Midnight Murder Club, la recensione su PS5

-

Midnight Murder Club irrompe sulla scena come un party game horror multiplayer che mescola tensione e risate in una villa buia e misteriosa. Sviluppato da Velan Studios questo titolo esce dall’early access nel 2025 portando con sé un concetto fresco per gli appassionati di sparatutto in prima persona. Immagina un gruppo di amici armati solo di torcia e rivoltella che si inseguono al buio tra urla e spari improvvisi. Il gioco si posiziona nel panorama dei multiplayer competitivi dove titoli come Among Us o Dead by Daylight hanno già catturato l’attenzione con elementi di inganno e sopravvivenza.

Il titolo arriva in un mercato saturo di esperienze online dove la longevità spesso decide il successo. Velan Studios (noti per Knockout City) tentano di replicare quel mix di divertimento immediato ma con un twist horror. La villa Wormwood Manor diventa il palcoscenico di partite imprevedibili dove il buio non è solo sfondo ma meccanica centrale. Giocatori si nascondono dietro maschere anonime aggiungendo un velo di mistero. La sua uscita completa avviene a seguito di mesi di early access, dove i vari feedback dei giocatori hanno raffinato meccaniche ma non risolto alcune questioni.

Midnight Murder Club invita , dunque, a spegnere le luci e tuffarsi nel caos ma richiede un gruppo affiatato per brillare davvero. Con la sua enfasi su scelte rapide e inganni vocali, il titolo richiama classici come Hide and Seek ma con armi letali. La sua forza sta nel trasformare una villa ordinaria in un’arena di panico e strategia. Eppure la dipendenza dal multiplayer online lo espone a dei rischi, come lobby prive di giocatori. Midnight Murder Club emerge come un’opzione “leggera”, per chi cerca risate immediate senza impegno a lungo termine.

midnight murder club recensione ps5

Storia e Personaggi

Midnight Murder Club non punta su una narrazione profonda optando invece per un setup minimalista che serve da cornice al multigiocatore. La storia ruota intorno a Wormwood Manor una villa vittoriana infestata da spiriti e segreti dove giocatori si riuniscono per un club esclusivo di omicidi notturni. Nessuna campagna single-player, solo accenni a una lore misteriosa attraverso ambienti e oggetti sparsi. La mansion nasconde reliquie dorate e totem che suggeriscono riti antichi ma senza cut-scene o dialoghi elaborati. Questo approccio mantiene il focus sul gameplay, facendo emergere la narrazione per il tramite delle interazioni tra giocatori. Personaggi sono anonimi, nascosti dietro maschere eleganti che evocano balli in maschera del passato.

Ogni giocatore sceglie un look casual ma senza personalizzazioni profonde come skin o accessori sbloccabili. Le maschere variano – da teschi dorati a volti animaleschi – aggiungendo un tocco di mistero e uniformità. In modalità come Graveyard Shift emergono elementi sovrannaturali con demoni e spiriti da esorcizzare, ma restano avversari generici senza backstory. Il titolo evita eroi complessi preferendo avatar intercambiabili che enfatizzano l’inganno. La chat di prossimità permette di tessere storie improvvisate, magari fingendo alleanza per mera convenienza (il tradimento, ahinoi, è una componente fondamentale del gameplay). Una scelta, lato gameplay, che serve a creare personaggi dinamici basati su comportamenti reali piuttosto che script predefiniti. La villa stessa ne trae anche giovamento, diventando il personaggio principale con stanze che vengono generate da zero in ogni partita.

midnight murder club recensione ps5

Per chi apprezza videogiochi non-lore-oriented questo setup funziona bene, raccontando la storia senza bisogno di istanze dedicate. Tuttavia manca profondità per chi cerca dinamiche interazionali “classiche” tra i vari personaggi, con le diverse connessioni emotive che ne derivano. Le maschere anonime appiattiscono lo scenario di gioco, rendendo di primo acchito tutti potenziali assassini o vittime. In modalità Wildcards le carte alterano regole influenzando “personalità” temporanee come diventare minuscoli o invisibili. La storia sottintende un club elitario di cacciatori notturni ma lascia ampio spazio all’immaginazione. Senza progressione narrativa il titolo si affida alla sequela di partite per costruire aneddoti personali e costruire il background delle varie maschere.

Eppure questa scelta rafforza il tema di anonimato e paranoia, aspetti su cui il gioco punta evidentemente molto per la sua riuscita. Wormwood Manor, con i suoi corridoi crepitanti e stanze segrete, racconta una storia di decadenza e pericolo. Elementi come boss spirituali in PvE aggiungono tocchi mitologici ma restano superficiali. Midnight Murder Club privilegia l’esperienza collettiva su archi individuali.

Pro di Storia e Personaggi:

  • Setup minimalista che focalizza sul gameplay;
  • Atmosfera emergente da interazioni vocali;
  • Anonimato che aumenta paranoia e divertimento.

Contro di Storia e Personaggi:

  • Mancanza di lore profonda o campagne;
  • Personaggi generici senza customizzazione;
  • Elementi sovrannaturali sottoutilizzati.

midnight murder club recensione ps5

Analisi del Gameplay

Midnight Murder Club brilla nel gameplay con meccaniche semplici ma efficaci che trasformano una villa buia in un’arena di tensione costante. Al centro c’è la torcia che illumina ma espone la posizione ai nemici creando scelte strategiche immediate. Armati di rivoltella con colpi one-hit-kill i giocatori navigano al buio affidandosi a suoni e istinto. La chat di prossimità aggiunge caos permettendo sussurri vicini o urla distanti che guidano o ingannano. Le modalità variano da Free-for-All dove tutti contro tutti regna il pandemonio a Team Deathmatch per alleanze precarie.

Thief in the Night introduce obiettivi come rubare teschi dorati da casseforti e depositarli in vault con rischio di furti avversari. Headhunters divide in cacciatori e prede con i primi che distruggono totem e i secondi che difendono santuari in limiti temporali. Wildcards spicca con carte che modificano regole come rimpicciolire giocatori o ampliare fasci di luce rendendo ogni partita unica. Graveyard Shift offre PvE co-op per due giocatori con rituali da completare contro spiriti ma si rivela ripetitivo con task come trovare reliquie o sconfiggere boss giganti. La mansion randomizzata garantisce varietà ma la sua vastità causa momenti di vagabondaggio selvaggio senza meta.

Tuttavia, in assenza di varietà di mappe, la ripetitività emerge presto. In modalità come Graveyard Shift mancano incentivi per farsi “un’altro giro” (al netto della raccolta dei trofei). Il titolo eccelle in partite brevi ma fatica a trattenere il giocatore oltre tale arco temporale.

Pro del gameplay:

  • La presenza della torcia crea una situazione di suspense costante;
  • Modalità Wildcards con varietà imprevedibile;
  • Chat di prossimità che amplifica caos e risate.

Contro del gameplay:

  • Ripetitività per via di un’unica mappa grande;
  • Matchmaking instabile con leaver frequenti;
  • PvE co-op Graveyard Shift piuttosto noioso.

midnight murder club recensione ps5

Dimensione artistica

Midnight Murder Club affascina artisticamente con un’estetica che trasforma il buio in arte viva. La villa Wormwood Manor evoca un’era vittoriana decadente con arredi ricchi di dettagli come candelabri polverosi e tappeti logori. La grafica non punta al realismo estremo ma ad un’atmosfera con ombre dinamiche che danzano sotto fasci di torcia. GLi effetti di luce riescono a creare quel giusto livello di suspense con bagliori improvvisi che rivelano sagome nemiche. Su PS5 il titolo gira fluido senza cali di frame, sfruttando il DualSense per vibrazioni tattili come rimbombo di passi o recoil di spari.

L’audio design eccelle con suoni ambientali e effetti terrorlike come porte che scricchiolano, vetri che si rompono e echi di voci che aleggiano nell’aria. La mancanza di una colonna sonora di accompagnamento amplifica il livello di tensione, lasciando spazio a dei rumori terrificanti. Le maschere dei personaggi mescolano eleganza e grottesco con design che richiamano balli mascherati antichi. La “randomizzazione” del design delle stanze mantiene freschezza visiva, con layout che cambiano ogni nuova partita. Suoni di armi nitidi distinguono revolver da coltelli, aiutando sul fronte immersione. Artisticamente Midnight Murder Club cattura essenza di un film noir misto a commedia slapstick.

Pro della dimensione artistica:

  • Atmosfera immersiva con luci e ombre dinamiche;
  • Audio design eccellente per tensione sensoriale;
  • Estetica vittoriana elegante e misteriosa.

Contro della dimensione artistica:

  • Grafica non all’avanguardia;
  • Mancanza di soundtrack di accompagnamento;
  • Limitate opzioni visive per giocatori.
Midnight Murder Club
  • 7/10
    Prime impressioni - 7/10
  • 7/10
    Controlli/Gameplay - 7/10
  • 7/10
    Dimensione artistica - 7/10
  • 7/10
    Intrattenimento - 7/10
7/10

Summary

Per chi cerca esperienze casual senza impegno rappresenta una scelta solida a prezzo basso. La sua unicità sta nel fondere FPS con elementi hide-and-seek vocali. Eppure una player base ridotta all’osso e l’insorgenza della ripetitività lo rendono più una scappatella da una notte e via che una relazione duratura. In tal momento storico, questo gioco rischia di svanire nelle sue stesse ombre. La speranza è quella di vedere arrivare aggiornamenti sostanziosi ed costanti nel tempo a venire.
Dino Cioce
39 anni, sposato e padre di due bellissimi bambini; anche se il tempo è poco e gli impegni sono tanti, trovo sempre un momento per dedicarmi al mio mantra e al mio credo. I AM A GAMERCRACY
- Pubblicità -