Ed eccoci qui a parlarvi, nella nostra recensione, di Persona 5 Royal, uno dei titoli più attesi dell’anno e ancora un’esclusiva PS4. Abbiamo utilizzato la parola “ancora” non di sproposito. La saga realizzata da Atlus ha, infatti, attraversato ben 4 generazioni e mezzo di console Sony (se ci mettiamo anche la PS4 Pro). Nato come spin-off della serie di JRPG Megami Tensei, la saga di Persona insegue sempre un minimo comune denominatore nella storia.

Nel quinto capitolo della saga troveremo un nuovo gruppo di studenti affrontare, con l’ausilio dei loro alter-ego spirituali (i Persona, appunto), gli abitanti del metaverso, gli Shadows. Non andremo oltre, anche perché ci ha già pensato una nostra precedente recensione

Persona 5 Royal recensione racconto ps4

Persona 5 Royal, rispetto alla versione che possiamo definire “base” del gioco originale, introduce dei nuovi personaggi e abilità, due finali alternativi e un estensione dell’arco narrativo (e quindi nuove avventure). Vogliamo raccontare la nostra esperienza di gioco, questa volta, in un modo piuttosto anacronistico. Lo vogliamo fare perché è il gioco stesso che lo merita e altrimenti rischierebbe di essere non compreso visto il momento storico videoludico in cui viviamo.

Ci rendiamo conto che una “classica” recensione di un gioco è quella che potenzialmente tutti si aspettano, seguendo lo schema storia, gameplay e feature connesse. Lo abbiamo sempre fatto, ma questa volta vogliamo dare un taglio diverso al nostro racconto, perché di questo si parla. Partiamo, quindi, con la recensione/racconto della nostra esperienza con Persona 5 Royal, titolo, vi ricordiamo, esclusiva PS4.

Un videogioco come esperienza

Ai videogiochi viene da sempre affidato un compito arduo, quello di saper intrattenere e, e allo stesso tempo, divertire il pubblico. Negli ultimi anni questa tendenza si è manifestata con meta e gameplay tendenti all’action, contaminati da componenti RPG. In questo terreno nascono i “soul’s like”, di cui Nioh 2 ne è l’ultimo testimone.

Il livello di sfida è dato dalla difficoltà e l’esperienza di gioco che ne deriva è incentrata sul concetto di “migliorarsi sempre di più”. Migliorare e migliorarsi: questo è il motto vincente. Ma non è stato sempre così. Vi era un tempo in cui una storia ben raccontata era il volano del gameplay e del meta.

Persona 5 Royal recensione racconto ps4

Persona 5 Royal appartiene a questo genere di videogiochi, dove il contesto narrativo è una componente fondamentale e non accessoria, attorno al quale ruota tutto. Questo aspetto è palpabile sin dai primi istanti di gioco, dopo aver sottoscritto il contratto.

Di primo impeto sembra di vedere un anime che ricorda vagamente Le avventure di Lupin III, con un gruppo di ladri che mette a segno un colpo al casinò. Poi la scena si interrompe bruscamente e si passa, in un batter d’occhio, da anime a videogioco.

Persona 5 Royal recensione racconto ps4

Un classico combattimento a turni “vecchio stile”, come quello della versione PSX di Final Fantasy VII (anche egli, alla fine, ha ceduto al fascino “action” con la versione remake). Possiamo decidere di attaccare il nemico come vogliamo, sia con le armi che con le abilità, cercando di attuare una strategia vincente.Finito il combattimento inizia la parte esplorativa.

Il leitmotiv di Persona 5 Royal è fondamentalmente questo, con l’alternarsi di componente narrativa, combattimenti ed esplorazione.

Persona 5 Royal recensione racconto ps4

Con l’avanzare del gioco si sbloccano nuove abilità da utilizzare in combattimento, anche in virtù della presenza dei Persona. La componente esplorativa si trasforma in un perfetto simulatore di vita, dove le scelte compiute dal protagonista influiscono sulla trama. Tutto questo è amplificato in Persona 5 Royal grazie alla presenza della localizzazione in italiano.

La versione originale del gioco era in lingua inglese e giapponese per cui l’esperienza di gioco non era accessibile a tutti. Adesso, quindi, Atlus invita quante più persone a giocare al loro videogioco. Per alcuni può rappresentare un’esperienza reiterata, per altri una completamente nuova.

Persona 5 Royal recensione racconto ps4

Ci si rende conto, con l’avanzare della storia, che inseguiamo quasi in maniera ossessiva la componente narrativa in quanto rapiti dalla storia e della trama del gioco. Vogliamo capire il perché di un evento, l’origine dei Persona, che cosa sono i Palazzi e da dove arrivano gli Shadows. Ci accorgiamo di essere rapiti (per l’ennesima volta) dal racconto e il meta e il gameplay ubbidiscono ai suoi voleri.

L’ultimo sopravvissuto dei JRPG

Il JRPG rappresenta, con molta probabilità, uno dei generi più antichi nel panorama videoludico, e Persona 5 Royal nè è forse l’ultimo ambasciatore autentico. Purtroppo i giochi di ruolo japan style si stanno scontrando con le attuali tendenze in materia di videogiochi dove l’action divora ogni forma di poesia.

Quest’ultima era, infatti, il filo conduttore di ogni videogioco, e ogni nuova IP catalogata in questo genere era assimilabile a un opera d’arte. Basti pensare alla saga di Final Fantasy, che ancora oggi è un’istituzione, anche se si è dovuta adeguare agli attuali standard in materia di gameplay.

Persona 5 Royal recensione racconto ps4

Ogni JRPG che si rispetti deve rispettare due regole base: una componente narrativa profonda e un sistema di combattimento a turni. Lasciando la prima al capitolo successivo della nostra recensione parliamo, invece, del turn based combat system, verticalizzato ovviamente su Persona 5 Royal. Dovete immaginare una battaglia come una partita a scacchi dove, mentre aspettate la mossa del nemico elaborate già la mossa successiva.

Quando arriva il vostro turno avete 2 chance per attaccare il nemico: sferrare un attacco fisico o utilizzare un’abilità. Gli attacchi fisici utilizzano le armi in dotazione al personaggio e non consumano particolari risorse. Le abilità, invece, richiedono un tributo in termini di HP (Health Power, Punti vita) e SP (Skill Power, Punti abilità). 

Persona 5 Royal recensione racconto ps4

Un combattimento non è solo muscoli ma anche molto cervello. Ogni singola mossa deve essere pianificata per raggiungere il risultato con le risorse a disposizione. È richiesta una perfetta conoscenza della build del personaggio utilizzato, del persona equipaggiato, della composizione della squadra e del livello del nemico che si affronterà. Se cercate l’action state bussando alla porta sbagliata. Quì c’è solo pura poesia.

L’importanza della narrazione

Dopo aver speso parole sul sistema di combattimento, parliamo adesso della componente narrativa, vero fiore all’occhiello di Persona 5 Royal. Come già anticipato prima, la scelta di Atlus di inserire la localizzazione in italiano ha migliorato notevolmente l’esperienza di gioco, oltre a renderlo accessibile a una platea maggiore di utilizzatori.

Non solo adesso le vicende sono ampiamente comprensibili, ma si riescono a cogliere anche delle sfumature che prima erano precluse o di difficile intuizione. 

Persona 5 Royal recensione racconto ps4

Il gioco, vi ricordiamo, contiene anche un simulatore di vita reale in perfetto stile The Sims. Ogni nostra scelta o parola finisce all’interno di un sistema decisionale che innesca delle reazioni sia nell’immediato che a lungo termine. Queste, per forza di cose, si ripercuotono sulla storia e, in linea con la teoria del butterfly effect, possono sfociare in finali alternativi.

L’aspetto che,però, rende Persona 5 Royal unico nel panorama videoludico, è la presenza delle sequenze animate, realizzate in stile anime. Se non ci fosse il gameplay, le avventure dei Phantom Thieves sarebbero dei perfetti episodi per una serie animata. Azione che incontra il divertimento, con colpi di scena e momenti climax degni di una produzione d’animazione d’autore.

Persona 5 Royal recensione racconto ps4

Secondo noi, Atlus un pensierino, in questo senso, lo aveva già fatto. La realizzazione dei disegni e delle sequenze animate era stata affidata a Production I.G, quelli dietro a mostri sacri del calibro di Ghost in the Shell e Jin-Roh: Uomini e lupi. Insomma, non proprio gli ultimi arrivati.

Tutti i personaggi hanno una profondità caratteriale notevole per cui è assolutamente normale trovare e identificare la figura del “beniamino”. Come detto in precedenza, Persona 5 Royal è racconto e poesia, non solamente un videogioco.

Persona 5 Royal recensione racconto ps4

Come avete visto abbiamo cercato di realizzare molto di più di una semplice recensione di Persona 5 Royal, provando a costruire il racconto di un esperienza. Vedete, non è facile oggi appassionarsi a un gioco del genere. I gusti e i tempi di gioco sono cambiati notevolmente negli ultimi anni ed esperimenti come quello di Atlus rischiano di ricevere un consenso al di sotto delle aspettative. I gamer più attempati, quelli che sono cresciuti a “pane e JRPG” attendevano l’uscita di Persona 5 Royal con molta apprensione. Quelli più giovani, molto probabilmente, nemmeno lo avevano preso in considerazione. 

Noi ci siamo rivolti a loro, con la speranza di aver stimolato interesse e curiosità dietro questo capolavoro. Tendenzialmente non abbiamo nulla da segnalare rispetto alla nostra esperienza. La traduzione in italiano, salvo qualche sbavatura, è ottima e le nuove feature inserite, rispetto alla versione originale, funzionano. Ci dispiace solo che Atlus ha, forse, aspettato troppo tempo per l’uscita di Persona 5 Royal. Magari stava già pensando ad una nuova iterazione della saga su console PS5. Nel dubbio non ci (ri)gustiamo le avventure della banda dei Phantom Thieves.