Superliminal recensione

La categoria dei “Puzzle Games” è molto vasta perché racchiude un po’ di tutto. Ormai da tempo però, grazie a capolavori come Portal, è riuscita a trovare uno spazio preciso nel modo dei videogames ed attrarre soprattutto piccoli sviluppatori che trovano l’idea giusta per cimentarsi con questo genere. È questo il caso di Pillow Castle, piccolo studio indipendente basato a Seattle, che ha deciso di sviluppare SUPERLIMINAL, la loro opera prima, investendo proprio su un Puzzle Games.

La storia di SUPERLIMINAL è apparentemente molto semplice. Siamo bloccati nel nostro sogno, in una clinica non ben identificata, forse vittima di un esperimento da cui non possiamo sottrarci, ma soprattutto, non riusciamo a svegliarci. Questo è quello che deduciamo grazie alle due voci fuori campo che ci accompagnano nel nostro peregrinare. La voce metallica dell’IA di un assistente/infermiera che ci dà informazioni sulle regole della clinica e la voce del Dottor Glenn Pierce che non riesce mai a localizzarci perché non siamo svegli, esortandoci a trovare una via per attivare il subconscio e svegliarci. Quello che però ci è immediatamente chiaro è che, clinica o albergo che sia, il luogo dove ci troviamo è composto da corridoi che immettono in stanze chiuse ed il nostro obiettivo è trovare il modo di uscirne. Ma c’è qualcosa che non torna, gli oggetti presenti nella stanza sembrano non voler rispondere alle regole della prospettiva, mutando dimensione a seconda della distanza e dei riferimenti che hanno con la stanza stessa.

Cosa c’è di più irreale di una realtà percepita?

SUPERLIMINAL parte dal presupposto che tutto ciò che visivamente percepiamo al primo sguardo non è vero corrisponda sempre alla realtà. La prospettiva, grazie alle regole della geometria e della matematica, ci permette di identificare un’immagine definendola in uno spazio rispetto ad un piano ed una profondità precisi. Tutto bene se stiamo parlando di un’immagine fissa. Cosa succede se rompiamo queste regole ed applichiamo ad un’immagine in movimento una prospettiva ambigua che, in continuazione, ne cambia dimensione e relazione con lo spazio che la circonda? Questo è ciò che succede in SUPERLIMINAL, un gioco che forza ai nostri occhi una prospettiva per poi, complice una falsa profondità, catapultarci in un mondo surreale, dove alcuni oggetti si muovono dimensionalmente con prospettive diverse a seconda della profondità che noi riusciamo a creare rispetto allo spazio che li circonda.

SUPERLIMINAL è un gioco con visuale in prima persona e per generare queste illusioni ci mette a disposizione pochi controlli. La possibilità di muoverci, saltare, afferrare un oggetto, ruotarlo, posizionarlo ma soprattutto sarà la combinazione tra l’oggetto nelle nostre mani ed il nostro movimento che ci consentirà di rompere le barriere dimensionali e far sì che un oggetto molto grosso visto da lontano possa facilmente diventare piccolo, una volta appoggiato su un tavolo dove sarà cambiata la profondità prospettica. Potremo quindi passare da una stanza ad un’altra utilizzando intelligenti trucchi visivi degni di una tavola di Escher.

SUPERLIMINAL è composto da una serie di livelli che si distinguono per le ambientazioni e le meccaniche base che devono essere utilizzate al fine di completarli. Queste meccaniche non sono del tutto originali per ogni livello, ma dovranno essere mescolate a seconda della difficoltà e spesso con guizzi illogici che ci faranno anche sudare sangue. Man mano che procediamo nel gioco, gli enigmi evolvono naturalmente e così ci troveremo a dover gestire anche le caratteristiche fisiche che alcuni oggetti sono in grado di generare nei confronti di altri elementi presenti nella stanza. Per esempio, un ventilatore, a seconda della sua dimensione, potrà o non potrà spostare alcuni elementi utili per risolvere il puzzle.

Ma la strada che porta all’attivazione del nostro subconscio, o all’uscita finale se preferite, si dovrà trovare anche muovendoci al di fuori delle nuove meccaniche prospettiche che, dopo alcuni livelli, ci sembreranno ormai apparentemente chiare ai nostri occhi. Mi rendo conto che alcune mie frasi meriterebbero un esempio, ma questo equivarrebbe a rivelare un trucco per superare il livello e vi toglierei tutto il gusto. Anche perché, SUPERLIMINAL, con una durata di circa 3 ore, non è un gioco particolarmente longevo e quindi merita di esser scoperto e giocato tutto senza aiuti, gustandosi le diverse atmosfere che caratterizzano i suoi livelli e giungere alla fine per scoprire il messaggio, o meglio, la morale che gli autori ci vogliono lasciare.

Pillow Castle ha l’idea geniale di distruggere le leggi geometriche della forma e prospettiva, portandoci in un mondo dove la nostra vista non ha più certezze. SUPERLIMINAL è però un Puzzle Game che funziona a tratti, sempre in bilico tra il compiacimento del giocatore quando scopre il trucco e la sua frustrazione quando rimane bloccato sentendosi preso in giro dagli sviluppatori. Nonostante ciò, il gioco SUPERLIMINAL ha il pregio di farci provare un’esperienza surreale, spiazzante e intelligente.