Anthem recensione

Similmente al software come servizio (SaaS – Software-as-a-Service), introdotto tempo fa delle grandi aziende dell’Information Technology, anche i videogiochi hanno adottato il loro modello di gioco come servizio (GaaS – Game-as-a-Service) fondato sulla fornitura di un lungo flusso di nuovi aggiornamenti e contenuti per garantire ai Publishers entrate ricorrenti e continue nel tempo. La prima forma di GaaS è, di fatto, stata l’introduzione dei giochi online multigiocatore (MMO) come World of Warcraft, tramite un approccio legato all’abbonamento del gioco.

Poi, nel tempo, altre forme sono state inventate per monetizzare i prodotti come servizio e così arriviamo ai “giochi viventi” (Lifestyle Games) che, oltre ad estendere la vita del gioco acquistando grossi aggiornamenti, forniscono anche contenuti giornalieri a rotazione, in grado di premiare il giocatore con la valuta del gioco per acquistare nuove attrezzature/componenti, altrimenti acquistabili con soldi reali. Un ottimo esempio di questi giochi è Destiny che, da un lato ha trascurato la campagna giocatore singolo, ma dall’altro ha ottenuto il suo successo facendo leva sull’elemento sociale, come giocare o competere con gli amici, tutti uniti nell’acquisto di moduli GaaS per continuare a giocare tra loro.

Questi giochi sono comunque un azzardo, ne è la prova lo stesso Destiny, il cui successo ha richiesto almeno un anno di tempo e tre espansioni a pagamento, quindi con un grandissimo impegno finanziario per lo sviluppo. Ora Electronics Arts entra nell’arena affidando a Bioware lo sviluppo del “looter shooter” Anthem che, per superare i suoi concorrenti, viene annunciato con un flusso di nuovi contenti con tempistiche più ravvicinate e costanti, in modo tale da mantenere i giocatori avvinti e sempre in attesa di nuove sfide.

La nascita degli Strali

Anthem è ambientato su un pianeta che mescola scenari lussureggianti con reliquie di tecnologia avanzata che devono la esistenza ad una fonte di energia onnipresente conosciuta come “L’inno della Creazione”. Queste reliquie sono instabili e spontaneamente possono originare cataclismi, mutare la fauna selvatica, cambiare il clima locale, creare portali e generare creature mostruose. L’umanità ha una conoscenza limitata delle origini di queste reliquie, di come funzionano e dell’estensione delle loro abilità, ma crede che siano state create da una razza divina chiamata i Creatori, che ha abbandonato il pianeta migliaia di anni fa per ragioni sconosciute.

Secoli prima dell’inizio del gioco, in una regione chiamata Bastion, l’umanità è stata ridotta in schiavitù da una razza di creature che ha sfruttato “L’inno della Creazione” per generare cataclismi contro gli umani che, per difendersi, si rifugiarono in gigantesche fortezze. Un’umana di nome Helena Tarsis e i suoi compatrioti usarono la tecnologia dei Creatori per inventare gli Strali, potenti esoscheletri che avrebbero permesso loro di contrattaccare. Il sacrificio di Tarsis liberò nuovamente la razza umana che continuò a vivere all’interno di città fortificate protette dalle Sentinelle, i piloti degli Strali che fungono da sicurezza primaria e forze di polizia all’interno delle mura della città. Fuori dalle città c’è un mondo pieno di creature pericolose, una razza ostile di insetti chiamati Metamorfici e soprattutto cataclismi causati dalle reliquie instabili dei Creatori. Le città si affidano ai Freelancer, una fazione di mercenari altruistici che pilotano gli Strali per affrontare queste minacce. Purtroppo, oltre a queste minacce, ci sono le truppe armate del Dominio che da tempo vogliono impossessarsi delle reliquie dei Creatori.

Le truppe del Dominio, dieci anni prima della campagna principale del gioco, nel tentativo di impossessarsi del Cenotafio, una reliquia che credevano avrebbe garantito loro il controllo dell’inno, scatenano per sbaglio un potente Cataclisma contro Liberalia, base operativa principale dei Freelancer. A difesa della città intervengono gli Specialisti, i piloti degli Strali e altri guerrieri che però falliscono, Liberaria viene distrutto e il Cataclisma non viene fermato ma rimane perennemente in espansione nella zona. Ciò che rimane è Fort Tarsis dove i sopravvissuti trovano rifugio e cercano di riorganizzarsi con alcuni Specialisti per tentare di arginare il Dominio. Ed è proprio da qui che inizia la nostra avventura come Specialista.

Un Gameplay ricco

Anthem videogioco

Anthem è uno sparatutto in terza persona con elementi di gioco di ruolo d’azione immerso in un “mondo contiguo aperto” e giocabile solamente online, dove noi potremo condividere le nostre gesta con al massimo altri tre giocatori. Ogni giocatore prende il ruolo di un Freelancer che indossa un esoscheletro completamente personalizzabile chiamato Strale. Di base, gli Strali possono essere personalizzati per essere dotati di due armi e abilità speciali difensive ed offensive. In più ci sarà un “Abilità Definitiva” attivabile solo se sarà raggiunta l’energia necessaria.

All’inizio del gioco potremo scegliere tra quattro diversi Strali che si differenziano per le loro caratteristiche di combattimento, i punti di vulnerabilità ed il loro percorso evolutivo. Avremo il Guardiano che ha un profilo bilanciato tra attacco e difesa; Colosso che è uno Strale più grande e più pesantemente corazzato; l’Intercettore che è focalizzato su combattimenti ravvicinati e può muoversi rapidamente ed infine Tempesta che usa una potente tecnologia per scatenare attacchi levitando senza sforzo nell’aria. Via via che si sale di livello avremo disponibili ad altri Strali più potenti che potremo cambiare quando vorremo. Ovviamente è la crescita del proprio Strale che farà la differenza in Anthem. Ad esso potremo associare un equipaggiamento fatto da armi ed accessori che si differenziano per la loro rarità ed il risultato della loro combinazione. Come visto in altri giochi, ogni componente aumenterà il livello dello Strale che ne determinerà la potenza ed il livello. In questo gioco non può certo mancare la personalizzazione estetica dello Strale che come sempre ci darà la possibilità di distinguerci da chiunque altro.

Il punto di incontro del gioco è Fort Tarsis, la roccaforte centrale di Anthem. Costruito dall’omonimo generale Helena Tarsis, funge da insediamento fortificato contro le minacce del mondo esterno ed è anche il punto in cui il giocatore va a ricevere nuove missioni e incarichi freelance. Fort Tarsis è un crogiolo di umanità varia dove si incontrano tutte le diverse fazioni del gioco con cui interagiremo per la progressione della storia. Troveremo gli Specialisti come noi in grado di pilotare Strali speciali; le Sentinelle che sono guardie private con armatura identica; i Codificatori formati da umani con capacità telepatiche per comunicare con gli altri e gli Arcanisti formati da scienziati e studiosi in continuo movimento per Bastion con l’obiettivo di risolvere i misteri che si vi si trovano. La nostra interazione in prima persona con queste fazioni equivarrà ad accettare o rifiutare missioni e contratti. Ma queste non saranno le uniche missioni secondarie disponibili perché Anthem, oltre alla storia principale e alle missioni delle fazioni prevede anche le Roccaforti con sfide molto impegnative e una modalità a gioco libero che ci consente di partecipare a missioni di vario genere.

Per finire, essendo Anthem un “looter shooter”, dispone di un sistema che si basa sulla raccolta di armi ed accessori ogni volta che si uccide un nemico o che si completa una missione. Più si sale di livello o più forte è il nemico abbattuto, più importanti ricompense otterremo. In ogni caso, vale sempre la regola di raccogliere tutto ciò che troveremo in giro per poterlo poi utilizzare per creare nuove armi e accessori.

Un gioco a due volti

Anthem

Per dare un giudizio un minimo obiettivo, bisogna spendere molto ore con Anthem tentando di sviscerare la maggior parte di caratteristiche di questo gioco. Il primo impatto con l’universo del gioco creato da Bioware è fantastico, si rimane colpiti da quanto è bello il mondo di Bastion e da quanto sono pieni di dettagli gli Strali e tutto ciò che vive in questo mondo. Il comparto grafico è riuscito a disegnare un’esplosione in verticale degli scenari, appositamente creati per esser navigati con gli Strali. Un paesaggio alieno pieno di panorami fantastici e rovine meravigliose.

Detto questo, dopo poche ore di gioco, la prima positiva impressione lascia spazio alla realtà del gameplay che trova forse il suo punto più dolente nella gestione dei Menu e di quanto questi ostacolino il prosieguo della narrazione. Spesso ci si trova in un percorso ad ostacoli di Menu che rallentano il gioco e che sono numericamente troppi e poco pratici nella loro gestione. A questo si aggiungono schermate di caricamento lunghe e purtroppo numerose, soprattutto durante la progressione delle missioni. Dopo un inizio coinvolgente, la storia diventa un po’ fiacca e le missioni prevedibili e ripetitive. A questo si devono aggiungere molti bug fastidiosi ed uno in particolare che porta al crash del gioco. Ma siamo sicuri che a questi problemi Bioware provvederà presto.

Anthem è visivamente molto bello ed ha un gameplay originale, divertente e con grandissime potenzialità Ma Anthem è anche contraddittorio e deludente. La storia è debole e ripetitiva. La sua bellezza viene ostacolata da bug e difetti nelle meccaniche del gameplay che trasformano il divertimento in lavoro. Un gioco carino ma poco profondo e che, al momento, non invita a proseguire, lasciandoci in attesa dei prossimi DLC per stimolarci a tornare su Bastion.