A cinque mesi dal suo rilascio per PC, Funcom pubblica la versione per Console di Moons of Madness, un horror ambientato su Marte in un futuro prossimo, dove il giocatore impersona Shane Newehart, un astronauta assunto dall’azienda Orochi come supporto tecnico presso Invictus, un avamposto di ricerca segreto, costruito sul pianeta rosso.

Moons of Madness è un’esperienza in prima persona che da subito mostra la sua componente esplorativa come elemento principale del gameplay. Un’esplorazione fisica all’interno e all’esterno della base marziana che funge da tramite per sviluppare una storia che mescola incubi, inconscio, conoscenza proibita, destino e il futuro della nostra civiltà, tutti temi ispirati esplicitamente alle opere di H.P. Lovecraft.

Il gioco inizia con il risveglio di Shane che, come da programma, dovrebbe semplicemente assicurarsi il normale funzionamento dei sistemi base della stazione Invictus, nell’attesa dell’arrivo della nave da trasporto Cyrano che porterà su Marte una nuova squadra. Ma quello che ci troveremo ad affrontare sarà tutto tranne una normale giornata lavorativa. Sembra che l’intera base sia stata occupata da mostri vegetali e nessun sistema funzioni correttamente. Ciò che vediamo è la realtà o siamo in un incubo da cui dovremo tentare di uscire? Presto ci accorgeremo che, non solo chi ci assunto ci ha taciuto le ragioni per cui è stata costruita Invictus e che ci sta creando guai concreti, ma che con noi su Marte abbiamo portato orrori più profondi legati ai nostri problemi personali e mentali, mai risolti.

Tutto il gioco è un’esplorazione ambientale con una forte componente di puzzle ed i meccanismi e gli strumenti del gameplay con cui affrontare Moons of Madness sono pochi e semplici. Avremo a disposizione un Palmare da polso che ci indicherà la strada da seguire, ma soprattutto ci consentirà di interagire con una variegata serie di strumenti presenti sia all’interno che all’esterno della base. Sarà la nostra capacità di controllare computer, videocamere, combinazioni, veicoli e altro, che ci permetterà di procedere per superare le tre Missioni in cui è diviso il gioco. Non c’è nessuna componente legata al combattimento, così come nessuna arma, nonostante la presenza di un piede di porco rosso che è chiaramente un omaggio ad Half-Life e che servirà solamente per forzare alcune porte. Tutte le fasi più concitate saranno lasciate alla gestione della nostra fuga dal nemico, tranne un’eccezione che è, forse, l’unica componente aggiunta nella fase di porting da PC a Console.

La narrazione, i dialoghi e gli ambienti di Moons of Madness ricordano giochi come SOMA e Prey, le paure ed i momenti di tensione vengono utilizzati per descrivere lo stato mentale del nostro personaggio piuttosto che trasformarsi in momenti horror intrisi di spaventi.

Il gioco è in lingua inglese con interfaccia e sottotitoli completamente in italiano. Rock Pocket Game ha sviluppato un buon horror, più psicologico che fisico. Un viaggio tra i temi letterari più cari a Lovecraft, che mi sento di consigliare a coloro che sono più alla ricerca di una storia e di rompicapi intelligenti, dedicando loro il giusto tempo per la soluzione, piuttosto che agli amanti della frenesia e degli spaventi facili.