Monster Hunter: World recensione

Sarà la pubblicazione sulle ultime generazioni di Console a far decollare le serie Monster Hunter anche nel mondo occidentale?

Come molti sapranno, Monster Hunter è una famosa serie di videogiochi action-RPG in terza persona nata nel 2004 per PS2 e che ha avuto un grandissimo successo in Giappone dove, come sovente capita, ha avuto in parallelo anche un forte riscontro commerciale in termini di merchandising. Fatta eccezione per una breve apparizione sulla Xbox360 di Microsoft e su PC, per il resto, la maggior parte delle 40 milioni di copie vendute di Monster Hunter sono state soprattutto su Console Sony e Nintendo, non riscuotendo comunque sul mercato occidentale lo stesso successo avuto su quelli asiatici. Con l’obiettivo ambizioso di avvicinare le vendite nel resto del mondo ai numeri strabilianti del Sol Levante, Capcom, sviluppatore e publisher del videogioco, ha così deciso di rilasciare il nuovo Monster Hunter: World per la prima volta globalmente e simultaneamente per PlayStation4 e Xbox One, senza dimenticare il PC sul quale verrà rilasciato nell’autunno 2018.

Se non avete mai giocato a Monster Hunter il gameplay che caratterizza tutta la serie è presto detto. Il giocatore interpreta il ruolo di un cacciatore di mostri che, al termine di ogni missione, utilizza il bottino e le ricompense conquistate per migliorare o creare armi, armature e altri oggetti utili per il proprio personaggio, in modo da permettergli di affrontare mostri più potenti. A dispetto dei numeri bassi in termini di vendite, Monster Hunter ‘è stato accolto con grande favore anche nei mercati occidentali che però non gli hanno risparmiato critiche relative all’elevata difficoltà di apprendimento del gioco e alla sua accentuata ripetitività. Ma, come per tutti i giochi, anche da noi c’è una buona fetta di super-estimatori che aspettavano questo nuovo episodio per lanciarsi a testa bassa.

Monster Hunter: World recensione

Astera, il “nuovo mondo”

Monster Hunter: World si apre con una lunga sequenza cinematografica che ci introduce la storia del gioco: la traversata dell’oceano da parte dei draghi antichi, che avviene una volta ogni decennio, verso una terra conosciuta con il nome di “Nuovo Mondo”. Noi saremo uno dei cacciatori parte della Commissione di Ricerca della Gilda che ha l’obiettivo di scoprire i segreti della Traversata degli Antichi. Ovviamente questo è il pretesto per guidarci nelle varie missioni mentre la Commissione è concentrata a monitorare “Zorah Magdaros”, un drago antico di dimensioni colossali che sorge dalla profondità della terra come un vulcano.

La base operativa nel “Nuovo Mondo” si chiama Astera, ed è l’hub del gioco, il luogo dove si riuniscono cacciatori e comprimari, dove accetteremo le nostre nuove missioni e dove troveremo tutti gli strumenti per usare al meglio il sistema di “crafting”, elemento fondamentale del gameplay del gioco.

Perché, è vero che alla base del gioco c’è la progressione evolutiva del giocatore basato sull’incremento delle proprie abilità, ma è oltremodo importante raccogliere tutto il bottino ed il materiale possibile da utilizzare come materiale per creare armi e armature sempre più potenti. Ogni missione sarà quindi importante per progredire di livello ma soprattutto per ottenere ciò che ci serve. Questo significa che non raramente saremo costretti a ripetere una missione per riuscire ad impossessarci di tutto ciò che serve per creare l’arma in grado di aprirci la via verso la missione successiva.

Monster Hunter: World

Monster Hunter: World

L’ambientazione suddivisa in cinque regioni

Chiaramente i mostri sono i protagonisti principali di Monster Hunter: World. Non solo perché è sconfiggendoli che potremo accettare nuove e più complesse missioni, ma anche perché ognuno di loro avrà un peculiare meccanismo di combattimento. Non poteremo approcciarli tutti nello stesso modo, dovremo trovare l’arma giusta e scoprire di volta in volta il loro punto debole. Scordatevi la barra della salute, non ci sarà nulla che ci dirà quanto manca alla loro morte se non i segnali che noteremo dopo averli colpiti nel punto giusto. Così, anche l’ambiente ci sarà d’aiuto per creare trappole o usare elementi che ci aiuteranno ad ucciderli o a metterne uno contro l’altro e goderci il risultato finale senza rivelare la nostra presenza altrimenti rischiamo di vedere entrambi ritorcersi contro. L’ambientazione di Monster Hunter: World che, come detto, svolgerà un ruolo importantissimo nella nostra caccia è suddivisa in cinque regioni a cui potremo accedere via via che supereremo le varie missioni. 

Rispetto agli episodi precedenti Monster Hunter: World si presenta più fruibile e, per certi versi “facile”, segnali che chiaramente strizzano l’occhio ai nuovi potenziali giocatori. Ma non per questo il gioco deve essere preso sottogamba. Al contrario, i meccanismi di crafting e lo studio dei mostri vi terranno impegnati nelle battaglie per moltissimo tempo, rendendo il gioco veramente longevo per quelli che si appassioneranno. Non solo, la possibilità della modalità Multiplayer cooperativo a quattro giocatori è un’ottima opzione per variegare le partite. Di certo le meravigliose ambientazioni con i diversi ecosistemi che le caratterizzano sono un colpo d’occhio che piacerà a tutti. D’altro canto Monster Hunter: World rimane un gioco non per tutti. L’inerzia d’apprendimento iniziale può risultare frustrante e portarci a mollare. Così come, il dover affrontare più volte la stessa missione per ottenere l’arma più potente che ci permetterà di affrontare il mostro successivo, ci metterà spesso a dura prova.

Visivamente, pur non essendo strepitoso, il gioco è veramente bello in particolare relativamente alle ambientazioni delle regioni, ma soprattutto per quanto riguarda i dettagli dei mostri. La nostra prova è stata fatta utilizzando un codice per Xbox One e qualche problema lo abbiamo riscontrato. Meno importanti, visto la presenza del testo, la scomparsa dell’audio durante moltissimi dialoghi. Più evidente una qualità grafica più bassa dell’atteso, soprattutto nel momento in cui ci siamo confrontati con colleghi che lo hanno provato su PS4. Impossibile per noi il matchmaking del Multiplayer anche se, mentre scriviamo, sappiamo di aggiornamenti che dovrebbero indirizzare il problema.

Monster Hunter: World è sicuramente l’episodio più arioso della saga introducendo una linea narrativa più marcata. Rimane comunque fedele alla tradizione per quanto riguarda il gameplay e al fatto che sia coriaceo per giocatori non avvezzi a questa tipologia di Action-RPG giapponesi. È un bel gioco ed immenso da completare ma, non facile, anzi, impegnativo.