Beyond: Due anime recensione

Arriva finalmente l’atteso nuovo gioco sviluppato dallo studio francese Quantic Dream per PlayStation 3. Per coloro che sono più avvezzi al mondo videoludico ricorderanno il nome della Quantic Dream che ha regalato loro una grande esperienza con il precedente titolo, Heavy Rain.

Protagonista di Beyond: Due anime è Jodie Holmes (Ellen Page), una ragazza “difficile”, che il giocatore accompagna persone dagli 8 ai 23 anni in un viaggio alla scoperta di sé. Jodie possiede poteri soprannaturali e, sin da bambina, ha un legame psichico con un’entità invisibile chiamata Aiden. Impaurita e confusa da bambina, timida alla prima festa di compleanno, ribelle negli anni dell’adolescenza, agguerrita in missione, innamorata e tradita.

Un’esperienza videoludica giocata attraverso gli stati d’animo della protagonista, in una narrazione che non segue l’ordine temporale degli eventi, ma è incentrata sul flash back, per garantire al giocatore una perfetta empatia con il personaggio. Willem Dafoe veste i panni di Nathan Dawkings, lo scienziato che si occupa di studiare Jodie e analizzare la sua relazione con Aiden nei primissimi anni della sua vita e che, nell’evolversi della trama, assume sempre di più il ruolo della figura paterna. Al giocatore è affidato il compito di prendere decisioni immediate che possono cambiare il corso degli eventi ed incidere sull’esito della narrazione che presuppone ben 23 possibili finali.

Beyond: Due anime

Come auspicato da molti al suo annuncio, il nuovo titolo della Quantic è un’ulteriore evoluzione delle tecniche già viste nel precedente capitolo e con Beyond Due anime. David Cage (fondatore della Quantic Dream) ci regala un nuovo intenso gioco emozionale, elaborato ancora una volta su un costrutto narrativo davvero coinvolgente ed affasciante. Come già accaduto in Heavy Rain, con questo nuovo prodotto i confini tra cinema e videogioco tendono ad assottigliarsi ulteriormente, regalandoci un’intensa esperienza a 360 gradi, senza però perdere la sua identità e la sua vocazione spiccatamente videoludica.

La poetica e la visione  di Cage rimangono evidenti anche in questo nuovo titolo, e non solo, questa è l’occasione per progredire ulteriormente nei suoi elementi fondanti. La sua visione iniziata con Omikron: The Nomad Soul ed esploso poi con Fahrenheit in Beyond Due anime raggiunge la sua massima espressione, grazie anche all’utilizzo innovativo di grandi attori come Ellen Page e William Dafoe e alla tecnica utilizzata del motion capture.

Beyond: Due anime motion-capture-

A differenza degli altri titoli con i quali lo studio francese ci aveva abituato ritmi più o meno incalzanti e a continui e repentini sbalzi di tempo, Beyond è un’esperienza diversa, un gioco che potremmo definire intimista, fondato su una narrazione morbida e sottile. A tal proposito, il prodotto potrebbe non essere propriamente adatto ad un vasto pubblico di players, ma allo stesso tempo è proprio questo l’elemento vincente del gioco. Perché il prodotto in alcune sue parti è davvero composto da una narrazione eccezionale, intrisa di un’emotività rara e preziosa nel mondo dell’industria videoludica, capace di esaltare e far commuovere anche i più restii, riuscendo a conquistarci nel profondo, senza mai deluderci. Anche se forse, Heavy Rain era costruito su una narrazione meno lineare ma più coesa ed adrenalinica.

Dal punto di vista grafico, invece, Beyond: Due anime  rappresenta forse il punto più alto raggiunto su PS3, il giusto finale per una console che ancora una volta dimostra il suo dominio incontrastato e  che presto dovrà lasciare il posto all’ormai imminente arrivo di PS4.