Call of Duty: Black Ops IIII – Recensione

Call of Duty abbandona la campagna single-player inseguendo la moda della “Battle Royale” ed espandendo notevolmente i contenuti multiplayer.

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Call of Duty: Black Ops 4

Call of Duty: Black Ops IIII – Chi l’avrebbe detto? Call of Duty, il franchise di intrattenimento più grande al mondo, in grado di far guadare ogni anno miliardi alla sua casa editrice Activision, si guarda allo specchio e si scopre un perdente. Sotto assedio da parte di giochi online multiplayer come “Rainbow Six Siege”, “Overwatch”, “PlayerUnknown’s Battlegrounds” e “Fortnite”, Treyarch svolta a novanta gradi e tenta il tutto per tutto abolendo la campagna single player e, adeguandosi alla moda del momento, introducendo la modalità “Battle Royale”.

La mossa di dedicarsi solo alla modalità multiplayer non arriva da un semplice tiro di dadi. Il fenomeno del gaming online è ormai una realtà mondiale che muove enormi quantità di giocatori e, conseguentemente, di soldi. Activision ed i diversi team di sviluppo che gravitano nella su orbita non potevano non metter a fattor comune le loro esperienze con quelle dei loro concorrenti. Ed allora, se ben ricordate, Bungie con “Destiny” ha aperto una nuova strada agli sparatutto basati su servizi online persistenti. Ubisoft ed il suo “Rainbow Six Siege” hanno aggiunto la strategia e le classi degli specialisti.

Il gran colpo che ha trasformato gli sparatutto a squadre nel più grande fenomeno degli e-sport è arrivato da Blizzard con “Overwatch”. Per completare l’opera “PUBG” e “Fortnite”, con la loro “Battle Royale”, hanno introdotto un nuovo genere che è diventato attualmente il più popolare del settore. Ed ecco oggi uscire Call of Duty: Black Ops IIII che, in sintesi estrema, ha l’ambizione di far proprie tutte le esperienze precedenti cercando di posizionarsi come la loro naturale evoluzione nel mondo multiplayer.

Call of Duty: Black Ops IIII, il gioco

Call of Duty: Black Ops IIII

Iniziamo dalla modalità Multiplayer tradizionale, tipico della serie COD. Ad aspettarci troveremo 14 mappe che i giocatori affronteranno sia con set di personalizzazioni ad hoc ma anche grazie alla novità delle sottoclassi di Specialisti che portano una ventata nuova con abilità più strategiche anche per i team. Per quanto riguarda il gameplay, il ritmo frenetico di COD rimane inalterato ma viene privato di tutte le abilità futuristiche precedenti per tornare ad un livello di combattimento più terreno in grado di trasmetterci un senso di realtà più immediato.

Le modalità di gioco sono ora più basate su obiettivi di team che non semplicemente su chi ne uccide più della squadra nemica. Gli Specialisti avranno un ruolo importante per il raggiungimento dell’obiettivo, così come una corretta gestione della propria salute che non si rigenererà automaticamente ma utilizzando Medikit il cui uso dovrà essere gestito in maniera strategica. Oltre alle tradizionali modalità “Deathmatch”, “Cerca e Distruggi”, avremo un’interessante “Heist” che ci vedrà impegnati a rubare un gruzzolo di soldi e acquistare equipaggiamenti sempre migliori; oppure la modalità “Controllo” dove un team deve conquistare due obiettivi e l’altro Team impedirglielo. Anche in questo nuovo episodio della serie, la tradizionale modalità Multiplayer è forse l’esempio più puro di ciò che può essere l’esperienza COD per un giocatore e cioè, uno sparatutto online adrenalinico ad altissimo ritmo.

Call of Duty: Black Ops IIII, le modalità

Call of Duty: Black Ops IIII

Come in passato, anche in Call of Duty: Black Ops IIII, è prevista la modalità co-op Zombie ma in questo episodio, senza attendere il Season Pass, sono presenti da subito tre mappe molto diverse tra loro. Partiamo da “Voyage of Despair“, forse la più banale e graficamente meno appagante, che ci vede sul Titanic andare avanti ed indietro sui diversi ponti a piedi o tramite dei portali al fine di superare i vari livelli. Poi abbiamo “IX” dove verremo trasportati all’interno di un’arena di in un’improbabile antica Roma, costretti a sopravvivere dai non-morti, da tigri assassine e da affamati gladiatori.

Per terminare avremo la già conosciuta mappa “Blood of the Dead” ambientata nella rinomata Alcatraz e che ci permetterà di confrontarci con molti personaggi a noi famosi. Esiste anche la possibilità di percorrere queste mappe in modalità Rush il cui unico obiettivo è uccidere il maggior numero di Zombie possibile per accumulare più punti in classifica.

Con quattro difficoltà diverse e un Tutorial, indispensabile per capire le meccaniche base di alcuni potenziamenti, avremo la possibilità di affrontare in Team orde di Zombie, animali feroci e Boss fantastici. Il tutto grazie ad un sistema di poteri del personaggio basato su una sua crescita molto articolata. Infine, la sezione Zombie può essere giocata in modalità locale utilizzando dei Bot oppure in split-screen con un amico.

Call of Duty: Black Ops IIII, le novità

Call of Duty: Black Ops IIII

Ma eccoci giunti alla principale novità di Call of Duty: Black Ops IIII, la modalità Blackout, ovvero, la versione Treyarch di quello che è ormai il genere più gettonato del settore online multiplayer e cioè la famosa “Battle Royale”. La componente realistica di COD non poteva che portare ad una struttura di Blackout decisamente più simile a quella di “PUBG” che a “Fortnite”. Anche qui abbiamo un numero di 100 giocatori che si lanciano da un elicottero per raggiungere un’area dove dovranno sopravvivere usando la miglior strategia e facendo affidamento sulle armi più efficaci. Rispetto a “PUBG”, per certi versi si ha l’impressione che qui il gameplay sia più invitante, così come la curva di apprendimento più semplice.

Il realismo delle dinamiche di COD viene calato perfettamente in questo modello di sopravvivenza e ne viene esaltato rispetto alla concorrenza. Un esempio è la precisione e nitidezza delle sparatorie che surclassano facilmente quelle di PUBG che, al loro confronto, risultano decisamente più goffe, quasi di un’altra generazione. In Blackout gli spazi sono più ampi e le modalità di spostamento sono agevolate dalla presenza di diversi veicoli che ci permettono di spostarci via terra, acqua e cielo.

Le armi hanno un modello di crescita in efficacia molto immediato, così come la modalità di ripristino salute risulta molto semplice. Entrambe queste caratteristiche rendono Blackout meno complesso e contorto rispetto altri giochi. Nonostante ciò il gioco risulta molto ricco potendo attingere anche da Perk della modalità multiplayer e introducendo la presenza anche di Zombie. Rispetto ai concorrenti, Blackout risulta più una raffinata evoluzione che una rivoluzione di “Battle Royale”.

Si fa un po’ fatica a parlare di questo episodio di Call of Duty privato della componente single-player che, per molti di noi, è il marchio inconfondibile della serie COD. A maggior ragione molti storceranno il naso avendo a che fare con un prezzo pieno del gioco, che si confronta con la concorrenza più aggressiva commercialmente parlando. Ma è altrettanto vero che COD è il gioco che dieci anni fa ha ridefinito lo sparatutto online, quindi, questa prova di forza doveva essere tentata da parte di Activision e Treyarch.

Detto questo, Call of Duty: Black Ops IIII, nonostante la perdita della modalità single-player e con un comparto tecnico ottimo ma non superiore ai diretti concorrenti, risulta un multiplayer divertente e adrenalinico come solo COD riesce ad essere. Non solo, reinterpreta la modalità “Battle Royale” in maniera eccezionale offrendo un’alternativa tatticamente ricca a quei giocatori che vogliono qualcosa con più grinta, realismo e tanto sudore.