The Deadly Tower of Monsters, la recensione: fra omaggio e invenzione

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La diffusione capillare di internet nelle case dei più ha esteso e rinforzato la realtà delle cosiddette “community”, ovvero un numero variabile di persone unite fra loro da una passione, un interesse condiviso. The Deadly Tower of Monsters è un titolo che vuole prendere due piccioni con una fava, conquistando sia la comunità di videogiocatori che quella degli estimatori di vecchi film fantascientifici “senza troppe pretese”.

Disponibile solo per l’acquisto digitale su Steam e Playstation Store a partire dal 19 gennaio 2016,  The Deadly Tower of Monsters è uno sparatutto isometrico con elementi platform e combattimenti all’arma bianca. A dire il vero, non è neppure semplice classificarlo in un singolo genere, dato che è il gioco stesso a voler apparire ciò che non è.

Sviluppato da ACE Team e distribuito da ATLUS, questo titolo pone il videogiocatore nei panni di uno spettatore, o meglio, di uno sventurato acquirente della versione rimasterizzata in DVD di un ormai vecchio film sci-fi di serie Z, nel quale lo svolgersi degli eventi – che altro non è se non il gameplay vero e proprio – sarà incessantemente accompagnato dal commentario del regista su ogni avvenimento accaduto, personaggio incontrato e azione compiuta dai protagonisti… E quando si vestono i panni di Dick “Pipino” Starspeed, della bella e bionda Scarlet (vestita non a caso in un’attillata tutina spaziale rossa) e dall’androide così tanto fantasiosamente chiamato Robot, il divertimento è assicurato.

the-deadly-tower-of-monsters-2Pur non brillando per una grafica eccelsa, ogni elemento a schermo mostra il genio di ACE Team nel ricreare un vecchio set cinematografico di infima qualità: dinosauri rosa malamente animati in stop motion, scimmie aliene schiave, insetti giganti nucleari, cani aspirapolvere coperti da luminarie natalizie e alieni nani di gomma sono solo alcuni dei nemici che ci si troverà ad affrontare a colpi di armi e poteri speciali, con l’unico scopo di farsi strada verso la cima della mortale torre da cui il gioco prende il nome per sconfiggere il malvagio imperatore… O forse no.

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Gli eventi che compongono la trama sono tanto sconclusionati quanto geniali, le conversazioni del regista e del suo assistente sono composte da decine e decine di dialoghi, uno più divertente ed ambiguo dell’altro; le ambientazioni e le armi ricalcano i migliori – e peggiori – clichè del cattivo cinema fantasy-fantascientifico degli anni ’70 ed ’80, con tanto di palme di plastica, rocce che “esplodono” sgonfiandosi, mitra e pistole giocattolo, armi medioevali e spade laser. Sia gli equipaggiamenti che le abilità dei tre protagonisti sono potenziabili e la mappa, per quanto folle ed irrealistica, è interamente connessa da ascensori e teletrasporti; è perfettamente possibile lanciarsi dal suo punto più alto e raggiungerne la base senza alcuna schermata di caricamento… Sempre che si riescano ad evitare i mostri marini e ci si ricordi di azionare il jetpack in tempo per frenare la caduta prima dell’impatto.

the-deadly-tower-of-monsters-2Se The Deadly Tower of Monsters mostra i muscoli con orgoglio quando si tratta di trama, stile e level design, rimane purtroppo ben lontano dall’eccellenza a causa di piccoli, ma numerosi problemi. Il primo e forse meno importante è rappresentato da una durata e un livello di sfida davvero troppo bassi, che rendono possibile completare il gioco al 100% in meno di 7 ore e con un livello di rigiocabilità quasi nullo. Anche dal punto di vista tecnico il titolo non brilla particolarmente: a causa delle mappa e dei numerosi mostri costantemente renderizzati in-game anche quando non presenti a schermo, la versione console soffre di un framerate sotto i 30fps e piuttosto ballerino, frequenti pop-up e alto rischio di crash [Nella mia esperienza personale su Playstation 4, in poco meno di 10 ore di gioco ho avuto a che fare con ben 3 interruzioni impreviste del gioco, NdPhenrir]; inoltre, l’intelligenza artificiale dei nemici è davvero minimale e la presenza di fuoco amico porta spesso gli avversari ad incastrarsi e macellarsi tra loro, con in giocatore “in panchina” ad osservare la mattanza.

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Si intuisce chiaramente, però, che l’obiettivo di ACE Team non fosse quello di proporre sul mercato un gioco pretenzioso, men che mai perfetto, ma un dono, un monumento, un memento dedicato ad appassionati e nostalgici dei vecchi e plasticosi film fantascientifici di un ormai lontano e quasi dimenticato passato. Per questa ragione – e per il prezzo più che ragionevole del gioco – il lavoro andrebbe lodato e non condannato: nulla vieta alla software house cilena, in futuro, di mostrare ancora di cosa sia capace, magari con un titolo più “cesellato” rispetto a questo suo ultimo lavoro.

The Deadly Tower of Monsters è appunto una “cipolla videoludica”: piccola, non molto bella da vedere, ma dolce al palato e in grado di commuovere chi troverà tempo e voglia di “sbucciarla”.