Si ritorna al “doppio” con It Takes Two, il titolo della nostra recensione giocato sulla nuova console PS5. EA e Hazelight ci regalano una bella avventura divertente e molto originale. Oggigiorno non è facile sorprendere e fare qualcosa “di nuovo”. Ereditando quanto di buono fatto in Two Brothers e A Way out, gli sviluppatori svedesi mostrano dei segnali di crescita degni di nota. Torna lo split screen e si è costretti a giocare il gioco in due. EA si inventa il friend pass per addolcire la pillola, dando la possibilità di giocare assieme a chi non possiede il gioco. Questa potrebbe essere una nuova mossa dell’azienda americana per avvicinare quante più persone ai suoi titoli.

Noi lo abbiamo giocato così, in compagnia di un nostro amico. Condividere qualcosa, in questo periodo, è un vero toccasana. Farlo con i videogiochi, poi, viene quasi in maniera naturale. It Takes Two lo fa “spintaneamente”. Sebbene questa scelta possa sembrare, in un primo momento, quasi costretta, con il passare dei minuti di gioco se ne comprende il significato. Stavolta non c’è una fuga come in A Way Out. Si parla di famiglia e rapporti, in una storia che nasconde delle note di tristezza.

It Takes Two recensione PS5

Salto dopo salto, tra un miniboss e un rompicapo, si assiste alla ricostruzione di un qualcosa che sembrava rotto per sempre. È tutto questo, se condiviso, è ancora più bello. Il tempo vola e non ci si rende conto di questo. A “casa nostra”, questo prende il nome di fattore immersione, e quando ti accorgi che il mondo virtuale in cui ti trovi è in grado di offrire una buona “Way Out” alla realtà di tutti i giorni, vuol dire stai giocando a qualcosa che merita.

Lo diciamo senza ombra di dubbio. It Takes Two merita il vostro interesse, e il perché, lasciandoci alle spalle la nostra premessa di rito, ve lo diremo nella nostra recensione per console PS5.

Quando storia fa rima con gameplay

Quando si parla di videogiochi si tende sempre a ragionare per paragoni e catalagozioni di genere, utili per trovare differenze e punti di contatto con l’offerta videoludica del momento. It Takes Two è quell’eccezione che conferma la regola. Al momento non esiste nulla di simile, né per storia e né per gameplay. Per carità, di platform in circolazione ce ne sono tanti, ma tutti da giocare da soli e senza nessuno con cui condividere qualcosa.

Tutto è costruito attorno al concetto di condivisione, e questo parte dalla storia. Il contesto degli eventi di gioco mette al centro una famiglia alle prese con un divorzio. May e Cody rivelano alla loro figlia Rose la loro decisione. La piccola non ci sta, e la sua fantasia riesce a creare l’impensabile. I due genitori finiscono nei panni di due pupazzetti, costretti a lavorare insieme per farsi notare dalla loro piccola bambina.

It Takes Two recensione PS5

La storia è costruita con sequenze quasi “Disneyane”, con un ritmo narrativo che ricorda, a tratti, Toy Story. I giocattoli c’entrano poco questa volta, con la casa che diventa il teatro degli eventi di gioco. Tutto si anima attorno a May e Cody, nel bene e nel male. L’originale level design offre un’ambientazione sempre diversificata, dove l’unica costante è rappresentata dal miniboss di livello.

Le cose da fare sono tante, da svolgere sempre in collaborazione con il “doppio”. Le abilità dei due personaggi non sono mai le stesse, ma coerenti con l’ambientazione. I rompicapo non mancheranno, anche se la loro difficoltà non spaventa affatto. L’unico consiglio che vi possiamo dare e di giocare sì in co-op, ma con cuffie e microfono. Il dialogo è fondamentale per superare, veloci e senza troppi problemi, gli ostacoli di turno.

Menzione d’onore la merita la componente artistica in generale, ad iniziare dal motion capture, che regala una fluidità di movimenti degna di nota. Lato grafico, la potenza della nuova generazione regala il 4K e i 60fps, che “accendono” il gameplay. I colori e i suoni creano delle composizioni immersive uniche, con una colonna sonora che non passa di certo indisturbata. Su PS5, il feedback aptico non lascia il segno, e probabilmente, non è stato nemmeno preso in considerazione dagli sviluppatori.

Riscoprire l’amicizia in gioco

È un dato di fatto che, chi sviluppa i videogiochi, preferisce concepire un gameplay dedicato al single player. Non si può obbligare nessuno a giocare in compagnia di qualcuno, pensando di rendere il gioco accessibile solo se questo aspetto viene soddisfatto. Hazelight “se ne frega”, e va contro corrente. Per giocare a It Takes Two, infatti, dobbiamo accordarci con il nostro amico, decidendo come e quando vederci per proseguire nella storia.

Questo vale sia se lo si gioca online che in locale, con il buon vecchio “doppio”. Lo split screen, inizialmente, da un po’ fastidio. Questo lo dobbiamo segnalare, anche se è un aspetto che perdura solo nelle fasi iniziali. Giusto il tempo per sincronizzarsi sulle giuste frequenze di gioco. Non capita tutti i giorni di giocare con lo schermo diviso. Un sacrificio per una giusta causa.

It Takes Two recensione PS5

Cuffie e microfono sono indispensabili. È quasi impossibile farne a meno, anche perché, con lo schermo contrapposto, se non si parla non si capisce chi-cosa-dove-come fare. Per cui, parlare, parlare e parlare. L’analisi della scena è utile per comprendere quali sono gli obiettivi da raggiungere. Non esiste, però, un solo modo di fare e questo vi sarà chiaro sin da subito. Litigherete e vi confronterete anche in maniera piuttosto accesa, come una vera coppia. Come May e Cody.

Ed ecco che storia e gameplay coincidono, con l’aspetto collaborativo che non è una componente che resta reclusa nel regno delle dinamiche di gioco, ma è alimentata dalla trama e dalla storia. Con il tempo l’affiatamento aumenta, anticipando le mosse del vostro amico. E come una vera coppia, uno pensa in funzione dell’altro, (ri)costruendo un rapporto che va oltre la semplice connessione dati.

Resta solo una piccola incognita. E se non ho amici con cui giocarci o che hanno voglia di giocare con me e condividere questa esperienza? L’assenza di una lobby, una stanza in cui incontrare gente, è un aspetto non di poco conto. Hazelight ed EA, forti delle precedenti esperienze, hanno fatto un pel passo falso. Si corre il serio rischio di restare ancorati e fermi nella storia, senza mai arrivare al finale di It Takes Two.

It Takes Two recensione PS5

Il commento

Ed eccoci giunti al termine della nostra recensione PS5 di It Takes Two, raccogliendo le fila della nostra esperienza di gioco. Il bilancio generale è assolutamente positivo. Nell’oceano videoludico attuale, il titolo di EA e Hazelight rappresenta quella novità “vera”. La costrizione del co-op è un fattore determinante per l’apprezzamento del gioco. Se si ha “l’amico facile” allora problemi non sussistono, ma se trovare un giusto “coppio” diventa un problema, rischiate di non arrivare mai alla conclusione della storia.

Dal punto di vista artistico, il gioco è qualcosa di magico. Dall’ambientazione al level design, sino ad arrivare ai personaggi è tutto una favola. Nel senso letterale del termine. A tratti, infatti, sembra di essere nel regno di Walt Disney. La trama del gioco, per quanto triste, è in grado di coinvolgere i giocatori di turno, che prendono la questione “sul personale”. Salvare il matrimonio di May e Cody, e far tornare il sorriso sul volto della piccola Rose, diventerà la nostra missione di vita.