F1 2020 recensione ps4

I motori della Formula 1 tornano a ruggire su console anche nel 2020. Codemasters quest’anno regala a tutti gli appassionati del campionato automobilistico più famoso al mondo l’uscita del loro nuovo videogioco, in concomitanza con l’inizio della stagione. Il rinvio del Mondiale a causa dell’epidemia Covid-19 a questo luglio ha fatto si che proprio pochi giorni dopo il GP d’Austria l’atteso F1 2020 sbarcasse nuovamente su PS4, Xbox e PC.  Con la curiosità alle stelle, noi di Gamesplus abbiamo provato il gioco in anteprima, nella sua versione per PS4 e queste sono le nostre impressioni a caldo.

Carriera Pilota e Gameplay

F1 2020 si apre come di consueto con la creazione del vostro pilota, protagonista della carriera single player: pure in questo titolo potrete partire con la stagione d’esordio in Formula 2, completa o ridotta, in una scalata che vi porterà alla conquista di un contratto in F1. Per i più impazienti non c’è da temere, il grande palcoscenico del Mondiale di Formula 1 vi aspetta fin da subito, ma occhio a dare tutto per scontato. Mai come quest’anno sarà fondamentale ascoltare gli assistenti di gara, sfruttare le condizioni meteorologiche e saper scegliere le gomme nel paddock, perché i tracciati non lasciano scampo a nessuno.

Già a livelli bassi la competizione è accesa, merito di un’IA agguerrita come mai prima d’ora. La difficoltà è bilanciata sotto ogni aspetto nelle impostazioni di default e lascia un certo margine d’errore al player grazie all’opzione rewind. L’esperienza di guida è piacevole, uguale ai titoli precedenti e si divide in sportiva (quella più “semplificata”) e realistica, quest’ultima consigliatissima ai detrattori della frenata assistita. E immagino non siano pochi, visto quanto è overpowered.

I feels solo con il joystick sono abbastanza buoni, merito più del sonoro e della sfida che il gioco offre rispetto alla sensazione di pilotare la macchina senza un volante da gaming.

F1 2020 recensione

Nuovi tracciati e vecchie leggende

Il dettaglio e il livello grafico delle vetture sono ovviamente al loro meglio; i giochi di luce e le ombre sulle piste si apprezzano al meglio nella più classica delle inquadrature, la soggettiva, con la quale si respira il vero brivido della Formula 1.

Oltre dunque ad un motore grafico pressoché identico, i GP poi vedono l’aggiunta di due circuiti, quello di Zandvoort e l’Hanoi Street Circuit, feature uniche di F1 2020. Non mancano all’appello nemmeno tutte le licenze delle scuderie, monoposto comprese: l’offline offre oltre alla Carriera Pilota la possibilità di vestire i panni dei propri idoli su quattro ruote nella stagione singola… Ma non è tutto qui.

A grande richiesta dopo 6 anni torna lo split-screen, pronto a ricreare quell’effetto nostalgia per le sfide in multiplayer senza l’online (dettaglio che effettivamente mancava alla serie F1): sarà di nuovo possibile sfidare i vostri amici fianco a fianco partendo dalle qualifiche fino al Grand Prix della domenica.

Una trovata di grande effetto, come la scelta di dedicare la Deluxe Edition ad una leggenda del calibro di Michael Shumacher: l’icona assoluta della Ferrari e di questo sport è ben rappresentata da quattro delle macchine che hanno fatto la storia della carriera del pilota tedesco, tra cui le Rosse dei titoli del 2000 e del 2004, oltre alla mitica Benetton.

La vera grande novità: la Carriera Scuderia – My Team

F1 2020 Carriera Scuderia - My Team

Come ogni videogioco sportivo (penso fra tutte le saghe quella calcistica di Fifa targata EA Sports), da qualche anno a questa parte anche F1 2020 continua ad assomigliare molto ai sui predecessori. Il margine di crescita tra un titolo e l’altro è ridotto, anche per tempi d’uscita e limiti tecnici: delle poche ma significative novità illustrate fino ad ora, manca all’appello il lancio del My Team, una carriera completamente nuova dove il giocatore oltre ad essere il proprio avatar pilota, sarà il gestore e manager di una nuova scuderia, in lotta contro il Cavallino Rampante, la Mercedes e tutte le altre.

Passo fondamentale la scelta dello sponsor e delle entrate monetarie, con i relativi obiettivi da raggiungere in stagione per i vari bonus. Toccherà anche selezionare accuratamente il proprio motore e il compagno di scuderia, ovviamente senza sperperare il budget. Di lì in poi, tra interviste, presentazioni e personalizzazione della macchina, F1 2020 si apre ad un mondo di strategie differenti.

I potenziamenti agli assetti dell’auto sono graduali, coerenti con una crescita lenta della vostra scuderia che sarà per tutta la prima stagione il fanalino di coda. Interessante poi l’idea di far far migliorare i vari reparti di costruttori e tecnici in base al loro morale, influenzato dalle nostre dichiarazione, oltre che dalla programmazione degli intermezzi della stagione tra una gara e l’altra.

In F1 2020 la monoposto dei vostri sogni sarà ed è nelle vostre mani, dentro e fuori dalla pista.

Luci e ombre del gioco

Non è tutto oro ciò che luccica però: va detto che la modalità Carriera Scuderia può risultare troppo caotica, non adatta ad un casual player o a chi non mastica di motori. I tutorial nelle varie fasi di gioco spesso fanno da ostacolo alla fluidità del gameplay, finendo per confondere anziché esemplificare alcuni passaggi chiave (come le migliorie ai componenti della vettura). La personalizzazione dell’auto poi non lascia spazio a troppa fantasia, offrendo scelte limitate e circoscritte. Il passo fatto da Codemasters è sicuramente coraggioso, in linea coi più grandi titoli videoludici sportivi sul mercato (ricordando sempre Fifa, ma anche NFL ed NBA), ma in più occasioni F1 2020 sembra perdersi nella sua nuova anima GDR, lasciando poco spazio all’adrenalina dei tracciati.

La casa di produzione britannica ha dunque puntato tutto sul realismo come mai prima d’ora, ma non è riuscita a venire incontro ai novizi, nonostante il buon tentativo. F1 2020 rimane a tutti gli effetti un gioco godibilissimo, sufficientemente arcade ed allo stesso tempo adatto ai puristi del genere. Soprattutto a loro.