Gotham Knights, la recensione su PS5

I figli di Batman sorgono...

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L’eredità del Cavaliere Oscuro viene raccolta in Gotham Knights, il titolo di questa nostra recensione della versione per console PS5. Non è facile immaginare un videogioco che orbita attorno al mondo di Batman, senza averlo a pieno titolo nel roster dei protagonisti. WB Games Montreal decide di farlo morire e utilizzare la sua dipartita come pretesto per dare corso agli eventi narrati in gioco. Si inizia così, con una gran bella doccia fredda.

Un taglio netto rispetto a tutto quello che c’è stato prima, quasi un po’ simbolico e con un pizzico di velata polemica (ultima considerazione puramente personalissima, ndr). I livelli di significato possono essere tanti, ma il punto è che ci sono 4 personaggi giocabili, tutti con un loro storia e nulla di riciclato “per risparmiare”. Solo gli eventi fungono da filo conduttore, ma per il resto ogni percorso intrapreso viaggia per la sua strada, nell’attesa di qualche momento che funge da punto di incontro.

Il gameplay di Gotham Knights è quello tipico di un aRPG immerso in un contesto open-world che prende il nome di Gotham City. È la prima volta che diviene così liberamente esplorabile in un titolo dell’universo di Batman, nemmeno la serie Arkham si era spinta così oltre. I paragoni con quest’ultima sono pressoché fisiologici, oltre ad essere utili per comprendere punti di forza e di debolezza del titolo.

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L’assenza dei 60fps non è una cosa da poco ai fini dell’esperienza generale, anche se tale defezione si avverte maggiormente nelle sessioni di combattimento e meno in quelle esplorative. Sotto il profilo artistico c’è poco da dire. Il lavoro svolto dal team creativo della software house canadese è di assoluto rilievo. Il resto lo lasciamo alla nostra recensione di Gotham Knights, titolo, vi ricordiamo, giocato nella sua versione per console PS5.

Prime impressioni: un mondo senza Batman

Atterriamo nella dimensione di Gotham Knights già con un background molto importante, quello fumettistico, in primis, ma anche quello videoludico. I confronti sono inevitabili, oltre che propedeutici alla definizione di una valutazione quanto più oggettiva possibile, cercando di scacciare il demone della soggettività, per quanto non sia mai così facile come possa sembrare.

La sequenza iniziale sgretola tutte le nostre poche certezze circa la presenza costante del Cavaliere Oscuro all’interno dell’ultima produzione firmata WB Games Montreal. Per carità, sapevamo benissimo che il buon Batman non sarebbe stato il protagonista di Gotham Knights e che gli sviluppatori avevano deciso di farlo anche morire. Assistere, però, inermi alla sua dipartita è qualcosa che lascia un segno indelebile. Il tragico epilogo non è solo l’artificio narrativo utilizzato per enfatizzare la profonda frattura presente nella bat-famiglia, ma è anche il catalizzatore per “risvegliare” le coscienze dei 4 aspiranti Cavalieri.

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Quello che si presenta, poi, è un’interessante open-world suddiviso in pseudo-livelli che durano una notte, il tempo del pattugliamento e della raccolta degli indizi. Questi ultimi due elementi sono strettamente connessi l’un l’altro e giustificano l’assenza di missioni secondarie. Di fatto, visto in quest’ottica, può sembrare non molto longevo. La parte esplorativa, invece, enfatizzata anche da una resa grafica di assoluto rilievo, fa perdere ogni cognizione di spazio e tempo, e il famoso orologio di gioco si va a far benedire.

L’osservato speciale, per forza di cose, è il sistema di combattimento. Quì, il confronto diretto con la serie Arkham è pressoché inevitabile. Alcune scelte progettuali lo penalizzano, altre invece sono discutibili e altre ancora sono da evidenziare. Tirando le somme, però, lo avremmo preferito un “pelino” più reattivo, e più vicino all’esperienza made in Rocksteady Studios. Nulla di grave, per carità, ma in tutto questo ha pesato fortemente l’assenza dei 60fps. Da quì, purtroppo, non si scappa.

Contesto di gioco: aderente ma non troppo

La Corte dei Gufi fa il suo debutto. La pericolosa organizzazione, i cui tentacoli sono arrivati persino a Metropolis e che ha interessato – più o meno – tutti i super eroi DC, spaventa e non di poco. Qualcuno si era accorto della sua presenza ma non ha fatto in tempo a disvelare l’imminente pericolo. Anche la Lega degli Assassini sembrava essere attratta dai piani dell’organizzazione e la costante presenza di Talia al Ghul ne è una prova. La cremazione del padre è solo un pretesto e i 4 Cavalieri di Gotham sanno bene che dietro c’è qualcos’altro.

Vi sono numerosi punti di contatto con le vicende fumettistiche, anche se in Gotham Knights non vengono riproposti archi narrativi e spin-off particolari. Si parla della Corte dei Gufi ma non vivremo il pazzesco crossover della Notte dei Gufi (anche se chi vi scrive ci sperava con tutto se stesso). Nonostante questo, fanno la loro comparsa diversi famosi villain con un ruolo più o meno marginale rispetto agli eventi narrati.

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Tra una notte e l’altra assistiamo all’evoluzione dei rapporti interpersonali dei vari membri della bat-famiglia. Quel zero polare iniziale, mitiga, con il tempo, i suoi effetti. La costante presenza di Alfred è fondamentale per i 4 giovani, che lo individuano come un mentore e una voce della coscienza a cui dare sempre credito. A livello narrativo, ci permettiamo di aggiungere, è uno dei migliori personaggi presenti in Gotham Knights.

I dialoghi non sono mai banali e i 4 cavalieri di Gotham non finiscono mai per perdere la loro collocazione rispetto al contesto e alle situazioni. La loro coerenza, inoltre, con le loro controparti fumettistiche è perfetta, e questo è un elemento fondamentale ai fini della fruizione dei contenuti di gioco. È pur vero che a nessun viene chiesto di avere le t-shirts di Batman nell’armadio, ma per i fan è un valore aggiunto non indifferente.

Gameplay: grandi assenze che pesano

Osservato specialissimo di Gotham Knights è senza ombra di dubbio la componente legata al gameplay. WB Games Montreal sapeva che sotto questo aspetto ogni minimo errore poteva essere fatale, con la scure del confronto con la serie Arkham sempre pronta sopra le loro teste. La scelta è stata quella di percorrere il sentiero di un classico aRPG di matrice open-world, investendo, però, moltissimo su tutto il contesto di riferimento. Lo abbiamo già detto prima, e lo ripetiamo senza problemi anche in questa sede, storia e personaggi non dimostrano problematiche evidenti e ci hanno convinto senza ripensamenti.

Trattandosi, quindi, di un aRPG open-world le componenti in gioco sono essenzialmente 3: meccaniche di combattimento, sistema di progressione e dinamiche esplorative. Restando nell’ambito del primo dei tre, qualcosina che non ci è piaciuta è doverosa segnalare. L’assenza dei 60fps crea un bel freno a tutte quelle fasi concitate in cui il nostro cavaliere finisce in mezzo a gruppi di nemici che reclamano la sua testa. Un unico tasto dove gestire attacchi normali e caricati che, anche se non rientrano in un meccanismo combo based, vanno perfezionati con il giusto timing (e se seguite il tempo fanno veramente male). Il giusto tempismo serve anche per schivare i colpi in arrivo, colpi che non potete, però, parare nel senso stretto del termine.

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Quanto alla componente RPG, gli sviluppatori hanno scelto di non complicare troppo le cose. Lo skill tree interessa tutti i tratti del personaggio, prevedendo di investire punti abilità guadagnati giustamente sul campo di battaglia. Discorso a parte va fatto per skin, armi e oggetti. Questi, infatti, non sono solamente puramente cosmetici, ma vanno a ridefinire il potenziale offensivo e difensivo del personaggio. E non si possono ottenere percorrendo la scorciatoia dell’acquisto in-game, anche queste si devono guadagnare sul campo.

Last but not least arriva la componente esplorativa, che viaggia a stretto contatto con la dimensione artistica di Gotham Knights. Premesso che occorre fare qualcosa per velocizzare il bat-cycle (di una lentezza estrema), la città offre solo degli incarichi sparsi qua e la. Questi sono (quasi) tutti sbloccabili con la raccolta degli indizi, ottenuti interrogando o sconfiggendo i membri delle varie gang di Gotham. In palio vi sono skin, armi ed oggetti per il nostro Cavaliere di turno. Missioni secondarie, nel senso stretto del termine, purtroppo, non ve ne sono.

Dimensione artistica: Gotham è stupenda

Ray tracing sempre attivo e una risoluzione (dichiarata dagli sviluppatori) pari a 4K. Sono queste le premesse, in termini numerici, del comparto artistico di Gotham Knights. Numeri che hanno, per forza di cose, richiesto un tributo in termini di frame per secondo, 30fps per l’esattezza. WB Games Montreal non è stata molto chiara su questo aspetto, il che ha scatenato più di qualche polemica nei giorni imminenti al lancio del gioco. I 60fps, per forza di cose, non potevano generare quei numeri visti prima, per cui gli sviluppatori hanno compiuto una scelta, che ha favorito la resa visiva e meno tutta la componente action.

Gotham pullula di colori e riflessi in ogni angolo della città. La presenza della pioggia, inoltre, enfatizza maggiormente i positivi effetti del ray tracing che invocano a gran voce l’utilizzo della photo-mode (cosa che abbiamo più volte fatto, vedere per credere). La città dei 4 cavalieri non è solo pericolosa. Ogni quartiere ha una storia a sé, che viene narrata sotto il profilo artistico in maniera più che ineccepibile.

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L’ottimo lavoro sotto il profilo grafico si riflette anche nella cura dei dettagli di contesto. Non solo gli ambienti esterni ma anche gli interni degli edifici sono concepiti in maniera eccellente. Le texture dei materiali, i riflessi di luce, il particolato nell’aria, l’effetto nebbia sono minuziosamente calibrati ed offrono dei momenti di quiete, da godere con un’apertura massima dei propri obbiettivi oculari.

La cura dei dettagli si estende anche ai personaggi giocabili. Sono circa 50 le tute sbloccabili, tutte che provengono dall’universo fumettistico DC e già apparse negli albi a fumetti. Formidabili per resa finale, oltre che efficaci nel corso del combattimento. Stesso discorso vale per le armi, gli oggetti equipaggiamento e la bat-cycle, curati in maniera quasi maniacale. La promessa fatta dagli sviluppatori, sotto questo punto di vista, è stata ampiamente mantenuta.

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In conclusione

Una bella esperienza quella offerta da Gotham Knights, vissuta in un costante clima di confronto con quello che è stato il passato videoludico del Cavaliere Oscuro. Dopo la dipartita di Rocksteady Studios, l’eredità viene raccolta da WB Games Montreal che da un taglio secco rispetto al passato e avvia un nuovo corso della saga. Cambia il punto di vista, con 4 ragazzi che si spartiscono la torta lasciata dal loro padre spirituale e che devono fare i conti con dei problemi che sembrano essere troppo grandi rispetto a loro. 

Narrativa e personaggi ci hanno convinto, senza scadere mai nel banale. Il gameplay ci ha lasciato alcune perplessità che portano ad evidenziare il grande assente di turno. I 60fps sono necessari per un titolo con una così spiccata vena action. I 30fps, decisi dagli sviluppatori per motivi tecnici e/o di opportunità, sono un vero e proprio “freno a mano”. Confidiamo nel futuro.

Sotto il profilo artistico siamo davanti ad un momento di puro godimento. Gotham City, oltre ad essere particolarmente dettagliata, è un vero e proprio altoparlante di colori, suoni ed emozioni. Il ray tracing svolge di gran lunga il suo dovere, aspetto che riconosciamo anche nelle sessioni “al chiuso”. Artisticamente parlando i complimenti sono in assoluto meritatissimi.