Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge, la recensione su PS5

Un bel Cawabonga a tutti voi

Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder's Revenge

L’effetto nostalgia fa il suo ritorno in Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge (abbreviato TNMT: Shredder’s Revenge), in questa nostra recensione per console PS5. È vero che la nuova generazione ci permette di toccare le vette del 4K e dei 60fps. Ogni tanto, però, un bel “chissene” non ha mai fatto male nessuno. Un fenomeno culturale che ha visto la sua massima espansione sul finire degli anni ’80. Tra materiale di merchandising e giocattoli molto vicini a delle action figures, le tartarughe ninja erano un must per i bambini e gli adolescenti dell’epoca.

I videogiochi hanno provato a tenere il passo, anche se le prime esperienze non sono state molto positive. Il successo arrivò con Turtles in Time, da cui Dotemu (publisher) e Tribute Games (sviluppatore) hanno preso ispirazione. Un beat’em up puro, disegnato in pixel art e in grado di rievocare la lore della serie animata. Poche pretese, a garanzia di un divertimento assicurato.

Teenage Mutant Ninja Turtles Shredder Revenge ambientazione

Ma non si tratta di un copia/incolla, le novità ci sono e anche in linea con le attuali tendenze in materia di gaming. A cominciare da un sistema di controlli estremamente reattivo, una modalità storia con contenuti extra e la possibilità di giocare assieme ad altri giocatori in locale e online. Non vi aspettate infinite ore di gioco, ma vi assicuriamo che non finirete il gioco una sola volta. Certo, l’endgame poteva essere leggermente più generoso in termini di contenuti. La speranza, ovviamente, è quella di veder arrivare delle iniezioni di upgrade nel corso dell’anno.

Per quanto il fattore nostalgia rischi di annebbiare la nostra capacità di giudizio, rivedere in azione Leonardo, Donatello, Raffaello e Michelangelo è sempre un piacere. Il ricordo di quelle serate a “pane e Super Nintendo” è stato fisiologico, oltre che inevitabile. Ed è con questa presa di coscienza che ci tuffiamo nella nostra recensione di Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge, titolo, vi ricordiamo, provato nella sua versione per console PS5.

Pizza e legnate in Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge

TNMT: Shredder’s Revenge non ha molte pretese in termini di gameplay. Solo 2 modalità – Storia e Arcade – da giocare in solo o in coop (locale e online), con delle differenze che incontrano i gusti dei puristi e non. La prima delle due è quella che possiamo definire una novità, nel senso lato del termine. Non solo mazzate alla ciecata ma anche degli obiettivi da portare a termine, una mappa da esplorare e missioni secondarie che aiutano a sbloccare potenziamenti in-game.

La modalità Arcade, invece, e il punto di congiunzione rispetto al passato, il vero tributo a Turtles in Time. Bisogna solo andare avanti e sconfiggere i vari boss sino ad arrivare al cospetto del nemico finale (che ovviamente non vi diremo di chi si tratta, ndr). Chi vi scrive le ha provate entrambe, strizzando l’occhio per la prima delle due. Oggettivamente, molto più coinvolgente rispetto l’esperienza generale di gioco.

Teenage Mutant Ninja Turtles Shredder Revenge gameplay

Per quanto sia estremamente difficile, se non impossibile, ricordare il feedback che il pad delle “macchine da gioco” a 8/16/32 bit restituivano in termini di reattività, ci preme, invece, evidenziare quello che succede a 21 anni di distanza da quei ricordi. “Zone morte” non ce ne sono ed il paragone con i cabinati è presto fatto. Il risultato è un controllo completo della scena, anche a difficoltà elevate e ondate di nemici intense. Tutto questo amplifica il concetto alla base del genere beat’em up stesso: menare a più non posso ed evitare di prenderle.

La logica del picchia e schiva, antica e superata da tempo, era il trend dei picchiaduro a scorrimento in quei famosi anni ’80 e inizi anni ’90. Lo stage 3D “simulato” non permetteva soluzione alternative alla schivata laterale e al salto, e la direzionalità obbligata dei movimenti costringeva il giocatore a veicolare i propri attacchi in unico verso. Per carità, il rispetto è dovuto, ma ricordare dove eravamo ci aiuta ad apprezzare ancora di più l’attuale stato dell’arte in materia videoludica.

4 tartarughe tutte identiche di aspetto, tutte ninja… ninjaaaaaaa

Quando si parla di delicate operazioni “nostalgia”, Dotemu non sbaglia un colpo. Lo abbiamo visto con Streets of Rage 4 e Windjammers 2, giusto per citarne alcuni. In Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge affida il delicato compito a Tribute Games, la cui denominazione aziendale fornisce un’idea della filosofia della software house. Il “tributo” al passato videoludico – e non solo – della saga c’è tutto. Anzi, viene quasi voglia di recuperare le vecchie puntate della serie animata del 1987.

A differenza dei titoli citati prima, l’operazione di restyle non è invasiva. Un’affermazione, la nostra, da intendersi sia sul fronte gameplay che artistico. Il primo comparto non subisce dei forti scossoni rispetto alla formula magica che conoscevamo. Ci vuole pochissimo per entrare in sincro e rimettere in forma la memoria muscolare da gamer “vintage”. Pochi tasti, numero di combo che avanza, interazione con gli oggetti e l’ambiente circostante, e tante, ma tante, botte da orbi. 3 chance al termine delle quali si inizia da zero il livello affrontato.

 personaggi

Lato artistico, la scelta della cd. pixel art paga bene. Il design dei livelli è un racconto che prende spunto da alcuni episodi della serie animata, con uno spaccato di tutto il bestiario e delle ambientazioni del mondo delle tartarughe ninja. I protagonisti non sono da meno, con un roster che annovera tra le sue fila anche la “spalla” Casey Jones, sbloccabile una volta concluso il gioco.

Si poteva fare di più? In verità sul fronte contenutistico la scelta è stata quella del “poco ma buono”. Sulla componente multigiocatore online pesa l’assenza di una base solida di giocatori, che inficia negativamente sull’utilizzo di questa modalità. La maggior parte del tempo si va in solo, con tutti i pro e contro che ne derivano. Il fattore ripetitività è dietro l’angolo, come succedeva con i cabinati. Quando i gettoni finivano si ritornava a casa (con la testa cosparsa di cenere per via di un possibile “cazziatone”, ndr).

storia

In conclusione

Dotemu e Tribute Games si tuffano in un’importante operazione nostalgia con Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge, andando a rievocare moltissimi ricordi tra i gamer un po’ più attempati. Il ricordo è andato subito a Turtles in Time, con un tributo a quello che è stato un vero e proprio fenomeno sul finire degli anni ’80. L’aderenza alla formula originale è stata una scelta “safe” da parte degli sviluppatori, con una grafica in pixel art che ci fa sedere al tavolo del retrogaming puro. 

Parlare di novità, rispetto al passato, lascia il tempo che trova. Il titolo può essere giocato in solo o in coop, con la possibilità di condividere l’esperienza ad altri giocatori online. Il numero di giocatori connessi varia a seconda delle console utilizzate, anche se trovare qualche altro player connesso non sarà una cosa facile. Siamo nel regno del beat’em up per cui le logiche di gameplay non sono cambiate rispetto al passato. Vi è, invero, un’allargamento dell’offerta contenutistica con l’inserimento della modalità Storia che introduce una mappa esplorabile, missioni secondarie e potenziamenti in-game. 

Se siete alla ricerca di una way-out per rallentare, e magari approfittare e lasciarsi andare ai ricordi e alle emozioni, Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge fa sicuramente al caso vostro. Giusto il tempo per spendere quei 2/3 gettoni che vi sono rimasti nel portamonete.