Dopo poco più di un mese dall’uscita di Hitman, il nuovo livello di gioco rilasciato ha confermato molti timori dei giocatori, pur portando una fresca brezza di novità direttamente da Sapienza. Come già discusso nella nostra recensione, un grosso limite di Hitman è la componente online, certamente l’aspetto meno ispirato del titolo: per quanto il suo potenziale rimanga intrigante, essa si limita ad una Modalità Contratti scialba, priva di qualsiasi incentivo che invogli i giocatori a provarla, fosse anche il semplice ottenimento di elementi estetici da sbloccare con i propri risultati. Inoltre, come prevedibile, la nuova mappa ambientata in Italia non è stata accompagnata da un miglioramento dell’intelligenza artificiale degli NPC, rimasta primitiva, facilmente prevedibile e dunque raggirabile, cui si sono aggiunti dei bug a causa dei quali le guardie sviluppano occasionalmente super-udito e vista ad infrarossi, individuando ogni empia azione del giocatore anche attraverso le pareti: una seccatura non da poco, fortunatamente risolvibile ricaricando la partita.

Il secondo episodio di Hitman non è quindi riuscito (o meglio, non ha neppure provato) a correggere i limiti del titolo, pur elevando in contenuti la nobile arte dell’assassinio grazie ad una mappa più articolata di quella della missione parigina che, per quanto interessante, si limitava quasi del tutto ad una realtà indoor. Il livello di Sapienza è più esteso e complesso, sia orizzontalmente che verticalmente, bello da vedere nonostante una grafica non esaltante, così pieno di particolari e dettagli da lasciare l’amaro in bocca per l’assenza di dialoghi doppiati in lingua italiana, che avrebbero ricreato un’atmosfera ancor più realistica.

I due nuovi bersagli sono eliminabili in innumerevoli maniere, alcune a dir poco fantasiose: il crollo di una stalattite, il colpo mortale di un coltello da circoncisione – magari, perché no, mentre si è travestiti da medico della peste – o di una cannonata contro l’aereo privato della vittima, proseguendo con incidenti con palline da golf esplosive e la caduta della campana della chiesa o del planetario di una villa, fino ad indesiderati tuffi in vasche d’acido e scorpacciate di spaghetti avvelenati… La lista è lunga, i travestimenti numerosi, fantasia e cattiveria mai sufficienti. Ultima, ma non meno importante, la possibilità di sbloccare come equipaggiamento la letale “paperella di gomma” – carica di una dolcezza “esplosiva” – una volta raggiunto il massimo livello di professionalità, e di risvegliare un antico mostro marino nel caso si suonino delle campane segrete nella giusta sequenza.

Hitman 1

È un vero peccato che l’avanzamento di trama sia stato limitato ad una singola, breve cutscene al termine della missione: se da una parte questa scelta potrebbe rendere gli appassionati ancor più curiosi di scoprire il proseguimento delle vicende, è alto il rischio di infastidire – o peggio, annoiare – chi desidera più informazioni e meno dispersività e mistero.

Tirando le somme, il secondo episodio di Hitman ha fatto del suo meglio per innalzare il livello qualitativo di un prodotto con limiti oggettivi, ma comunque in grado di intrattenere tanto i veterani quanto i neofiti della saga di Agente 47. Rimane da scoprire se i prossimi contenuti rilasciati riusciranno a far lo stesso e portare ancora novità ed interesse nei giocatori, mese dopo mese.