Vacche grassissime per la realtà virtuale. Visori come l’Oculus Rift o il Morpheus Sony ci permettono di vedere con gli occhi dell’avatar, e controller come Hydra o Leap Motion di muovere il suo corpo con il nostro. Con l’EPOC la realtà virtuale supera il mondo reale.

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Ha un’aria minacciosa, ma è innocuo. Lo stesso non si può dire del cervello umano.

L’EPOC è un headset della Emotiv in grado di captare stati elettrici del cervello, movimenti della testa ed espressioni facciali. A scanso di equivoci, non si tratta di una macchina telepatica: come vedremo meglio tra poco, l’EPOC si occupa di registrare l’attività cerebrale per tradurla in input periferici convenzionalmente stabiliti dall’utente tramite software. In soldoni, pensare “casa” non risulterà nella scrittura della parola, o nella ricerca dell’immagine, ma nella “pressione” del tasto che avrete associato a tale pensiero. Dal punto di vista hardware, si tratta di un headset con 16 “ricevitori”, 16 slot per altrettanti cilindretti di tessuto imbevuto di soluzione salina per ottimizzare la trasmissione elettrica, più un ricevitore bluetooth USB per il collegamento al computer e un cavo USB per l’alimentazione. Il funzionamento dell’apparato è piuttosto semplice: volta umidificati e montati i componenti si indossa l’headset e si apre il software, che consente di monitorare la qualità del segnale e di “allenare” la scansione e la codifica dell’attività cerebrale. Il training funziona come un registratore audio: premuto il tasto rec dovremo concentrarci su un pensiero fisso per 8 secondi, dopodiché basterà associare la registrazione a un qualsiasi input periferico (una lettera, un numero, un clic del mouse) e ogni volta che replicheremo quel pensiero il computer eseguirà il comando assegnato. Per facilitare la concetrazione dell’utente, il programma permette di registrare tramite una sorta di minigioco in cui muovere un cubo nelle tre dimensioni concentrandosi sui diversi tipi di movimenti. È possibile salvare più profili di utilizzo, e più comandi per ogni profilo.

Il feeling di utilizzo è entusiasmante. Ci si ritrova a meravigliarsi come bambini di fronte alla semplice scatola del tutorial. Giocarci poi è davvero soddisfacente: mentre si uccide un nemico o si pilota un veicolo si ha la netta sensazione di possedere poteri psichici. Peraltro l’EPOC opera a monte della mappatura dei comandi dei videogiochi, e dunque è universalmente compatibile. Il contatto tra volizione e realtà, per quanto virtuale, è quasi inquietante. Può accadere che, appena usciti dal software, ci si senta come privati di una facoltà naturale, come la vista o la voce, quando il computer non risponde più direttamente alla nostra mente. Una rivoluzionaria periferica di gioco, quindi, ma non solo. Se il programma impara in fretta a riconoscere i nostri pensieri, lo stesso non possiamo dire di noi stessi. L’EPOC ci insegna che contenuto del pensiero e stato mentale sono due cose diverse, e che mantenere la mente fissa su di un concetto (o sul vuoto) è cosa difficile e faticosa. Attraverso il gioco si impara a sgombrare la mente e a prenderne il controllo, lezioni generalmente legate ad altre e ben più seriose pratiche. In poche parole, L’Emotiv EPOC è un’occasione di conoscere la propria mente in modi che sono generalmente preclusi, il tutto divertendosi un mondo.

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L’interfaccia è sempre molto intuitiva.

L’Emotiv EPOC costa 399$ in versione base, comprensiva di headset, software, ricevitore bluetooth, cavo di alimentazione, confezione per la conservazione dei cilindretti e boccetta di soluzione salina. Il prezzo può salire a 800$ e oltre, nel caso vogliate più funzioni o la possibilità di ospitare il programma su più di un sistema operativo, ma si tratta di accessori pressoché inutili per l’utilizzo personale a scopo hobbystico. La qualità globale è molto alta: la connettività è buona e la latenza inesistente. Il software è molto essenziale e facile da usare, e non mancano appositi mini-giochi gratuiti, disponibili in download. Tra i pochi difetti una certa scomodità dell’headset e i lunghi tempi di alimentazione della batteria, ma stiamo comunque parlando di un prodotto molto meno invasivo e gravoso, in termini sia energetici sia economici, della tipica attrezzatura per la lettura dell’attività cerebrale. Giutificabile, probabilmente, anche la consistente opera di manutenzione richiesta: i cilindretti vanno montati e smontati a ogni uso (tutti e 16) e richiedono un’umidificazione molto frequente, soprattutto alla luce della brevità delle singole sessioni di utilizzo. Fortunatamente la soluzione salina in dotazione è sostituibile con il tipico liquido per lenti a contatto, alternativa immensamente più economica al rifornimento dallo store Emotiv. E il prezzo, in effetti, è il vero tallone d’Achille dell’EPOC. Prezzo aumentato da poco, peraltro, se il sottoscritto lo pagò intorno ai 300$ neanche un anno fa. Siamo di fronte a una periferica dalle vertiginose potenzialità (basta collegare un robot radiocomandato al computer e la telecinesi virtuale diventa potere reale), ma dal prezzo meno accessibile di quanto il sito web vanti.