Carmageddon: Rogue Shift, la recensione su PS5

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Carmageddon è tornato. E stavolta lo ha fatto in punta di piedi ma con il pedale dell’acceleratore premuto fino in fondo. Rogue Shift non è il quarto capitolo numerato che molti veterani della serie aspettavano da anni, è invece uno spin-off che prende la formula storica del racing distruttivo e la mescola con le meccaniche roguelite che vanno tanto di moda negli ultimi tempi. Il risultato? Un gioco che sa esattamente cosa vuole essere: frenetico, esplosivo e pensato per sessioni veloci dove la strategia conta quanto la mira del lanciarazzi montato sul tettuccio della tua macchina blindata.

La premessa è semplice quanto efficace. Ci ritroviamo catapultati in un mondo post-apocalittico infestato da zombie, dove l’unica legge è quella della strada e l’unico modo per sopravvivere è correre come se non ci fosse un domani (mentre facciamo a pezzi tutto quello che ti capita davanti al cofano). Ogni partita è una run composta da diversi stage dove scegliere il percorso migliore tra eventi casuali, negozi per potenziare l’auto e boss fight che rappresentano i momenti più adrenalinici di ogni sessione.

I punti di forza sono chiari fin dalle prime ore di gioco. Il gameplay è immediato e appagante, con un sistema di combattimento veicolare che funziona alla grande. Le esplosioni sono spettacolari, la sensazione di impatto – quando ci si shianta addosso ad un avversario – è solida e la progressione permanente ci spinge a fare “ancora una run” (anche quando sappiamo che è arrivato il momento di spegnere la console e andare a nanna). Il roguelite si integra bene con la struttura classica delle corse distruttive e ogni partita ci lascia qualcosa di nuovo da sbloccare o sperimentare, limando l’eccessiva punitività del genere.

Dall’altro lato, però, emergono alcuni limiti strutturali che dopo qualche ora cominciano a farsi sentire. La varietà degli eventi è piuttosto limitata e la mancanza di modalità alternative – o di un vero multiplayer – si sente parecchio. Il sistema di danneggiamento dei veicoli non è spettacolare come ci si aspetterebbe da un titolo che porta il nome Carmageddon e la componente narrativa è quasi inesistente. Il prezzo di lancio, poi, è forse leggermente eccessivo rispetto alla mole dei contenuti offerti.

Ma andiamo con ordine e vediamo nel dettaglio cosa funziona e cosa no in questo ritorno sulle strade dell’apocalisse zombie, con la nostra recensione di Carmageddon: Rogue Shift, sviluppato dall’italianissima 34BigThings.

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Storia e personaggi: l’apocalisse…su 4 ruote

Non aspettatevi una trama complessa o personaggi memorabili. Carmageddon: Rogue Shift usa la narrativa come un semplice collante per giustificare il caos che state per scatenare. Il mondo è andato a rotoli, gli zombie hanno preso il sopravvento e le strade sono diventate l’ultimo terreno di scontro per bande di sopravvissuti armati fino ai denti.

Il gioco ci mette nei panni di uno di questi piloti senza nome che deve farsi strada attraverso orde di non-morti e rivali umani ancora più pericolosi. Non ci sono cutscene elaborate né dialoghi profondi. Tutto quello che serve sapere lo si comprende dai brevissimi testi che introducono gli eventi e dalle ambientazioni che parlano da sole.

I boss rappresentano l’unico elemento narrativo degno di nota. Ogni “capo zona” ha un design distintivo e un veicolo unico che lo caratterizza. Questi scontri sono i momenti più curati dal punto di vista della presentazione e offrono quella sensazione di progressione che la storia principale non riesce a trasmettere. Sconfiggere un boss significa aver conquistato una zona e avanzare verso nuove sfide sempre più impegnative.

L’ambientazione post-apocalittica funziona bene come contenitore visivo ma rimane sempre sullo sfondo. Le location sono varie e vanno dalle città in rovina ai deserti radioattivi passando per basi militari abbandonate. Ogni zona ha una sua identità estetica ma non viene mai approfondita. Sarebbe stato interessante avere qualche frammento di lore nascosto o collezionabile che raccontasse come mai il mondo sia finito in malora.

La scelta di sostituire i pedoni umani con gli zombie è chiaramente una mossa per rendere il gioco più “politically correct” nell’anno domini di competenza. I vecchi Carmageddon erano famosi (o famigerati) proprio per la possibilità di investire persone innocenti. Qui quella componente controversa viene diluita con i non-morti che diventano bersagli “eticamente neutri”. Funziona? Sì. È meno trasgressivo? Assolutamente. Ci manca il mood del passato? Domanda scomoda (con una risposta scontata, per i gamer più stagionati).

PRO:

  • Ambientazione post-apocalittica visivamente efficace;
  • Boss fight ben caratterizzati con veicoli unici;
  • Location varie che offrono scenari diversificati;
  • Gli zombie come bersagli funzionano nel contesto roguelite.

CONTRO:

  • Trama praticamente inesistente;
  • Nessun personaggio memorabile o carismatico;
  • Assenza totale di lore o elementi narrativi nascosti;
  • La componente trasgressiva della serie storica è stata “annacquata”;
  • Zero cutscene o momenti cinematografici.

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Gameplay: dove il gioco dà il meglio di sé

Qui sta il cuore pulsante dell’esperienza. Carmageddon: Rogue Shift è prima di tutto un gioco che si diverte a giocare e questa sensazione si trasmette perfettamente al giocatore. Ogni run inizia con la scelta del veicolo tra quelli sbloccati e una mappa ramificata che mostra i possibili percorsi da seguire.

La struttura roguelite funziona così. Attraversiamo una serie di nodi sulla mappa, dove ogni nodo rappresenta un evento diverso. Può essere una corsa classica, dove arrivare primi, una sfida di sopravvivenza dove resistere a ondate di nemici, un checkpoint race o uno scontro diretto contro un mini-boss. Ogni tanto incontriamo anche negozi dove spendere la valuta raccolta durante la run per comprare armi nuove, riparazioni o potenziamenti temporanei.

Il sistema di combattimento veicolare è sorprendentemente solido. Abbiamo a disposizione diverse armi montabili sulla macchina, che vanno dai classici mitragliatori ai lanciarazzi, passando per mine, EMP e armi più esotiche come i laser. Ogni arma ha un comportamento specifico e comprenderne i suoi “vizi e virtù” fa la differenza tra una run vincente e un game over anticipato. La sensazione di impatto quando colpiamo un nemico è ottima e le esplosioni riempiono lo schermo in modo gratificante.

La guida è arcade al 100%. Niente simulazione o fisica realistica, si tratta di premere l’acceleratore, usare il freno e il drift per affrontare le curve e centrare i nemici a suon di sportellate e frontali (quando siamo a corto di munizioni). I veicoli hanno una guidabilità diversa tra loro: alcuni sono veloci ma fragili, altri sono carri armati lenti ma indistruttibili. Questa varietà ci spinge a sperimentare e trovare lo stile di guida che più ci aggrada, ma tocca scendere in pista per saggiare il reale potenziale della quattroruote.

La progressione permanente è uno degli elementi più riusciti. Anche quando finiamo al creatore e la run finisce male, torniamo al menu principale con una valuta speciale che possiamo investire in upgrade permanenti. Possiamo sbloccare nuovi veicoli, aumentare la salute base di tutte le auto, migliorare il danno delle armi o ridurre i costi nei negozi. Questo sistema fa sì che ogni partita ci faccia sentire leggermente più forte della precedente e incentiva il classico “ancora una volta” che caratterizza i migliori roguelite.

Le boss fight meritano un discorso a parte perché rappresentano i picchi qualitativi del gameplay. Questi scontri ci mettono di fronte a veicoli speciali pilotati da avversari con pattern di attacco precisi. Dobbiamo imparare a schivare i loro colpi più potenti mentre troviamo le finestre di opportunità per contrattaccare. Sono impegnativi ma mai ingiusti e sconfiggerli dà una soddisfazione notevole. Peccato solo che siano pochi e dopo qualche run cominciamo a rivederli ciclicamente.

Il problema più grande del gameplay è la mancanza di varietà sul lungo periodo. Le tipologie di evento sono limitate a una manciata e dopo 5-6 ore di gioco abbiamo già visto tutto quello che il titolo ha da offrire. Non ci sono modalità alternative, niente sfide settimanali, nessuna classifica online e soprattutto nessuna modalità multigiocatore (né locale e né online). Per un gioco del genere questa è una mancanza pesante che limita drasticamente la sua longevità.

Anche l’intelligenza artificiale degli avversari è altalenante. A volte sembrano piloti competenti che tengono testa fino all’ultimo, altre volte si suicidano “malissimo” schiantandosi contro i muri o si fermano inspiegabilmente in mezzo alla pista offrendo il loro posteriore. Il rubber banding – ovvero la tecnica basata su IA che aumenta la velocità degli avversari distanziati per tenerli incollati al giocatore – è visibilmente marcato: se siamo troppo avanti gli avversari accelerano innaturalmente per raggiungerci. Se siamo troppo indietro invece rallentano per darci una chance. È un sistema vecchio e trasparente che spezza l’immersione, anche se fornisce un piccolo tocco di vintage all’intera produzione.

PRO:

  • Sistema di combattimento veicolare solido e appagante;
  • Struttura roguelite ben integrata con la formula racing;
  • Progressione permanente che funziona alla grande;
  • Boss fight impegnative e divertenti.

CONTRO:

  • Scarsa varietà di eventi dopo le prime ore;
  • Assenza totale di multiplayer online o locale;
  • Nessuna modalità alternativa alla campagna roguelite;
  • IA degli avversari troppo altalenante.

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Dimensione artistica: un’apocalisse colorata

Visivamente parlando, Carmageddon: Rogue Shift fa il suo dovere senza eccellere. Lo stile grafico punta su colori saturi e design volutamente caricaturale che richiama i fumetti post-apocalittici degli anni ’80. Le ambientazioni sono varie e ognuna ha una sua palette distintiva: dal giallo desertico delle lande desolate al grigio industriale delle città in rovina, fino al verde tossico delle zone radioattive.

I veicoli sono ben modellati, con un design che bilancia realismo e fantascienza. Ogni auto ha una personalità visiva precisa e le armi montate sopra si integrano bene nell’estetica generale. Gli zombie sono generici ma funzionali: il loro scopo è riempire le strade e volare in aria quando li investiamo. Il vero protagonista visivo sono gli effetti particellari: esplosioni, scintille, detriti e fiamme riempiono costantemente lo schermo durante le corse più concitate. Su console PS5, il gioco mantiene un frame rate solido anche nei momenti più caotici. La fluidità è fondamentale per un titolo del genere e su questa piattaforma non delude.

Il sistema di danneggiamento è uno dei punti deboli dal punto di vista tecnico. I veicoli accumulano graffi e ammaccature durante gli scontri ma il modello di deformazione è basilare. Non vedrete mai auto che si accartocciano realisticamente o parti che si staccano in modo convincente. Per un gioco che si chiama Carmageddon – e che fa della distruzione il suo punto di forza – questo rappresenta un vero rammarico. I primi titoli della serie erano famosi proprio per come le macchine si sfasciavano in modo spettacolare.

Sul fronte sonoro il gioco è funzionale ma non memorabile. La colonna sonora è composta principalmente da tracce rock e metal che accompagnano l’azione senza mai emergere davvero. Nessun brano resta in testa dopo aver spento il gioco. Gli effetti sonori invece fanno il loro lavoro: i motori ruggiscono, le esplosioni tuonano e gli impatti hanno un peso sonoro adeguato. Manca però quel livello di polish che distingue una buona implementazione audio da una eccellente.

PRO:

  • Stile grafico colorato e caratteristico;
  • Effetti particellari spettacolari;
  • Design dei veicoli riuscito e vario;
  • Ambientazioni diverse con palette distintive.

CONTRO:

  • Sistema di danneggiamento veicoli troppo basilare;
  • Colonna sonora anonima e dimenticabile;
  • Zombie generici senza particolare cura nei dettagli;
  • Manca il livello di polish di produzioni AAA.

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Conclusione: un ritorno riuscito ma con margini di miglioramento

Carmageddon: Rogue Shift è un gioco che sa quello che vuole essere e lo fa con convinzione. È uno spin-off arcade e roguelite che prende la formula storica della serie e la reinventa. Il gameplay è solido, la struttura roguelite si integra bene e il loop di gioco funziona per quello che promette: sessioni veloci e caotiche dove fai esplodere tutto quello che si muove.

I punti di forza sono evidenti. Il combattimento veicolare è appagante e immediato. La progressione permanente ci spinge a fare ancora una run anche quando sappiamo arrivato il momento di staccare. Le boss fight sono i momenti più alti dell’esperienza. La grafica colorata e gli effetti particellari spettacolari fanno il loro dovere. Dall’altro lato però ci sono limiti strutturali che non si possono ignorare. La varietà degli eventi è limitata e dopo qualche ora cominciamo a vedere sempre le stesse situazioni. L’assenza totale di multigiocatore online o locale è una mancanza pesante per un gioco di corse distruttive. Il sistema di danneggiamento basilare delude rispetto alle aspettative legate al nome Carmageddon.

Chi dovrebbe comprare questo gioco? Se amate i roguelite e i racing arcade questo è un acquisto consigliato. Se cercate un’esperienza frenetica da giocare a piccole dosi tra una sessione e l’altra Rogue Shift fa al caso vostro. Se siete fan della serie storica e volete vedere come si è evoluta la formula preparatevi ad accettare cambiamenti significativi.

PANORAMICA DELLE RECENSIONI

Gameplay
8.0
Dimensione artistica
8.0
Intrattenimento
7.5

Sommario

Carmageddon: Rogue Shift è un buon gioco che poteva essere ottimo con qualche mese in più di sviluppo e contenuti extra. È un ritorno gradito di una serie storica che mancava da troppo tempo. Non è il capolavoro definitivo che i fan attendevano ma è un solido punto di partenza per rilanciare il brand. Con il giusto supporto post-lancio fatto di aggiornamenti, nuovi eventi e magari l'aggiunta di un modalità multigiocatore, questo gioco potrebbe crescere parecchio nei prossimi mesi.
Dino Cioce
39 anni, sposato e padre di due bellissimi bambini; anche se il tempo è poco e gli impegni sono tanti, trovo sempre un momento per dedicarmi al mio mantra e al mio credo. I AM A GAMERCRACY
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Carmageddon: Rogue Shift è un buon gioco che poteva essere ottimo con qualche mese in più di sviluppo e contenuti extra. È un ritorno gradito di una serie storica che mancava da troppo tempo. Non è il capolavoro definitivo che i fan attendevano ma è un solido punto di partenza per rilanciare il brand. Con il giusto supporto post-lancio fatto di aggiornamenti, nuovi eventi e magari l'aggiunta di un modalità multigiocatore, questo gioco potrebbe crescere parecchio nei prossimi mesi.Carmageddon: Rogue Shift, la recensione su PS5