In questa nostra recensione vi parleremo di Ghost of Tsushima, ultima grande esclusiva PS4. Sony lascia questo onore a Sucker Punch, coloro che 6 anni prima la “battezzarono” con l’uscita di Infamous: Second Son. Da allora, degli sviluppatori americani, salvo una piccola parentesi con Infamous: First Light, nulla si seppe. Circolavano voci su un progetto importante, anche se i dettagli non erano molto chiari.

La scossa arrivò durante l’ultimo E3, quello del 2018 (purtroppo… maledetto Covid-19). In occasione della fu kermesse losangelina, Sony lascio tutti di stucco con la presentazione di The Last of Us Part 2 e Ghost of Tsushima. Si capii, sin da subito, come il videogioco realizzato da Sucker Punch fosse dedicato al cinema d’autore. Le ispirazioni del maestro Akira Kurosawa erano piuttosto evidenti. Le inquadrature, il vento e le sequenze di combattimento sembravano provenire da 7 samurai e il suo remake spirituale 13 assassini.

Ghost of Tsushima recensione ps4

Il problema, però, che affligge questo genere di videogiochi, quelli “dipendenti dal cinema”, è che il rischio di costruire gameplay “poco verosimili” è molto alto. La fruizione dei due medium viaggia con logiche e tempi diversi, con il controller che funge da imbuto. Questa strozzatura la si avverte in Ghost of Tsushima, molto più che in The Last of Us Part 2. Sebbene entrambi siano sorretti da una sceneggiatura eccellente, il gioco realizzato da Sucker Punch richiama un dinamismo maggiore. Il merito (o la colpa) di tutto questo è legato al combat system, unica grande criticità del gioco.

Per il resto, non possiamo che riconoscere il grande lavoro svolto in termini di sviluppo. La componente open world è da 10, su questo non ci piove. L’isola di Tsushima, teatro degli eventi di gioco, è un concentrato di ecosistemi in continua evoluzione. Il famoso “vento”, da molti criticato (anche se non ne abbiamo capito il motivo…), non funziona solo come sistema GPS. Tutto l’ambiente interagisce con esso. Questa logica del “tutto” che interagisce con “tutto” è, a nostro avviso, il vero punto di forza di questa ultima grande esclusiva PS4.

Senza dilungarci troppo (come rischiamo “quasi” sempre), vi lasciamo alla nostra recensione di Ghost of Tsushima.

Una storia dentro la storia

Partiamo, quindi, con la nostra recensione per PS4 di Ghost of Tsushima parlando della “storia dietro la storia”, tra credo, idee ed ideali. Brian Fleming, producer di Sucker Punch Productions, riassume così, all’indomani del lancio mondiale, l’idea di base del gioco: Un samurai solitario sopravvive all’invasione mongola di Tsushima, ed è costretto a reinventarsi per salvare la sua isola natale.

Ghost of Tsushima racconta la storia di Jin Sakai, nobile samurai che discende da una stirpe di valorosi guerrieri. In seguito all’invasione dell’esercito mongolo, il giovane combattente è costretto ad arrendersi di fronte alla forza del nemico. Ma questa è solo una resa temporanea. Facendo appello alle sue conoscenze e abilità, Jin dovrà capire come affrontare il nemico, mettendo in discussione il suo credo. Il samurai, costretto a reinventarsi, dovrà affrontare i suoi demoni, mutando la sua forma ma non la sostanza.

Ghost of Tsushima recensione ps4

Ghost of Tsushima racconta un’avventura che trae origine, in parte, da vicende che fanno parte dei libri di storia. L’invasione dell’isola di Tsushima, avvenuta nel 1274, è un fatto realmente accaduto. Questo avvenimento rappresenta il core del progetto, attorno al quale si è orientato lo sviluppo di tutto il gioco. Sucker Punch di fronte a questa nuova sfida, al pari del nostro samurai Jin Sakai, si è dovuta reinventare.

La saga di Infamous prevedeva un gameplay in terza persona con una spiccata vena action e uno skill tree a progressione “naturale”. La componente esplorativa era limitata al raggiungimento di una missione, sia essa principale che secondaria. Al termine del ciclo di vita di questo progetto, la software house ha voluto alzare l’asticella. Brian Fleming, in verità, lo ha paragonato a un vero e proprio salto nel vuoto.

Ghost of Tsushima recensione ps4

Beh, dobbiamo dire che questi 6 anni di sviluppo, Sucker Punch li ha saputi sfruttare piuttosto bene. Raccogliendo l’eredità action della saga di Infamous, ci ha costruito intorno un vero e proprio ecosistema di matrice open world. Lo ha arricchito con un funzionale skill tree, con una progressione che premia il giocatore “che osa” e non quello “che fa bene i compiti”.

Il gameplay, tra combattimenti ed esplorazioni

Proseguiamo la nostra recensione di Ghost of Tsushima, ultima grande esclusiva PS4, parlando di un argomento che sta molto a cuore ad ogni gamer, il gameplay. Quello che si presenta davanti ai nostri occhi è un videogioco in terza persona immerso in un ambiente open world. La mappa, piuttosto ampia, ci dà un’idea di quello che ci aspetta nella nostra avventura, alternando missioni storia a secondarie. Ovviamente, tutto quello che troveremo nell’isola di Tsushima, vale veramente il prezzo del biglietto.

I combattimenti, quelli disseminati lungo la strada, sono (quasi) tutti evitabili. Sucker Punch ha creato, infatti, un gameplay piuttosto scalabile, andando incontro alle diverse tipologie di giocatore. Avrete la possibilità di avviare uno duello direttamente da controller. Dovrete, però, fare attenzione al vostro nemico, umano e “non”. I gruppi sono pericolosi da affrontare, per cui, se necessario, la ritirata potrebbe essere una valida opzione. Ricordate che un samurai combatte con onore e non con incoscienza.

Ghost of Tsushima recensione ps4

Resistere al fascino dell’isola di Tsushima, è difficile, se non impossibile. Ma l’aspetto che più sorprende, oltre alla sua estensione, è il numero di cose da poter fare al suo interno. Non solo, quindi, solo missioni, ma anche attività collaterali utili alla crescita del vostro personaggio. Oltre alla ricerca dei famosi “charms”, il mondo di gioco nasconde segreti e misteri tutti da scoprire. Armature leggendarie, armi rare e pergamene, sono celate in ogni angolo dell’isola, ognuno con una storia e leggenda a seguito.

Il tutto raccontato come se fossimo in un film d’autore, con tanto di narratore esterno in sottofondo. La continua presenza di uno stile cinematografico, però, crea situazioni talvolta “poco verosimili”. La colpa di ciò è da ricercare non solo in questa precisa scelta stilistica. I movimenti del nostro samurai, in alcune situazioni, sembrano presi in prestito dalla saga di Infamous. Quando Jin arrampica, corre e salta sembra che fa parkour, un po’ troppo avanti con i tempi.

Ghost of Tsushima recensione ps4

Il tributo a Kurosawa è molto presente, soprattutto nelle sequenze che qualcuno definisce “cinematiche”. Tra piani americani, inquadrature strette, colonne sonore epiche ed effetti ambientali unici (catturati direttamente dalla vera isola di Tsushima), vi sono diversi momenti ad alta intensità emotiva. Purtroppo per voi questi momenti sono rari, il resto della storia la dovrete scrivere voi.

L’isola vi parla, ascoltatela   

È tempo di descrivere, nella nostra recensione per PS4 di Ghost of Tsushima, quello che possiamo definire il mondo di gioco: teatro di una guerra e, allo stesso tempo, scrigno con infinite bellezze. Sucker Punch ha costruito un vero ecosistema per il nostro Jin Sakai. Gli sviluppatori, per cogliere la vera essenza dell’isola di Tsushima l’hanno visitata più volte, catturando luci e suoni dal vivo. Hanno studiato la flora e la fauna e come queste interagivano tra loro e con loro.

Il fattore interattivo gioca un ruolo fondamentale nel gameplay di Ghost of Tsushima. Vi abbiamo detto prima di come sia difficile resistere al fascino dell’isola. In un certo senso, nell’arco della nostra esperienza, abbiamo avvertito una costante presenza intorno a noi.

Ghost of Tsushima recensione ps4

Quando il buon Jin Sakai, anche solo per qualche istante, smarriva la retta via, l’isola gli parlava con folate improvvise di vento. Non consideratelo, però, un mero sistema di navigazione. Vi assicuriamo che è molto di più.

Gli sviluppatori, per esaltare il concetto di open world, hanno ricreato ben 40 biomi diversi. Questi interagiscono perfettamente tra di loro e con la tecnologia di epoca samurai. La natura, però, non va solamente osservata. Il titolo “L’isola vi parla, ascoltatela” non è infatti scelto a caso. Per quanto l’occhio, giustamente, voglia la sua parte, dovete essere in grado di cogliere tutti i suggerimenti che Tsushima vi fornisce lungo la strada.

Ghost of Tsushima recensione ps4

Se sentite il canto di un uccellino o il lamento di un animale, non abbiate fretta di andare oltre. Fermatevi qualche istante, anche solo per capire da dove proviene il verso. Seguite i volatili e le volpi e verrete sicuramente ricompensati.

L’isola vi porterà in luoghi nascosti e non visibili ad occhio nudo. La vegetazione e il clima sono in grado di celare bellezze nascoste, oltre che pericolose insidie.

Ricomporre il samurai spezzato

Approfondiamo, nella nostra recensione di Ghost of Tsushima, ultima grande esclusiva PS4, la parte dedicata alle componenti RPG. Prima dell’uscita del gioco, in molti si chiedevano se fosse o no un gioco di matrice soulslike. Sucker Punch, da un lato sembrava assecondare questa tendenza, dall’altro, invece, sembrava orientare lo sviluppo verso l’action. Questo alone di mistero è durato sino alla sua uscita.

La componente RPG di Ghost of Tsushima la possiamo definire stratificata ma non complessa. Vi abbiamo detto prima come il gioco possieda due anime, una che spinge verso il combattimento e l’altra verso l’esplorazione. Entrambe, però, contribuiscono alla crescita delle abilità e della forza di Jin Sakai. Lo fanno in modo diverso, sviluppando aspetti differenti.

Ghost of Tsushima recensione ps4

Siete dei combattenti temerari o amate agire nell’ombra, rapidi e veloci come degli spettri? La risposta a questa domanda serve per introdurre la struttura dello skill tree di Ghost of Tsushima. Il nostro Jin Sakai si rende conto che, per combattere il Khan e il suo esercito, servono sia le abilità dei samurai che quelle dei ninja. Quel credo samurai, spezzato in due dall’avanzata del nemico, ben presto troverà la via per riunirsi in una cosa sola. Imbattibile e inarrestabile.

L’isola di Tsushima nasconde moltissimi segreti, tra cui armi e armature leggendarie. In compagnia del vostro fido destriero attraverserete in lungo e in largo il mondo di gioco in cerca di tesori. Il vento e gli animali vi porteranno a scoprire katana molto rare e armature con stat di rilievo. Alcune di queste si potranno ottenere parlando con gli abitanti dell’isola, altre esplorando luoghi e altre ancora affrontando missioni secondarie.

Ghost of Tsushima recensione ps4

Prima vi accennavamo di come gli animali fossero importanti in Ghost of Tsushima. Le volpi, in particolare, giocano un ruolo fondamentale nella crescita del vostro personaggio. Loro vi condurranno ai santuari Inari, utili per sbloccare slot per gli amuleti, i famosi charms. Quest’ultimi, ottenibili tramite missioni, sia esse principali che secondarie, fungono da veri e propri mod.

Le forme del combattimento

Concludiamo la nostra recensione PS4 di Ghost of Tsushima, parlando di quella che possiamo definire una “quasi” eredità dei soulslike: le forme del combattimento. In Nioh 2 le chiamavano stance, o se preferite pose, ed erano il modo in cui si impugnavano le armi in battaglia. A seconda della loro tipologia, generavano attacchi veloci e deboli o lenti e potenti. L’impugnatura serviva anche per impostare il tipo difesa, coerente con la direzione del colpo in arrivo.

Questa profondità del combat system, unita ad altri elementi RPG, hanno marchiato i soulslike con l’appellativo di “troppo difficili”. Effettivamente questo genere di giochi porta con sé un certo livello di difficoltà, superabile ma costantemente presente. Ghost of Tsushima, a nostro avviso, non rientra in questa categoria di giochi, anche se prende in prestito alcuni elementi dai soulslike.

Ghost of Tsushima recensione ps4

Sucker Punch ha preferito costruire un gameplay più votato all’action che all’RPG. I vari combattimenti, seppur costantemente ispirati a film d’autore, richiedono l’intervento dei vostri riflessi. Le schivate come le parate, se fatte con il giusto tempismo, lasciano spazio ad attacchi micidiali. Inoltre, il giusto timing vi permette di guadagnare “concentrazione”, utile per curarvi in battaglia.

A seconda della tipologia di avversario che avrete di fronte, dovrete scegliere il tipo di forma. Ve ne sono di quattro tipi: Pietra, Acqua, Vento e Luna. Ognuna di queste è efficace con determinate tipologie di nemici, creando dei vantaggi in battaglia non indifferenti. Queste si sbloccano nel corso del gioco, sia affrontando missioni che combattimenti.

Ghost of Tsushima recensione ps4

Le varie forme vengono potenziate dai punti tecnica, ottenibili anche essi affrontando le varie sfide presenti in Ghost of Tsushima. Sebbene il gioco sia strutturato per accontentare varie tipologie di giocatore, solamente l’abilità con la spada vi permetterà di scacciare i mongoli dall’isola di Jin Sakai. Saranno le vostre scelte a scrivere una nuova pagina di storia.

Ghost of Tsushima recensione ps4

Ed eccoci giunti alla fine della nostra recensione di Ghost of Tsushima, ultima grande esclusiva PS4. La console di casa Sony, a un passo dal pensionamento, ci regala ancora un’altra grande emozione. Aspettavamo da molto tempo il lavoro di Sucker Punch, carichi di aspettative. Alcune sono state soddisfatte, altre hanno lasciato delle note amare. 

La componente open world è sublime, grazie all’enorme varietà di biomi in grado di ricreare ecosistemi interconnessi tra loro. Esplorare l’isola è un vero e proprio piacere. Non possiamo dire lo stesso, però, della componente action, quella dedicata ai combattimenti e ai movimenti dei personaggi. La continua ricerca di un “cinema” crea, talvolta, delle situazioni “poco verosimili”. In alcuni momenti, infatti, le animazioni di Jin Sakai sembrano essere “fuori contesto”. 

Anche se ci sono dei timidi accenni di soulslike il gameplay è sintonizzato sulle frequenze dell’action, con delle sane iniezioni di RPG. Ghost of Tsushima è un gioco che richiede la vostra attenzione e i vostri riflessi, soprattutto in combattimento. Tra missioni storia e secondarie dovrete far crescere il potenziale del vostro guerriero.

Il cuore e l’anima di Jin Sakai, sono caduti in mille pezzi. Sta a voi ricomporre il puzzle, tessera dopo tessera.