi dobbiamo confessare, però, che con Immortals Fenyx Rising è difficile non andare indietro di qualche anno. E questo riguarda sia la “testa” che lo “spirito”.

Se volessimo parafrasare il meta e il gameplay del gioco vi diremmo che rappresenta una “bella ricarica di positività”. Nonostante questo ultimo termine ha, in questo infausto periodo storico, dei connotati negativi, con Immortals Fenyx Rising si ha la possibilità di staccare la spina e rilassarsi. Èd è proprio  da qui si capisce che questa nuova IP ha delle grandi potenzialità davanti a sé.

Immortals fenyx rising recensione xbox series x

Il commento

E siamo arrivati alla conclusione della nostra recensione di Immortals Fenyx Rising, titolo, vi ricordiamo, giocato su console Xbox Series X. È quel titolo che non ti aspetti, a maggior ragione sulla nuova generazione. Ci hanno promesso esperienze uniche e immersive, con grafiche e sonoro spaziali. E se la next-gen fosse anche un ritorno alle origini? Quando i videogiochi intrattenevano e divertivano?

Ubisoft realizza un gioco che everyage, adatto a tutte le età. I ragazzini lo usano come primo o secondo approccio, gli adolescenti si divertono nelle sfide e gli adulti si ricordano il loro passato da videogiocatori. La storia di Immortals Fenyx Rising affronta tematiche già navigate dai vari medium in circolazione, ma lo fa con un’ironia che ricorda quella di matrice Disneyana. 

Il gameplay spicca il volo dopo aver superato il prologo, che poteva essere o accorciato o reso un tantino più catchy. Oltrepassato questo scoglio, si apre un open world con dei piccoli elementi RPG e tanta (ma tanta) esplorazione. Il mondo di gioco nasconde molti segreti e attività secondarie da affrontare, utili per la crescita del personaggio. Gli eventi evolvono intorno a noi, con Zeus e Prometeo che ci raccontano una bella favola tra sorrisi e battute.

È una bella sorpresa di questo 2020 ed è sicuramente un titolo che merita la vostra attenzione. Come vi dicevamo prima, staccare la spina e tornare bambini, ogni tanto, fa sempre bene.